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Zimbabwe, un trentino tra i safari e le contraddizioni del Paese delle cascate Vittoria: "Per acquistare il pane serviva una carriola di soldi"

Il paese africano vanta un passato florido. Nel 2008 la grave crisi economico-politica e l'iperinflazione che ha portato all'introduzione del dollaro americano. Delle Cave: "Lo Zimbabwe è un gioiello dell'Africa in ripresa"

Di Luca Andreazza - 05 febbraio 2017 - 16:37

TRENTO. Zimbabwe, un paese dai forti contrasti, come la natura e la bellezza paesaggistica: il contraltare di una realtà difficile, rispetto alle enormi potenzialità e al suo passato florido. La forte crisi politico-economia del 2008 è solo in parte lasciata alle spalle."Lo Zimbabwe - spiega Alessio Delle Cave - ha toccato una iperinflazione con punte oltre il 7.000%. La banca nazionale si è trovata costretta a stampare banconote da 100 trilioni. Questa situazione di instabilità ha spinto il Governo a introdurre il dollaro statunitense. Ora lo scenario è rientrato abbastanza nella normalità, ma in quel periodo si andava a comprare il pane con le carriole cariche di soldi che si svalutavano ora dopo ora". Oggi come allora il presidente è il 93enne Robert Mugabe, padre padrone dal 1980 al grido 'Solo Dio può destituirmi'.

Il trentino Alessio Delle Cave conosce bene questo paese, scoperto quasi per caso ormai sette anni fa dopo un lungo girovagare. Ora ci ritorna regolarmente come accompagnatore di gruppi turistici. Mal d'Africa?

A dire il vero soffro più del Mal del Mondo, ma sicuramente l'Africa è un luogo da vivere più che da raccontare. Nel 2010 d'accordo con mia moglie prendiamo una decisione: lasciamo i nostri posti fissi, vendiamo tutto e iniziamo un viaggio fra Stati Uniti, Alaska e Canada. Troviamo dei piccoli lavori per ripagarci vitto e alloggio, ma soprattutto per pianificare la tappa successiva. Negli anni abbiamo percorso 80 mila chilometri, dormendo oltre 60 giorni in tenda. In Alaska soprattutto si può capire la potenza della natura: lì comanda lei.

 

Ma allora in Africa come ci sei arrivato?

Quasi per caso e per conoscenze approfondite durante questi viaggi in Nord America, arriviamo in Kenya, Tanzania e Zimbabwe. Nell'ultimo paese spendo due anni occupandomi di progetti umanitari. Nel frattempo sono arrivati i nostri figli e allora decidiamo di rientrare in Trentino.

 

La permanenza lascia però ben presto spazio alla nostalgia.

L’amore per questo Paese mi ha portato a tornare per accompagnare i miei ospiti alla scoperta di posti unici e incontaminati. La magia dell’Africa, la bellezza delle culture locali, gli aspetti naturalistici e la presenza di numerose specie animali sono solo alcuni degli elementi che cerco di condividere e far conoscere alle persone che scelgono di visitare questo gioiello del mondo australe.

 

Sei un accompagnatore freelance di Safarizimbabwe.

Mi occupo della logistica nei safari, nei viaggi e nelle spedizioni, organizzati e gestiti da varie aziende, accompagnando i miei ospiti dal momento dell’arrivo in aeroporto e per tutta la durata del viaggio per lasciarsi coinvolgere dai ritmi africani: visitare e pernottare nei parchi, in compagnia di molti animali, così come conoscere le tradizioni e le abitudini della popolazione locale, condividendone la quotidianità e dormendo in tenda in spazi sconfinati.

 

L'impegno nelle organizzazioni umanitarie c'è ancora però. Ho deciso inoltre di sfruttare questi viaggi per seguire anche alcuni servizi fuori dalla realtà turistica, collaborando in ambito umanitario con enti, onlus e fondazioni su progetti di sviluppo locale.

 

Lo Zimbabwe è un paese dalle mille contraddizioni. Un caso emblematico è quello della sanità.

Gli ospedali sono strutture in buono stato ancora dall'epoca coloniale. L'Università è fra le più rinomate del continente e sforna medici veramente bravi, che però fuggono all'estero per salari più alti. La situazione sanitaria diventa quindi drammatica e si riflette nella mortalità infantile e nella bassa speranza di vita. 

 

E l'istruzione?

Nel 2005 il tasso di alfabetizzazione si attestava intorno al 90%, il secondo più alto dell'intera Africa: i circa 95 mila insegnanti costituiscono buona parte dei dipendenti dello Stato. La scuola primaria è obbligatoria e gratuita, ma a causa della crisi solo il 50% riesce a frequentare la scuola secondaria facoltativa e a pagamento".

 

Cinque siti patrimonio dell'Unesco e le cascate Vittoria, una delle meraviglie del mondo. Il turismo potrebbe essere un settore traino del paese, ma lo Zimbabwe rincorre altre nazioni sulla carta meno blasonate.

Nonostante parchi bellissimi e ricchissimi di animali, strutture alberghiere di buon livello, panoramici unici, ecosistemi che variano da montagne simili alle Alpi di 2.500 metri alle colline, dalle savane ai deserti, lo Zimbabwe arranca e fatica a ritrovare la propria strada e gli antichi fasti degli anni '80 e '90. Purtroppo questo paese è oggetto di disinformazione rispetto ad altre nazioni del continente africano: paga la crisi e una cattiva pubblicità, per questo organizzo corsi e serate a tema dedicate per raccontare meglio la realtà dello Zimbabwe.

 

 

 

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