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Scuola, 334 insegnanti assunti a tempo indeterminato e il 22 giugno in 165 saranno già immessi in ruolo. Aperta finestra per laurearsi in tempo per le graduatorie

Mentre la Pat annuncia il piano assunzioni i sindacati si dividono. La Cisl: "Un buon passo avanti. Le maestre già a fine giugno sapranno dove andranno ad insegnare". Uil: "Stabilizzati pochi precari. Resta l'amaro in bocca". Intanto a Lettere c'è l'appello straordinario di laurea per iscriversi alle graduatorie ma è polemica

Di Luca Pianesi - 18 giugno 2017 - 06:52

TRENTO. Saranno 334 gli insegnanti che verranno assunti per settembre. Un po' meno dei 400 che erano stati annunciati a fine marzo ma comunque un buon numero. Ma la vera notizia è che maestre e maestri della scuola primaria già a partire da giovedì 22 giugno saranno immessi a ruolo. Cosa vuol dire? "Vuol dire che sapranno già dove andranno a insegnare da subito - spiega la segretaria generale della Cisl scuola Stefania Galli - invece che scoprirlo a settembre, a pochi giorni dal via delle lezioni. E' un bel passo avanti e un bel segnale che dimostra come si voglia arrivare al nuovo anno pronti e preparati". I docenti che verranno inseriti per la scuola primaria sono 165, quelli della secondaria di primo grado 60 e 109 quelli della secondaria di II grado. "Per gli insegnanti delle medie e delle superiori l'immissione avverrà tra fine luglio e agosto - completa Galli - perché bisogna aspettare dei tempi tecnici. Comunque un positivo passo avanti rispetto al passato".

 

Meno soddisfatto Pietro Di Fiore della Uil Scuola. "A fine marzo c'erano stati annunciati i numeri sulla scorta di primi calcoli effettuati - spiega il sindacalista - tenuto conto delle domande di pensionamento avanzate. In quella sede erano state annunciate 400 assunzioni in tutto: 165 alla scuola primaria, di cui solo 85 su posto comune e quindi presi dalle graduatorie provinciali per titoli, 100 alla secondaria di I grado, di cui solo 30 dalle graduatorie provinciale, 93 alla secondaria di II grado, 58 dalle graduatorie. Fin da subito la Uil Scuola aveva sollevato il problema della estrema esiguità dei numeri di docenti precari storici stabilizzati. Altro che esaurimento delle graduatorie provinciali - continua Di Fiore - qui gli unici a correre il rischio di incappare in un esaurimento sono i docenti precari. Moltissimi continuano a lavorare attraverso la reiterazione di contratti a tempo determinato: una reiterazione di dubbia legittimità".

 

E' lo stesso Di Fiore a spiegare che il numero dei 400 è stato rispettato conteggiando, però, anche il personale Ata (amministrativo tecnico ausiliario con 20 C.A.S. e 60 C.S.) e due insegnanti, precari storici, della formazione professionale. "Ridotti di almeno 40 unità gli annunci sui ruoli - prosegue il sindacalista della Uil - alle Medie. Nessuna informazione certa in più: né sugli Ata, dove permangono sofferenze di organico, poca equità nella attribuzione delle risorse, né sulle stabilizzazioni dei docenti precari della formazione professionale. Insomma - conclude Di Fiore - l'incontro (con la Pat avvenuto venerdì per concertare con i sindacati quanto spiegato sopra ndrnon può che lasciare l’amaro in bocca. Pochi numeri di docenti finalmente in ruolo, moltissimi che continueranno ad aspettare. E’ un fatto come in Trentino si sia introdotta solo una parte della Riforma nazionale sulla scuola: quella a danno dei lavoratori. I precari stanno attendendo “norme di attuazione”, magari foriere di incerte soluzioni autonomiste: queste non servono. Né sarà possibile barattare l’introduzione della chiamata diretta da ambito con l’aumento di qualche docente di ruolo in più. Occorre invece ripristinare il diritto di chi ha lavorato per anni nella Scuola e che, a causa di un’astrusa differenza tra cattedre vacanti e cattedre disponibili tra organico di diritto e organico di fatto, rimangono precari a vita. Questo andava e va chiesto. Per tutti i docenti precari".

 

Intanto entro il 5 luglio ci si potrà iscrivere alla graduatoria d'istituto del personale docente per il triennio scolastico 2017/2020. Si tratta, in questo caso, della finestra che si apre ogni tre anni nella quale possono inserirsi coloro che hanno i titoli per farlo. Tra questi, ovviamente, ci sono i laureati in Lettere. Negli scorsi giorni (il 13 giugno, per la precisione) l'Università di Trento ha scritto ai suoi studenti che dovrebbero laurearsi nella sessione del 19 luglio che, per permettergli di riuscire a iscriversi alla graduatoria d'istituto, aprivano una finestra per laurearsi il 28 giugno. "Questa sessione straordinaria - scriveva l'università - è riservata alle studentesse e agli studenti che intendono iscriversi alle graduatorie e che sono in regola con gli esami". La cosa c'è stata segnalata da alcuni laureandi che hanno lamentato il fatto che questa comunicazione gli è sia arrivata troppo tardivamente considerando che la decisione andava presa entro ieri, il 16. Alcuni non hanno avuto il tempo nemmeno di confrontarsi con il professore di tesi, altri c'hanno spiegato che avevano calibrato i tempi di laurea ormai da tempo sul 19 luglio e quindi risultava impossibile, adesso, anticipare tutto di 20 giorni.

 

E allora? Allora una soluzione ci sarebbe: in Provincia di Bolzano c'è la possibilità di essere inseriti nelle graduatorie con riserva, vale a dire che si può lo stesso iscriversi se si sta per conseguire il titolo necessario a entrare in graduatoria entro un certo lasso di tempo. Lasso di tempo che viene determinato dall'Intendenza scolastica. Avremmo voluto chiedere all'assessore all'Istruzione informazioni a riguardo ma dal presidente Ugo Rossi (da due giorni) nessun segnale. Abbiamo chiesto, allora ai sindacati se loro hanno una spiegazione. "Storicamente la Provincia di Bolzano ha sempre ammesso la riserva - conclude Stefania Galli - mentre in Trentino no, perché si vuole evitare che sorgano ulteriori polemiche sui tempi della riserva. Il rischio che si conceda una riserva di due settimane e poi si lamentino quelli che avevano bisogno di tre settimane e via di seguito è troppo alto. Si fissa una data e quella deve essere".

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