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Povo, Casetti: "La Comunità si costruisce attraverso la bellezza. Trasporti e piazza le note dolenti"

Circoscrizione di Povo, l'intervista al presidente Pd Sergio Casetti fra sicurezza, trasporto urbano, la piazza e un desiderio per il 2017  

Di Luca Andreazza - 09 gennaio 2017 - 13:13

POVO. "Non ci nascondiamo. Questo è un territorio privilegiato, ma si trova sempre qualcosa da migliorare. La Comunità si costruisce attraverso la bellezza e allora bisogna costantemente monitorare la superficie della nostra circoscrizione e fornire risposte ai concittadini", inizia così l'intervista per il Dolomiti del dem Sergio Casetti, presidente della circoscrizione di Povo.

 


 

Una superficie molto ampia di 1.545,56 ettari, quasi 6.000 cittadini e un passato da Comune. Un'indipendenza interrotta dal fascismo nel 1926, quando Povo diviene una frazione cittadina nell'ottica di attuazione del progetto della Grande Trento: "La circoscrizione - continua il presidente - presenta tutte le caratteristiche del Comune e possiamo vantare anche un teatro e un cinema. La sfida di oggi è tenere saldi quei valori della comunità, una prova che si vince attraverso il controllo antropico e fisico: noi non ci sentiamo periferia e vogliamo continuare a vivere come un sobborgo. La circoscrizione è sempre a contatto diretto con il cittadino, vicina al territorio e si spende tanto per la comunità. Purtroppo però è tanta la dipendenza dal Centro, così come la burocrazia da assolvere. La circoscrizione avrebbe bisogno di maggior responsabilità".

 

Presidente, un tema molto caldo in questo periodo è quello della sicurezza. Povo si sente sicura?

 

"Noi preferiamo parlare di piccola sicurezza. Qui, a parte qualche raro caso, tutto è ancora sotto controllo. Il Comune ha fatto molto per aiutarci a tenere la situazione tranquilla e per questo in collina non è ancora arrivato il momento di lamentarci. Restiamo comunque vigili per non farci sorprendere, non dobbiamo allentare la tensione in quanto la piccola e media sicurezza presenta delle problematiche strutturali, un problema generale in Provincia, da non sottovalutare per non farsi travolgere".

 

Centri di ricerca, la Fondazione Bruno Kessler e l'Università. La collina è un rinomato centro di innovazione e tecnologia. Un via vai di studenti che aiutano Povo a restare un punto di riferimento. 

 

"Questo è un vero nodo da risolvere e molto critico: il trasporto urbano è un problema essenziale e coinvolge un po' tutto il sistema cittadino e di riflesso anche noi. La capacità di investire in queste eccellenze è sicuramente un pregio per la città e la nostra circoscrizione, ma purtroppo a questo sviluppo non ha fatto seguito un'implementazione parallela della rete di comunicazione. Si è preferito costruire enormi parcheggi e ora ci troviamo davanti a due grosse problematiche: da un lato il grande afflusso di veicoli sulle strade e dall'altro le linee urbane prese d'assalto da circa 7.000 persone".

 

E per liberare il territorio da questo traffico, una soluzione in agenda e una proposta chiacchierata negli ultimi anni è la funivia Trento-Povo oppure in alternativa un collegamento su rotaia.

 

"Stiamo attendendo dalle amministrazioni provinciali e comunali gli studi preliminari e una proposta ufficiale per entrare nel merito e valutare le decisioni più idonee. Il punto fermo è quello di mettere in posa un'opera che non serva solo Povo, ma anche la città. Nel frattempo però sarebbe necessario trovare una soluzione più leggera per intervenire nel decongestionare il traffico e spingere l'utilizzo dei mezzi pubblici".

 

Un'altra nota dolente è la piazza, solitamente il vanto e il cuore di ogni paese. In questo caso però Povo non è molto attrattiva.

 

"Non vogliamo essere capricciosi, ma ormai un intervento sulla piazza deve essere inserito all'ordine del giorno. E' una tangenziale, dove spesso gli automobilisti parcheggiano la propria vettura in mezzo, senza farsi tanti problemi, ostacolando il traffico pedonale e veicolare. Un abuso legittimato dall'assenza di vigili a controllare. La piazza necessita di un restyling per il discorso sulla bellezza. La Comunità per essere tale deve percepire anche l'aspetto più superficiale e sentirsi orgogliosa di trovarsi in una piazza bella e funzionale. Inoltre non si può mai restare fermi: se non si riesce ad andare avanti, si va indietro e poi è difficile superare la china e recuperare il terreno perso, l'inerzia può portare solo a peggiorare". 

 

L'anno è appena iniziato, un desiderio per il 2017?

 

"Il bilancio del 2016 è buono e andiamo avanti positivamente. Un intervento che ci piacerebbe portare a termine nel 2017 è la riqualificazione dell'ex circoscrizione, oggi un'area non degradata, ma purtroppo completamente abbandonata. L'idea è quella di condividere quegli spazi fra la scuola elementare e i circoli delle attività educative sociali. Uno spazio intermedio fra educazione e assistenzialismo per qualificare ulteriormente il nostro territorio. Un'impronta e un solco già tracciato attraverso l'importante lavoro svolto dalla Rsa Margherita Grazioli". 

 

 

 

 

 

 

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