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Riapre finalmente la Forra di Ponte Alto, quaranta metri di cascata e canyon mozzafiato

Già dal prossimo fine settimana visite gratuite. Dopo più di vent’anni di chiusura, dopo cinque di lavori e difficoltà, aspettative e speranze, riapre e (ri)accoglie i suoi visitatori il famoso Orrido della città

Di Margherita Girardi - Liceo linguistico Scholl - 28 agosto 2017 - 19:45

TRENTO. Nostalgia ed entusiasmo. Due emozioni che non è raro cogliere nelle parole di chi ha potuto visitare l’Orrido di Ponte Alto e non vede l’ora di farlo di nuovo, ora che si riavvicina la riapertura. “Finalmente”,si sente dire. Perché questo luogo affascina grandi e piccini, un canyon a pochi passi da casa.

 

Un luogo che ha il potere di restare nei cuori delle persone e che, dopo più di vent’anni di chiusura, dopo 5 di lavori e difficoltà, aspettative e speranze, riapre e (ri)accoglie i suoi visitatori.

 

Lo stato di conservazione della struttura aveva reso disagevole il percorso non solo per i turisti, ma anche per i tecnici addetti alla manutenzione. L’intervento dei Bacini Montani della Provincia Autonoma di Trento, nel 2015,  ha reso possibile la messa in sicurezza della struttura di accesso alla forra e l’aggiunta di nuovi elementi architettonici che la valorizzano.

 

Questa gola è il risultato dell’instancabile lavoro millenario delle acque impetuose del torrente Fersina. Circa 7.000 anni fa, infatti, i detriti depositati dai ghiacciai in ritiro dopo l’ultima glaciazione avevano creato una diga nella piana di Pergine e avevano quindi costretto il torrente a cercare una nuova via, facendosi strada nella roccia calcarea del luogo. L’azione erosiva del torrente ha creato questa forra con una profondità di un centinaio di metri.

 

Ma a fianco della singolare bellezza del canyon e della straordinaria forza della natura, la forra è anche un incredibile esempio di una delle prime opere di ingegneria idraulica della storia. Il primo intervento dell’uomo in questo luogo risale al 1537. La cosiddetta “Serra di Ponte Alto” venne realizzata per volere del Principe Vescovo Bernardo Clesio per controllare le esondazioni.

 

Si trattava di uno sbarramento che impediva al materiale solido di trasporto di arrivare in città. La “Serra” era stata costruita in legno e raggiungeva l’altezza di 20 metri. Venne demolita più volte dalla furia del fiume e ricostruita altrettante. L’ultima ricostruzione, quindi il suo aspetto attuale, risale al 1850 da parte dell’Impero austro-ungarico: la struttura venne potenziata fino a raggiungere uno spessore di 6 metri e un’altezza di quasi 43.

 

Questa costruzione risulta ad oggi interrata per circa 2/3 a causa del deposito alluvionale formatosi successivamente alla realizzazione della “Controserra Madruzza”, risalente al 1882 e posizionata 80 metri a valle della serra storica, per un’altezza di 41 metri. La controserra aveva un duplice obiettivo: stabilizzare e dare sostegno alla prima opera e migliorare l’acquedotto.

 

Le due opere danno origine a due meravigliose cascate: in particolare, scendendo una scala a chiocciola a circa metà del percorso di visita è possibile arrivare sotto una delle due cascate e ammirarla quindi da vicino.

 

“Il fine originale di quest’opera era la protezione del territorio - spiega l’assessore provinciale alle infrastrutture e all’ambiente Mauro Gilmozzi - e quando si parla di questo sono convinto sia necessario ricordare le tre “P”: Programmazione, Prevenzione e Protezione civile. Il Trentino è un ottimo esempio di corretta gestione del territorio, dove l’uomo si inserisce in maniera sostenibile in un ambiente naturale unico. Il nostro Paese dovrebbe investire su tutto il suo territorio in questo modo, perché è di fondamentale importanza tutelarlo.”

