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Punto nascita di Cavalese, arriva l'ostetrica anche di notte. Zeni: "Lavoriamo con altri territori per ottenere standard specifici per riaprire la struttura"

Da sabato il centro sospenderà la sua attività. Oggi l'assessore ha incontrato sindaci e presidenti delle valli di Fassa e Fiemme. Il 19 marzo si terrà un incontro pubblico. Cronostoria di una chiusura e prospettive per il presente e il futuro

Pubblicato il - 09 marzo 2017 - 19:52

TRENTO. Intanto verrà potenziato il percorso nascita con la presenza fissa, anche di notte, di un'ostetrica e si continuerà a cercare di lavorare per garantire condizioni tali da poter riproporre al ministero la riapertura del punto nascita. Non si arrendono i sindaci e i presidenti delle Comunità di Fiemme e Fassa e non si arrendono l'assessore Zeni e l'Apss. Dopo il diktat del ministero della salute e l'annuncio che sarà sospesa l'attività del punto nascita di Cavalese, a partire da questo sabato 11 marzo, oggi gli amministratori di Fiemme e Fassa si sono recati a Trento per incontrare Zeni e il direttore dell'Azienda sanitaria Paolo Bordon per cercare di non gettare la spugna.

 

"Tutti gli amministratori sono consapevoli - ha detto l'assessore Zeni - che bisogna confrontarsi con rigorosi parametri che trovano la loro giustificazione nell'obiettivo di garantire la massima sicurezza. Ma riteniamo esistano ancora margini per riuscire a far riconoscere che esistono zone disagiate e che si possano immaginare modalità di presa in carico delle donne 'più flessibili'. Non si possono improvvisare proposte - ha aggiunto Zeni - e anzi è quanto mai doveroso condividere il percorso con altre regioni che presentano caratteristiche analoghe alle nostre". Il riferimento dell'assessore è all'incontro che è stato fatto il 20 febbraio a Trento con sindaci e direttori di aziende sanitarie dei comuni montani che, dal vicentino al bellunese, dalla provincia di Sondrio a quella di Bolzano si trovano in una situazione simile a quella trentina. E quindi che hanno punti nascita che non riescono a rispettare gli standard richiesti dal ministero (o per quanto riguarda il numero di nascite o per il numero di pediatri e medici). L'unica strada percorribile, infatti, sembrerebbe quella di strappare standard specifici per tutti quei territori che tra valli e montagne finiscono per avere comuni e paesi troppo lontani dagli ospedali centrali e che quindi necessitano di strutture periferiche. 

 

L'occasione d'incontro di oggi è servita anche a riepilogare quanto fatto dall'Azienda sanitaria per affrontare il problema a partire da quel 30 novembre 2015 quando la Giunta ha autorizzato l'Apss ad effettuare assunzioni di personale sanitario, per una spesa massima aggiuntiva di 9 milioni di euro, per l'adeguamento delle unità operative del Sistema ospedaliero provinciale. E da quel momento molte iniziative sono state intraprese dall'Apss per reperire professionisti da assegnare ai punti nascita provinciale ed in particolare al punto nascita di Cavalese. A novembre 2015, appena entrata in vigore la normativa sull'orario di lavoro che ha costretto alla riorganizzazione del lavoro, è stato fatto il primo tentativo di ricerca di professionisti finalizzata alla messa a norma dei punti nascita. E' stato quindi fatto un bando di concorso unitario per pediatri, ginecologi e anestesisti per ciascuno dei punti nascita all'epoca in attività (Tione, Arco, Cavalese e Cles). Questa modalità di ricerca per la pediatria e l'anestesia non ha dato alcun esito con riferimento all'Ospedale di Cavalese: la pediatria è andata deserta e per l'anestesia ha visto un unico candidato in comune con Cles.

 

A giugno 2016, quindi dopo la chiusura della tornata delle specializzazioni nelle università più vicine a Trento si è partiti con un concorso e un avviso pubblico: è stata fatta, oltre l'ordinaria pubblicità prevista per i concorsi pubblici (in Gazzetta ufficiale, Bur e sito internet aziendale), una pubblicità specifica attraverso siti specializzati e quotidiani a diffusione nazionale. La ricerca ha permesso di trovare un buon numero di medici: di questi però solo 4 hanno dato disponibilità per sedi di ospedali periferici e sono stati mandati a Cles. Tutti gli altri sono stati assunti su Trento (7 medici anche se di fatto 3 lavoravano già con contratti a termine) e 3 a Rovereto (di questi 2 in servizio). Con la stessa data del 21 giugno è stato anche fatto un avviso di mobilità per medici dipendenti da altre aziende pubbliche interessati ad essere trasferiti all'Apss. A quella prima procedura di mobilità si sono iscritti due medici che non hanno superato però il colloquio di selezione.

