Contenuto sponsorizzato

''Gheddafi diceva che gli stranieri andavano presi casa per casa e mandati in Europa'', Adama Bagayoko, rifugiato dal 2011, oggi raccoglie i fondi per aiutare il Mali

La storia di un uomo che andando via dal suo poverissimo paese era riuscito a farsi una posizione in Libia, passando da una capra a un furgone e un camion. Costretto a partire durante la guerra civile oggi dal Trentino lancia il suo progetto ‘Mali L'acqua per La Vita’ per costruire un invaso e risolvere il problema dell’acqua nel suo villaggio d’origine

Di Tiziano Grottolo - 15 novembre 2018 - 12:39

ARCO. ''Vedevo Gheddafi che diceva che gli stranieri andavano presi casa per casa, strada per strada e mandati in Europa ‘beit beit, dar dar’ ripeteva e mi hanno costretto a forza a imbarcarmi su una barca disastrata''. Quando si parla del fenomeno dei migranti ad occupare le pagine dei giornali spesso e volentieri sono storie legate all’emarginazione. Questa volta però abbiamo voluto raccontare una delle tante storie a lieto fine: quella di Adama Bagayoko, 37 anni maliano, che dal 2011 ha trovato rifugio in Italia e che ora sta raccogliendo i fondi necessari per risolvere il problema dell’acqua nel suo villaggio d’origine.

 

La storia di Adama vale la pena raccontarla dall’inizio. A tredici anni se ne va di casa perché non va d’accordo con il padre, al suo villaggio Singué nel Sud-Est del Paese non c’è una scuola, così si adatta a qualsiasi tipo di lavoro: “Ricevevo uno stipendio annuale – racconta Bagayoko –  se badavo alle capre alla fine dell’anno ne ricevevo una e con i soldi ricavati dalla vendita potevo sopravvivere”.

 

Con i soldi risparmiati riesce a comprarsi un biglietto per la capitale, Bamako. Qui diventa prima bigliettaio e poi autista, guida un furgoncino adattato ad autobus. Inizia la sua ascesa nella piramide sociale, diventa camionista trasporta merci tra il Mali e l’Algeria. Poi la grande occasione: riesce a trasferirsi in Libia dove lavora sempre come camionista: “Qui guadagnavo bene, sono riuscito a comprarmi una casa e un’automobile”.

 

Nel frattempo non smette di aiutare la sua comunità, grazie ai soldi che Adama manda a casa il fratello riesce ad aprire una falegnameria nella capitale, in più vengono costruite pompe e pozzi per l’acqua nel suo villaggio natale. Nel 2011 però in Libia scoppia la guerra: “Al telegiornale – ricorda Bagayoko – vedevo Gheddafi che diceva che gli stranieri andavano presi casa per casa, strada per strada e mandati in Europa ‘bet bet, dar dar’ ripeteva”.

 

Pochi giorni dopo la stessa sorte tocca anche ad Adama, viene fermato a un posto di blocco e arrestato per essere trasferito in un centro di detenzione dove sono rinchiuse altre centinaia di persone, tra queste anche donne e bambini. “Qui ho visto i militari picchiare un uomo che non voleva imbarcarsi e ho pensato: se lo fanno a me io muoio”. Nel giro di 24 ore la vita di Adama cambia drasticamente, dal condurre una vita agiata si ritrova imbarcato a forza su una carretta del mare assieme ad altre 400 persone.

 

Il racconto del viaggio in mare è drammatico: “Per pilotare la barca è stato scelto a caso uno di noi, questo è il timone, così si accende il motore, pronti via siamo partiti. Una motovedetta ci ha seguito per tutta la notte per assicurarsi che non tornassimo indietro”. Dopo il primo giorno di navigazione il motore si rompe e la barca va alla deriva, le persone a bordo si ritrovano intrappolate senza cibo né acqua, come se non bastasse il natante inizia ad imbarcare acqua.

 

Dopo alcuni interminabili giorni trascorsi alla deriva vengono avvistati da un elicottero della guardia costiera italiana, sono salvi: “Quando sono arrivato a Lampedusa avevo ancora indosso la tuta da lavoro e in tasca avevo le chiavi di casa e della macchina, devo ringraziare davvero tanto gli uomini della guardia costiera italiana ci hanno salvato la vita”.