 

 

La spettacolare forra di Ponte Alto

“La storia della cascata dell’Orrido è legata fortemente alla storia della mia famiglia - racconta commossa la signora Tomasi, che si è occupata della gestione della forra fino al 1993 – il mio bisnonno aveva comprato la proprietà adiacente alla forra alla fine dell’800 e aveva costruito la via per raggiungerla. Ponte Alto costituiva la gita fuori porta per molti in quegli anni: ci si fermava a bere qualcosa al ristorante, prima gestito dalla mia bisnonna e dalla mia prozia”.

 

L’amore per il luogo e la sua manutenzione sono passati di mano in mano nella famiglia Tomasi, tanto che la signora insieme al marito se ne è occupata dal ’76 al ’93, come i suoi parenti prima di lei avevano fatto.

 

Si segue quindi il più possibile il percorso originario: una parte del sentiero che conduce alla seconda cascata è quello storico in pietra, così come la lunga scala a chiocciola è rimasta quella di allora. L’intervento dei Bacini Montani ha invece reso possibile il rifacimento degli accessi alla parte antistante la forra, la realizzazione di due nuovi punti panoramici sospesi nel vuoto che si affacciano su ambedue le cascate e un camminamento a sbalzo con una struttura di copertura paramassi.

 

Il tutto è stato realizzato in carpenteria di acciaio. Il progetto ha previsto inoltre la messa in sicurezza della Controserra e della parete rocciosa. Viene quindi resa giustizia alla particolare vocazione del luogo in quanto meta turistica e culturale, come era stata concepita già nell’800, dopo la realizzazione della “Controserra Madruzza”.

 

L’Orrido è stato dato in gestione all’Ecomuseo dell’Argentario che già da anni si era candidato per questo impegno importante. Si avverte una grande responsabilità, ma anche orgoglio e la soddisfazione di un traguardo raggiunto: altri siti minori sono seguiti dall’Ecomuseo e sicuramente la Forra verrà valorizzata nel modo migliore

 

Già dal prossimo weekend, quindi sabato 2 settembre, sarà possibile visitare la Forra di Ponte Alto. Le visite avranno la durata di un’ora circa e si effettueranno senza prenotazione fino al raggiungimento del numero massimo di 22 partecipanti.

 

I lavori principali sono stati realizzati nel 2016 in appalto per un costo complessivo di 400.000 euro, mentre negli ultimi mesi sono stati portati a termine lavori di completamento in amministrazione diretta con maestranza dei Bacini Montani terminati a giugno 2017 per ulteriori 100.000 euro.

 

“Il territorio conta sul successo di questa iniziativa - afferma il Presidente della Circoscrizione di Cognola Armando Stefani – questo successo è il successo della città di Trento e del territorio intero. Finalmente oggi l’Orrido torna ad essere un luogo turistico”.

 

Abbiamo parlato delle tre “P” del territorio, ora io vorrei parlare invece delle quattro “B”, delle quattro bellezze - esordisce il sindaco di Trento Alessandro Andreatta –la prima è una bellezza di tipo naturalistico che è evidente a tutti noi; la seconda è una bellezza tecnica, ingegneristica ma non solo, vedere l’uomo che interviene con competenza all’interno della natura per valorizzarla; la terza è una bellezza storica, non solo la particolare storia di un luogo così importante e suggestivo, ma anche quella di tutti gli importanti interventi che sono stati fatti nei secoli; la quarta e ultima è una bellezza turistica che non va solo a favore della circoscrizione, della città o del Trentino, ma di tutti, perché la bellezza va fatta conoscere”.

 

VISITE GUIDATE
Sabato e domenica ore 10-11-12-13-14-15-16-17-18
(visite senza prenotazione fino al raggiungimento del numero massimo di 22 persone).
BIGLIETTI D'INGRESSO
Adulti: 5,00 euro.
Bambini sotto i 12 anni: 3,00 euro.
INFO e PRENOTAZIONI
Azienda per il Turismo
Trento, Monte Bondone, Valle dei Laghi
Piazza Dante 24
Aperto tutti i giorni dalle 9 alle 19
Email info@discovertrento.it
Ecomuseo Argentario
TRASPORTI PUBBLICI E PARCHEGGI
L'Orrido è raggiungibile con gli autobus extraurbani da Trento e da Pergine.
Parcheggio disponibile presso il centro sportivo di Cognola in via Ponte Alto.

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