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Translagorai, altre crepe nella Sat, i soci della sezione di Cavalese chiedono di rivedere il progetto: ''Ridimensionare le ipotesi su Malga Lagorai''

Il progetto da 3 milioni di euro per riqualificare 85 chilometri sul Lagorai non conosce pace e continua a dividere. La sezione della Sat reputa l'idea buona, ma evidenzia alcune criticità e chiede un incontro agli enti coinvolti nel piano

Di L.A. - 11 febbraio 2019 - 12:00

CAVALESE. La Sat contro la Sat. L'assemblea dei soci della sezione di Cavalese fissa dei paletti in merito al progetto Translagorai. Un piano che non conosce pace, tra i più discussi degli ultimi tempi e che lacera le stesse Sat e Soast come raramente successo prima. La vicenda è nota: la Provincia ha previsto la riqualificazione del percorso per 3 milioni di euro distribuiti in 3 anni con un finanziamento provinciale da 2 milioni e 381 mila euro.

 

Un percorso di 85 chilometri lungo la catena del Lagorai che da Vetriolo raggiungerà San Martino di Castrozza per passare attraverso una serie di rifugi e malghe ripristinate ad hoc e utilizzabili per pernottare. Subito si è scatenata la bagarre, gli ambientalisti della montagna, molti satini, guide e alpinisti, ritengono questa operazione un'antropizzazione che si spinge nell'ultima zona wilderness del Trentino. 

 

E così nel tempo, si sono sfilati, tra gli altri, anche figure come quelle di Luigi Faggiani (Qui articolo) e Alessio Conz (Qui articolo), autori tra l'altro di guide e libri su baite e sentieri (Qui la risposta della Sat e del vicepresidente Tonina a Degasperi). Ora prende posizione anche la sezione di Cavalese della Sat.

 

"Condividiamo - spiegano i soci - l'intento di migliorare la possibilità di percorrere il selvaggio itinerario della Translagorai per incentivare la frequentazione, con varianti diverse, da escursionisti alla ricerca di sensazioni e emozioni non più riscontrabili in molte altre aree delle montagne trentine".

 

Se l'idea è buona, la Sat di Cavalese solleva però alcune criticità. Il nodo soprattutto riguarda le sorti di Malga Lagorai. In linea di massima si prevede la trasformazione dell'edificio in ristorante bar-rifugio e la completa ristrutturazione per realizzare un'attività di ristorazione con sala da pranzo da 40 posti, un alloggio per il gestore, una stanza dormitorio e servizi igienici. E ancora, la stalla e ulteriori 20 posti letto e servizi igienici, un locale magazzino, l'alloggio per il pastore e la realizzazione di una terrazza esterna per il servizio bar e ristorazione, senza dimenticare gli interventi per l'approvvigionamento idrico, smaltimento delle acque reflue e produzione di energia elettrica.

 

"La valle di Lagorai - evidenziano i soci - è tra i pochi territori risparmiati dall'antropizzazione che ha caratterizzato gli ultimi decenni, rappresentano un valore naturalistico e storico inestimabile che crescerà ulteriormente in futuro proprio per l'integrità ambientale. La Malga Lagorai necessita sicuramente di manutenzione e ristrutturazione, ma servono interventi sobri e congrui: la riconversione a ristorante-rifugio porterebbe all'aumento di autorizzazioni al transito con mezzi a motore e, probabilmente in tempi brevi, allo stravolgimento dell'uso dell'area a pascolo e del paesaggio della valle".

 

La Sat di Cavalese lancia un piano alternativo per valorizzare il percorso Translagorai, ma senza intervenire eccessivamente sulla Malga Lagorai. "Non si conosce - evidenziano i soci - un piano di sostenibilità economica dell'ingente investimento di 750 mila euro di denaro pubblico: anche un'ottimistica crescita degli escursionisti non potrebbe giustificare un esercizio di ristorazione e rifugio, se si considerano anche le altre realtà, finanziate dalla delibera Translagorai, quali rifugio CauriolMalga Valmaggiore, che faticano ad essere redditizie pur essendo accessibili in automobile. La lacuna di punti d'appoggio in quel tratto della Translagorai potrebbe essere più logicamente colmata se si ricava un bivacco nella vecchia Malga Stelune".

 

L'assemblea ha così incaricato il Consiglio direttivo sezionale di informare tempestivamente i soci riguardo ogni iniziativa, evento o notizia che riguarda il progetto. "Auspichiamo - concludono i soci - che l'ipotesi di ristrutturare la Malga Lagorai venga ridimensionato e che la destinazione rimanga tale a beneficio degli allevatori e dei malgari per effettuare la lavorazione del latte in loco, in continuità con le storiche tradizioni, per integrando il reddito tramite la frequentazione degli escursionisti".

 

La richiesta dell'assemblea è quella di organizzare un incontro tra il consiglio direttivo della Sat di Cavalese, la Magnifica Comunità, i comuni di Cavalese e Tesero, così come i rappresentanti del consiglio provinciale

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