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La ferrovia del futuro incontra il Comune di Trento e Transdolomites lancia l'idea dell'azionariato diffuso

L'opera costerebbe un miliardo di euro e consentirebbe di coprire la distanza Trento-Canazei in 80 minuti. Transdolomites: "Si può procedere a lotti e tramite i bandi di finanziamento europeo". Brugnara: "Valorizzerebbe un ambiente delicato e prezioso. Costi da valutare"

Di Luca Andreazza - 20 gennaio 2017 - 07:16

TRENTO. La Transdolomites irrompe nel consiglio comunale. Nessun riferimento all'incredibile incidente della stazione di Parigi Montparnasse del 1825, ma al progetto della linea ferroviaria capace di collegare Trento e le valli di Fiemme, Fassa e Cembra, ripristinando le vecchie tratte dismesse e realizzando nuovi percorsi. Un progetto ambizioso che strizza l'occhio anche verso St. Moritz e Venezia. "Il 22 aprile incontreremo l'alta diplomazia svizzera - conferma Massimo Girardi, il presidente dell'associazione Transdolomites - anche loro sono molto interessati a collegare la Trento-Malé con la Valtellina e la Val Venosta con l'Engadina".

 

La Transdolomites sembra aver riscosso un consenso bipartisan alla presentazione tenuta durante la seduta consigliare, ma c'è sempre un 'ma': i costi rappresentano un nodo centrale che può far deragliare questo convoglio ben lanciato. La stima del progetto si aggira infatti intorno al miliardo di euro e "ci rendiamo conto - prosegue Girardi - del costo importante dell'opera, ma negli ultimi dieci anni sono stati spesi oltre 2 miliardi di euro in strade, parcheggi e infrastrutture viabilistiche che non potranno risolvere l'emergenza del traffico e della viabilità".

 

"Il progetto è interessante - dice Michele Brugnara, consigliere comunale fra le fila del Pd - e io stesso sono fra i primissimi firmatari della petizione. I costi sono certamente rilevanti, considerando soprattutto il calo di risorse pubbliche. Tuttavia l'opera è da valutare pienamente, anche nella prospettiva della pianificazione e dello sviluppo efficiente delle nostre valli".

 

Il progetto del trenino sull'Avisio è partito però dal basso e quindi è abituato a sgomitare, prima raccogliendo circa 8.000 firme nella petizione del 2012, quindi realizzando, accollandosi tutte le spese tramite l'autofinanziamento e la collaborazione con il Bim, l'analisi preliminare e lo studio di fattibilità firmati da Qnex per terminare con i numerosi incontri e convegni sul territorio. "Si può pianificare la costruzione a lotti - spiega Giuliano Poier, presidente del Comitato Valle di Cembra trenino per l'Avisio - un passo per volta, sfruttando i finanziamenti dei bandi europei, senza dimenticare la possibilità dell'azionariato diffuso. L'opera inoltre si inserirebbe perfettamente nel Nordus".

 

Il coinvolgimento, la compartecipazione delle comunità e le sinergie fra territorio per portare la valle di Cembra al centro, "rendere Trento meno aristocratica e chiusa su se stessa - continua Girardi - ma soprattutto coprire la distanza fra il capoluogo e Canazei in 80 minuti" e perché "fra 10 anni - aggiunge - arrivano il traforo del Brennero e l'alta velocità: gli scali principali saranno Trento e Bolzano. Una rivoluzione, ma è giusto pensare anche a turisti e pendolari. Programmare la raggiungibilità è il futuro urbanistico. All'estero prima si predispone il piano di mobilità e poi si costruisce e si realizza l'impianto urbanistico".

 

La visione del progetto è una mobilità sostenibile, efficiente e razionale: "L'impatto - conclude Brugnara - sarebbe ridotto in termini di emissioni e rumori, assicurando una grande capillarità. La mobilità ferroviaria può essere uno strumento di valorizzazione e caratterizzazione del territorio in un contesto ambientale delicato e prezioso". Il treno è pronto a partire, resta solo da vedere se il Trentino sarà in orario.

 

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