 

A settembre 2016 è stato fatto un altro concorso: su 18 iscritti se ne sono presentati quattro. Il primo della graduatoria è stato assunto su Cavalese e ha iniziato il lavoro a fine febbraio, gli altri tre che comunque avevano rinunciato a Cavalese e, pur contattati immediatamente dopo il concorso, hanno rinunciato. A inizio dicembre 2016 è stata fatta una selezione a cui si è iscritto un pediatra che non si è, però, presentato al colloquio. Intanto a novembre 2016 era stato fatto un avviso di mobilità specifico per Cavalese: si era iscritto un professionista, che aveva superato la selezione. E' stata, quindi, chiesto il nulla osta alla sua Azienda sanitaria il 17 gennaio (oltre a numerosi contatti personali con lui e con la direzione generale) ma ad oggi non è arrivata alcuna la risposta. Per un altro professionista è arrivato il nulla osta ieri (l'8 marzo) ma deve ancora sostenere la selezione.

 

L'elenco dei candidati iscritti ai due concorsi, completo di indirizzo mail e numero di telefono è stato mandato subito dopo la scadenza del termine per la presentazione delle domande a Parto per Fiemme e nonostante questo su 29 iscritti si sono presentati in 17 (tutti idonei) al primo concorso e al secondo concorso su 18 iscritti se ne sono presentati 5 di cui 4 idonei. "Nonostante le subentranti procedure concorsuali - spiega la Pat - e di mobilità interregionali messe in atto nonché le attività di promozione e sensibilizzazione sviluppate dalla Provincia, dalle Comunità di Valle e dagli specifici Comitati, a tutt'oggi non è stato possibile garantire i livelli di sicurezza pediatrica previsti dalla normativa. Si precisa inoltre che sono stati contattati personalmente o con email alcuni medici pediatri e che la messa a regime dei punti nascita non prevede il contratto libero professionale tra quelli idonei a garantire lo standard di copertura. Si precisa inoltre che la direzione generale ha inviato a tutti i pediatri dipendenti dell'Apss una richiesta di disponibilità a effettuare turni aggiuntivi oltre l'orario di servizio per la copertura dei turni all'ospedale di Cavalese con una retribuzione aggiuntiva di 600 euro lordi a turno oltre al riconoscimento delle spese di trasferta: nessun pediatra ha dato la disponibilità. La mancata disponibilità è stata confermata anche dopo che la loro responsabile ha chiarito che i turno potevano essere effettuati anche dai medici che non avevano le 200 ore di attività richiesta dal contratto".

 

Questo il passato. Ora c'è il presente e il futuro. Dall'11 marzo questa sarà l'organizzazione provvisoria dell'attività materno infantile nelle valli di Fiemme e Fassa:

 

Ginecologo: dal lunedì a domenica ore 8.00-14.00 per attività specialistica / giovedì 14.00 – 18.00 per ambulatorio ecografie/attività consultoriale invariata (15 ore settimana).

Personale ostetrico: dal lunedì al sabato 7.00 – 14.00 - 1 Unità a supporto del   medico per le attività ambulatoriali/ dal lunedì al sabato 7.00 – 14.00 - 1 unità per ambulatorio percorso nascita a Cavalese/ dal lunedì al venerdì per ambulatorio percorso nascita in val di Fassa, con orario attuale/ dal lunedì alla domenica h 24 - 1 unità in Pronta disponibilità per supporto al Percorso Nascita.

Pediatra: sabato e domenica orario 10.00-18.00/ lunedì – venerdì  orario 14.00 – 18.00.

 

Lo schema sarà garantito per le prossime due settimane, seguirà quindi una riprogrammazione della presenza oraria per le attività a regime. Si ricorda inoltre che anche in queste settimane il servizio di urgenza emergenza è sempre garantito anche con il volo notturno, in attesa di tornare a pieno regime in breve tempo. Nei prossimi giorni sarà data piena operatività al percorso nascita già attivo nelle valli di Fiemme e Fassa che prevede l'assistenza delle donne in gravidanza che saranno accompagnate alla nascita da una rete integrata di professionisti. Il fulcro del modello è l'ostetrica dedicata che segue la donna garantendo la continuità delle cure, l'assistenza pre e post-natale, l'educazione, il counselling e lo screening per promuovere e monitorare il benessere della mamma, del neonato e della famiglia nel suo insieme. Il 19 marzo a Cavalese si terrà un incontro pubblico sugli argomenti. 

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