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Polo natatorio, Fin e società del capoluogo: "Tutti ci attaccano, ma Briamasco, mondo del calcio, palestre e PalaTrento creano oltre due milioni di buco. Non siamo noi il problema"

Il presidente della Fin trentina critico: "Si procede per tentativi, idee e progetti surreali. Amministrazioni sorde davanti alla nostra proposta di collaborazione". Il comitato del Trentino può vantare oltre 12 mila iscritti: "Anche la Federazione nazionale è disponibile a fornire il suo know-how" 

Pubblicato il - 17 febbraio 2017 - 18:53

TRENTO. "Ancora una volta si prende spiacevolmente atto che sulla questione sono state interpellate e ascoltate moltissime persone, tranne chi realmente si intende di piscine. Non si sta parlando di vasche da bagno e nemmeno di laghetti per le ninfee, non si cerca né si vuole costruire cattedrali, né spendere più di quanto non sia necessario o sperperare denaro pubblico. Davvero non si capisce realmente quale sia la volontà della nostra amministrazione nell'ignorare questa richiesta e nel continuare a escludere la possibilità di una collaborazione in senso stretto, per valutare al meglio le opportunità e le esigenze di entrambe le parti". Questo il commento di Mario Pontalti (presidente del comitato Fin del Trentino) all'indomani delle proposte progettuali valutate nella relazione di Cassa del Trentino per lo studio di fattibilità economico-finanziario del nuovo centro natatorio. 

 

"Non si capisce perché le amministrazioni comunale e provinciale siano così tanto restie a collaborare con il mondo sportivo - prosegue - e intendano procedere in autonomia anche a fronte di una espressa e legittima richiesta di coinvolgimento da parte degli addetti ai lavori".

 

Il presidente federale si fa portavoce anche del malessere delle quattro società del capoluogo Rari Nantes Trento, Csi Trento Nuoto, Buonconsiglio Nuoto Nuotatori Trentini e aggiunge che "più volte il presidente Paolo Barelli (presidente Fin nazionale e della Ligue européenne de natation, federazione continentale europea di governo e coordinamento degli sport acquatici) continuamente aggiornato e interessato alla vicenda, si è dichiarato disponibile a venire a Trento per avere un confronto sincero e diretto con le amministrazioni locali per aiutare nella scelta del modello di piscina più idoneo sotto il profilo dell’attività sportiva e della gestione organizzativa e amministrativa".

 

Due soluzioni in agenda, che però presentano caratteristicheinfrastrutture e impatti economici diversi, ma che in ogni caso hanno un unico minimo comun denominatore: l'indispensabile sostegno economico della Provincia.

 

L'ipotesi progettuale più contenuta prevede un costo complessivo di 8 milioni di euro per la realizzazione di un'unica vasca per le discipline del nuoto e dei tuffi dalle dimensioni di 51,50 x 21 metri. La piattaforma per i tuffi sarà di altezza massima 5 metri in modo da contenere l'altezza del fabbricato.

 

"Si procede - continua il presidente - per tentativi proponendo progetti ipotetici e surreali. Si apprende di una possibile vasca unica per le due discipline del nuoto e dei tuffi con misure di 51,50 x 21 metri: un'idea assurda in quanto questo impianto non si potrebbe sfruttare per la sua lunghezza, ma non per la larghezza, visto che la misura minima per le competizioni è di 25 metri".
 

L'altra ipotesi, valutata 13 milioni di euro, prevede invece la realizzazione di un impianto destinato alle attività del nuoto e dei tuffi destinato ad ospitare competizioni di livello internazionale e nazionale, una capienza di circa mille spettatori e la costruzione di due vasche separate, una per il nuoto e l'altra per i tuffi.

 

Le piscine di Trento attualmente registrano complessivamente fra i 380 mila e i 420 mila ingressi e una stima prevede per il nuovo polo natatorio fra le 80 mila e 120 mila unità in ingresso, partendo dalla base della chiusura della parte interna di Manazzon che raggiunge circa 65 mila ingressi all'anno. "Alla fine - dice Pontalti - è spuntata anche una terza idea che prevede la chiusura non solo di una piscina (Manazzon, ndr), ma anche della seconda vasca della 'Ito del Favero' a Madonna Bianca. Il passo successivo sarà sicuramente quello di modificare la vecchia piscina Olimpica al Manazzon, così non avremo mai più la possibilità di allenarci all’aperto. Questo piano comporta la scomparsa di ben 24 corsie: a farne le spese sarebbero sempre i nuotatori e i cittadini che si vedranno costretti a dividersi il poco spazio tra loro. Sembra che il motto sia 'Meno spazio per tutti', in particolar modo per il nuoto".

 

Un milione e trecento mila euro di rosso sono le perdite di gestione delle piscine comunali. "Sono tanti è vero - spiega - ma anche i 400 mila accessi annui e quattro Società che si rapportano quotidianamente con il sociale e la promozione sportiva insieme al nuoto libero. Il solo Stadio Briamasco, tanto per fare un esempio, porta 14 mila euro all’anno di entrate a fronte di 170 mila euro di perdite. E tutti i campi da calcio insieme producono un disavanzo di un milione e 100 mila euro, poco inferiore a quello delle piscine. Passando dal calcio alle palestre si evidenzia che il PalaTrento, dove giocano le massime due squadre di serie A di basket e volley, presenta un conto in rosso di 400 mila euro all’anno. Questo passivo, sommato alla voce di tutte le altre palestre, sale ad un disavanzo di due milioni e 600 mila euro. Esattamente il doppio delle piscine. E allora la domanda è lecita: perché solamente per il mondo del nuoto si prevede di 'pagare' lo scotto della gestione deficitaria di tutti gli altri impianti cittadini? Perché i sacrifici devono farli solamente i nuotatori?" 

 

La Federazione Italiana Nuoto conta in tutto il Trentino oltre 12 mila tesserati "senza dimenticare - sottolinea - tutti i cittadini appassionati e tutti i genitori che desiderano che i propri figli abbiano la capacità di galleggiare in un ambiente a volte pericoloso come il mare o i tanti laghi trentini: una disciplina che può salvare la vita. Oltre al nuoto ci sono tante altre discipline come i tuffi, la pallanuoto, il nuoto sincronizzato, il nuoto di fondo e il nuoto per salvamento che non hanno un impianto idoneo in Provincia".

 

In attesa dello svelamento dello studio firmato da Cassa del Trentino, i passaggi in Giunta e in consiglio e l'illustrazione in forma pubblica, la Federazione mostra la propria preoccupazione: "Non veniamo interpellati - conclude Pontalti - e la nostra offerta di collaborazione viene ignorata. Abbiamo la possibilità di comparare le migliori piscine italiane, ma anche quelle europee, ma questi 'dettagli' non sembrano interessare ai nostri amministratori: se la nuova piscina Olimpica avrà quelle caratteristiche moderne e all’avanguardia che tutti auspichiamo attirerà l’attenzione del nuoto nazionale e internazionale, ma non vogliamo che il polo sia l’ennesima incompiuta, come lo Stadio del Ghiaccio e PalaTrento".  

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