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Su 763 enti regionali solo 12 trentini sono in regola con le leggi sulla trasparenza. Il sito dell'Ordine dei Giornalisti risulta ok per lo 0%

La Bussola della Trasparenza (l'ente ministeriale che con un algoritmo controlla il rispetto del norme sulla trasparenza) mostra tutti i dati. In Trentino solo l'Asis, la Comunità di Primiero e alcune case di riposo sono a posto. Tra i comuni Borgo è ok al 99%. Per il resto va male. E l'Alto Adige, anche in questo, ci surclassa

Di Luca Pianesi - 19 luglio 2017 - 06:45

TRENTO. Gli unici enti pubblici trentini in regola? La Comunità di Primiero, l'Asis e una serie di case di riposo. Per il resto non un Comune (solo Borgo Valsugana si avvicina quasi alla perfezione) non un Ordine, non una Comunità di Valle risultano pienamente conformi alle norme in materia di trasparenza. E il confronto con l'Alto Adige è impietoso. Su 154 enti che in regione raggiungono il 100% della trasparenza sui loro siti internet, solo 12 sono quelli trentini. Insomma va male. A livello nazionale in testa ci sono Umbria, Marche, Veneto, Puglia e Piemonte: sono queste le cinque regioni "più trasparenti" d'Italia.

 

La Provincia Autonoma, invece, ha siti internet non completi e non a misura di cittadini. A certificarlo la Bussola della Trasparenza lo strumento creato dal Ministero per la semplificazione e la pubblica amministrazione proprio per analizzare e monitorare (tramite un algoritmo) le informazioni inserite dalle varie amministrazioni sui loro siti internet. Da aprile 2013, infatti, tutti gli obblighi di trasparenza per le pubbliche amministrazioni sono ben definiti e disciplinati (per esempio vanno messi in rete i dati dei titolari di incarichi politici, di amministrazione, di direzione o di governo e i titolari di incarichi dirigenziali, le delibere e le determine, i compensi etc...) da un decreto che ha standardizzato le modalità di pubblicazione dei contenuti. E, come recita l'articolo 1 comma 2 del decreto legislativo del 2013, "la trasparenza (...) concorre ad attuare il principio democratico e i principi costituzionali di eguaglianza, di imparzialità, buon andamento, responsabilità, efficacia ed efficienza nell'utilizzo di risorse pubbliche, integrità e lealtà nel servizio alla nazione. Essa è condizione di garanzia delle libertà individuali e collettive, nonché dei diritti civili, politici e sociali, integra il diritto ad una buona amministrazione e concorre alla realizzazione di una amministrazione aperta, al servizio del cittadino".

 

Insomma, non  quisquilie o pinzillacchere. L'ente Regione Trentino-Alto Adige, con il suo sito, è quella che fa meglio, tra gli organi regionali, raggiungendo il 15esimo posto su 46 totali. Delle 84 sezioni del sito analizzate dall'algoritmo "ministeriale" 76 sono in regola, il che equivale al 90% di voci conformi a quanto richiesto dalle norme sulla trasparenza. Il sito della Provincia di Trento viaggia a metà classifica: è 23esimo con 68 sezioni su 84 in regola e l'81% del sito ok. Segue a ruota il sito della Provincia di Bolzano, al 24esimo posto, con 67 sezioni ok per un valore percentuale dell'80%. Va male quello del consiglio della Provincia di Trento, non conforme per oltre la metà delle voci (risulta in regola solo per il 48%, 40 sezioni su 84), peggio ancora fa il sito del consiglio regionale, 37esimo, conforme alle regole per l'11% (9 sezioni su 84). Chiude la classifica il sito del consiglio provinciale di Bolzano con 0 sezioni in regola.

 

Entrando, poi, nel dettaglio, risulta chiaro che i problemi maggiori li ha il mondo trentino rispetto a quello altoatesino. In generale dei 763 enti locali che si trovano in Trentino-Alto Adige ben 253 rispondono alle leggi sulla trasparenza per lo 0%. Tra i siti completamente non conformi e, ci duole dirlo, c'è anche quello dell'Ordine dei Giornalisti del Trentino Alto Adige che non rispetta nessun principio previsto dall'Amministrazione Trasparente avendo 0 sezioni su 84 conformi alle leggi. Per quanto riguarda gli Ordini il più trasparente è quello dei Medici Chirurghi e Degli Odontoiatri della Provincia di Bolzano con 51 sezioni in regola su 84 (il 61% del sito) e degli Ingegneri della Provincia di Trento con 50 sezioni su 84 (il 60% del sito). Gli Avvocati di Trento presentano 3 sezioni in regola su 84 (4% del sito), quelli di Bolzano e Rovereto tengono testa ai Giornalisti con 0 sezioni su 84

 

Ma c'è anche chi fa bene, benissimo. I siti veramente in regola sono 154. Dalle Comunità Comprensoriali dell'Alto Adige che sono tutte e sette perfettamente conformi alla legge (84 sezioni su 84, 100%) ai Comuni di Aldino, Appiano, Brunico, Merano, Naturno e chi più ne ha più ne metta. Il problema? Sono tutti altoatesini. Il dato è inquietante, infatti: gli unici trentini che sono in regola, sui 154 che ottengono il 100% di conformità alle leggi sulla trasparenza, sono 12. La Comunità di Primiero, l'Asis di Trento e una serie di case di riposo: Casa Laner di Folgaria, Casa Benedetti di Mori, Apsp Giacomo Cis di Ledro, la Residenza Molino di Dro, l'Apsps Montel di Pergine, l'Apsps di Brentonico, delle Giudicarie Esteriori, L'Asps Margherita Grazioli di Povo, quella di San Giuseppe di Roncegno e quella di San Valentino di Levico. Per il resto solo il Comune di Borgo Valsugana si avvicina alla perfezione risultando in regola per il 99% del suo sito (con 83 sezioni a posto su 84), così come la Camera di Commercio di Trento e l'Università di Trento.

 

Insomma, che ci fosse tanto da fare lo avevamo già scritto in passato. E che l'Anac abbia già attenzionato il sistema trentino è ormai cosa risaputa avendo riportato anche nel suo ultimo report il fatto che le Comunità di Valle, in particolare, sono fuori regola. Noi avevamo già dimostrato come moltissimi comuni trentini fossero indietro anche solo nella semplice voce "compensi dei sindaci". Una petizione popolare firmata da più di 500 persone è stata consegnata al presidente del consiglio provinciale Dorigatti per chiedere che gli enti pubblici si adeguino alle norme. Ad oggi pare sia rimasta lettera morta. Speriamo nel futuro.

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