 

Da Lampedusa è tra i primi ad essere trasferito nel campo profughi di Manduria in Puglia, poi Marco di Rovereto e successivamente Riva del Garda. Il momento più difficile lo affronta quando il suo progetto d’accoglienza scade, si trova sulla strada, senza un posto in cui andare. Per sua fortuna trova l’aiuto di Carmen e Matteo due trentini che lo convincono a farsi ospitare a casa loro fino a quando le cose non si saranno sistemate.

 

Quando il tribunale riesamina la sua richiesta d’asilo e dà parere favorevole, Adama capisce che può restare in Italia, finalmente ha i documenti in regola che gli consentono di lavorare. Oggi Adama vive in Trentino, qui ha trovato un lavoro e una compagna ma questo non gli basta: ha deciso di raccogliere i fondi per risolvere il problema dell’acqua a Singùe il suo villaggio d’origine.

 

L’anno scorso sono tornato in Mali erano vent’anni che non vedevo mia madre” con i soldi raccolti tra gli amici sempre con l’aiuto di Carmen e Matteo riesce a far sistemare le pompe e i pozzi che con il tempo si erano guastati. “Ho visto le condizioni in cui vivevano al villaggio e pensando a tutte le comodità che posso permettermi stavo male”, capisce così che ci vuole qualcosa in più per cambiare la situazione.

 

 

Tornato in Italia nasce il progetto ‘Mali L'acqua per La Vita’ e l’idea di costruire un invaso per raccogliere l’acqua durante la stagione delle piogge in modo da averla a disposizione per la stagione secca. Un invaso altro non è che un serbatoio artificiale in grado di trattenere l’acqua: “Ho fatto molte ricerche – spiega – e visitato strutture simili in Mali, abbiamo già individuato un luogo adatto con il terreno argilloso dove realizzare l’invaso”. A beneficiare di questo progetto non sarebbero solo i 1200 abitanti di Singùe ma anche le comunità vicine, l’acqua infatti può essere usata anche per abbeverare il bestiame che nella stagione secca spesso patisce la sete.  

 

 

Nel progetto sono già state coinvolte molte persone, tra queste ci sono gli architetti e gli ingegneri dello studio ‘Campetti’ di Arco che hanno donato gratuitamente i progetti per la realizzazione dell’opera. Per quanto riguarda la raccolta fondi invece sono già stati raccolti 2.500 euro su un totale di 15.000 che serviranno per completare la struttura: “È vero servono molto soldi – conclude Adama – ma questo progetto farà la differenza per l’economia del mio villaggio e migliorerà la vita di molte persone”.

(QUI IL PROGETTO)

Per chi volesse maggiori informazioni o rimanere aggiornato sull’andamento della raccolta fondi potrà farlo scrivendo una mail a maliacquaperlavita@outlook.it oppure potrà partecipare alla cena di raccolta fondi prevista per venerdì 23 novembre.

 

Dalle 19.30, presso la sala del Pernone, via Chiesa Vecchia 17 a Riva del Garda saranno servite pietanze a base di cous cous e si potrà conoscere nei dettagli il progetto ‘Mali L'acqua per La Vita’, l’incasso della serata servirà ovviamente a finanziare il progetto di Adama.

 

Contenuto sponsorizzato
Telegiornale
Ultima edizione
Edizione ore 19.30 del 29 ottobre 2020
Il DolomitiTg, le notizie della giornata in sessanta secondi. Cronaca, politica, ambiente, università, economia e cultura: tutte le news in un minuto
Contenuto sponsorizzato

Dalla home

31 ottobre - 04:01

Una ricerca dell'Ispi, l'Istituto per gli studi di politica internazionale prova a valutare dati alla mano l'ipotesi dell'isolamento per fasce d'età. Secondo una proiezione, imponendo un lockdown ai soli over 80 la mortalità da Covid verrebbe dimezzata, mentre l'isolamento per gli over 60 diminuirebbe di 10 volte la letalità del virus. Le criticità però non mancano

30 ottobre - 20:13

Ci sono 127 persone nelle strutture ospedaliere di Trento e Rovereto, 9 pazienti si trovano nel reparto di terapia intensiva e 12 in alta intensità. Nelle ultime 24 ore sono stati trovati 222 positivi a fronte dell'analisi di 2.861 tamponi molecolari per un rapporto contagi/tamponi al 7,6%

30 ottobre - 18:15

La misura introdotta per evitare assembramenti: l’1 e il 2 novembre i cimiteri di tutto il Trentino rimarranno chiusi. Fugatti: “L’azienda sanitaria ci segnala un rischio aumento dei contagi sugli anziani, una settimana dopo le feste di Ognissanti”

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato