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Rettore: "Agibilità ok, giovedì apre la biblioteca. Luogo di incontro, conoscenza e dialogo"

Già annunciate le prime iniziative del nuovo anno alla Biblioteca Universitaria Centrale alle Albere. Un ciclo di incontri con docenti-autori da gennaio e a febbraio un mostra sul fondo Sciocchetti.

 

Di Luca Andreazza - 21 dicembre 2016 - 13:58

TRENTO. Dopo l'antipasto ufficiale del 19 novembre è arrivato il giorno. La nuova Biblioteca universitaria centrale apre le proprie porte al pubblico. "Tutte le autorizzazioni per l'agibilità sono arrivate - conferma il rettore Paolo Collini - e la giornata individuata per rendere operativa la struttura è giovedì".

 

L'Università annunciano le prime iniziative per aiutare la cittadinanza a familiarizzare con questo nuovo luogo: "L'obiettivo - continua - è di trasformare la nuova Biblioteca in uno spazio aperto, dove comunità cittadina e universitaria possono incontrarsi, conoscersidialogare".

 

Da giovedì prossimo la Biblioteca sarà aperta tutti i giorni, ma nel periodo delle festività natalizie, l'orario subirà alcune variazioni. In dicembre la Buc sarà chiusa il 24, 25, 26 e 31, mentre dal 27 al 30 rimarrà aperta con orario ridotto 8-20.45. In gennaio sarà invece chiusa l'1 e quindi il 6, 7 e 8, mentre dal 2 al 5 rimarrà aperta con orario ridotto 8-20.45. Una volta archiviate le feste, sarà aperta al pubblico da lunedì a sabato dalle 8 alle 23.45 e la domenica dalle 14 alle 21.

 

Rimane aperta come sala di lettura anche la sede di via Verdi (ex Cavazzani), in questo caso l’orario sarà 9-19.45 dal lunedì al venerdì e 9-12.45 il sabato. I giorni di chiusura durante il periodo natalizio saranno gli stessi della Buc.
 

Tra le prime iniziative messe in cantiere, l’Ateneo di Trento ha organizzato “Open-BUC/Open Book. Incontri con l’autore”, una rassegna di libri presentati dai loro autori (tutti docenti dell’Università, ndr) a a chiunque desideri approfondire varie tematiche di attualità.

 

Il ciclo prenderà il via il prossimo anno. Il primo appuntamento è giovedì 12 gennaio con Giorgio Vallortigara (Centro Interdipartimentale Mente/Cervello – CIMeC) “Piccoli equivoci tra noi animali. Siamo sicuri di capirci con le altre specie?”. Mercoledì 8 febbraio sarà la volta di Massimiano Bucchi (Dipartimento di Sociologia e Ricerca sociale) con “Per un pugno di idee. Storie di innovazioni che hanno cambiato la nostra vita”. Mercoledì 22 febbraio l’incontro sarà con Claudio Giunta (Dipartimento di Lettere e Filosofia) con “Tutta la solitudine che meritate. Viaggio in Islanda”. Mercoledì 8 marzo la protagonista sarà Paola Venuti (Dipartimento di Psicologia e Scienze cognitive) con il libro “Genitorialità. Fattori biologici e culturali dell’essere genitori”. Avviandosi verso la conclusione mercoledì 22 marzo Giorgio Daidola (Dipartimento di Economia e Management) proporrà il suo “Ski spirit. Sciare oltre le piste”. Il finale martedì 4 aprile Andrea Di Nicola (Facoltà di Giurisprudenza) approfondirà “Confessioni di un trafficante di uomini”.

 

Tutti gli incontri iniziano alle 17.30, la partecipazione è gratuita, ma è suggerita la prenotazione online (Qui info).

 

Nel periodo 1-15 febbraio, invece, la Buc ospiterà la mostra “Architettura della paura o della speranza”, che in questi giorni è allestita a Torre Mirana. L’esposizione intende illustrare alla cittadinanza il risultato del lavoro svolto sul fondo del Generale Gian Piero Sciocchetti da un gruppo di giovani nell’ambito di un progetto sostenuto dalla Società di Studi Trentini di Scienze Storiche e promosso dai Piani Giovani di Zona di Trento e Arcimaga e dalla Biblioteca dell’Università degli Studi di Trento, in collaborazione con la Fondazione Museo Storico del Trentino, la Biblioteca Comunale di Trento, l’Archivio Diocesano Tridentino e MarketingDesign.

 

Si tratta di un fondo di grande valore per la memoria storica e sociale del Trentino, che ora è custodito proprio alla Buc. La Biblioteca l’ha ricevuto in donazione dal generale Gian Piero Sciocchetti, studioso di fortificazioni, trasporti in montagna, grandi edifici del XIX-XX secolo e manicomi austroungarici. È un archivio personale, composto da una raccolta miscellanea di documenti che il Generale aveva chiesto venisse digitalizzato per evitarne l’oblio e renderlo fruibile a tutti. Desiderio che è stato esaudito: ora il fondo è accessibile a tutti gli interessati.

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