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''Ho pianto come un bambino, questo titolo è una liberazione'', capitan Giannelli festeggia il quinto titolo mondiale di Trento

Le reazioni dopo la dolcissima notte in Polonia. Trento è ritornata a vincere un trofeo a tre anni e mezzo dallo scudetto. E' l'ottavo titolo internazionale su tredici successi. Mosna: "Capiremo solo tra qualche giorno i contorni di questo successo", Lorenzetti: "Dedicato ai tifosi"

Di Luca Andreazza - 03 dicembre 2018 - 14:07

TRENTO. I campioni del Mondo rientrano a Trento nel tardo pomeriggio di oggi, quinto titolo iridato in mano e un pieno di premi individuali. L'Mvp del Mondiale per Club è Aaron Russell, una scommessa di inizio stagione diventata una solida realtà di questa squadra, ma nella foto dei migliori ecco Simone Giannelli, miglior palleggiatore, Uros Kovacevic, miglior schiacciatore, e Jenia Grebennikov, miglior libero. Ma tutta gli interpreti sono andati a mille, tantissimi muri e punti di Luca Vettori e Davide Candellaro a togliere le castagne dal fuoco, senza dimenticare l'apporto, sempre puntuale, di quelli che hanno giocato meno. Un successo da squadra.

"Tra i motivi per i quali abbiamo fortemente voluto portare la squadra a questa manifestazione - commenta Diego Mosna, numero uno di Trentino Volley - era quello di avere l'opportunità di crescere più velocemente, bruciare qualche tappa. Significativa anche la vittoria ai danni della Lube in quanto eravamo reduci da una serie di sconfitte ormai lunghissima. Tutto lo staff ha lavorato molto bene, soprattutto chi si occupa della salute degli atleti, che gioca un ruolo sempre più importante. Ora godiamoci questa coppa, ma penso che solo tra qualche giorno, a mente fredda, potremo realizzare con precisione i contorni di questo successo".

Arrivata come wild card e senza i favori del pronostico, l'Itas si è issata sul tetto del mondo a suon di prestazioni sicure e convincenti, prove mature e solide. A Czestochowa si è ammirata una Trentino Volley esprimersi a livelli altissimi, forse mai raggiunti in modo così continuo nel recente passato. Unica squadra a non perdere punti nella fase a gironi per tuffarsi nella Final four a testa bassa. Un click incredibile nella mente dei giocatori e la società di via Trener non ha mostrato tentennamenti nei momenti più complicati.

 

I gialloblu sono rimasti compatti senza tradire insofferenza e difficoltà quando gli avversari hanno ricucito, si sono portati avanti. Si sono stretti e incoraggiati, serrato i ranghi e dopo una battaglia punto a punto a rosicchiare certezze e togliere riferimenti, Civitanova si è schiantata, crollata, nel finale. Questa Trentino Volley è stata troppo forte, mentalmente più dura rispetto alla Lube. Il derby italiano brilla dei colori di Trento

Un successo che vede tra i principali artefici Angelo Lorenzetti, sempre bravissimo a leggere le partite, intervenire in corso d'opera, trovare soluzioni e interrompere nel momento giusto gli incontri per ritrovare lucidità e convinzioni. Un leader calmo. "Siamo stati più bravi di Civitanova - dice il tecnico - abbiamo meritato questa vittoria che porta energia e stabilità. Personalmente voglio dedicare questo successo a quei tifosi che nel 2017 ci avevano seguito in pullman nella sfortunata finale di Coppa Cev persa a Tours: un ricordo negativo che volevo cancellare".

 

Una festa attesa da almeno tre anni, l'ultimo successo, il tricolore della stagione 2014/15, mentre l'ultimo Mondiale per Club è quello del 2012, a chiudere un poker iridato storico e senza precedenti. "Sono un po’ frastornato - commenta il capitano Simone Giannelli - ho pianto come un bambino perché questo titolo per noi è una liberazione. Dopo lo scudetto siamo arrivati tante volte fino all’atto finale, ma poi ci è sempre mancato qualcosa per vincere. Stavolta invece siamo entrati in campo convinti di avere la possibilità di realizzare qualcosa di importante e ci abbiamo messo tutto quello che avevamo, consapevoli del fatto che per battere campioni come quelli della Lube bisogna giocare al limite".

 

Tanti anni di sacrifici e sconfitte cancellate in una notte polacca. La bacheca si arricchisce di un altro trofeo, il diciassettesimo e l'ottavo oltre confine, un successo che conferma il formato mondiale e il particolare feeling internazionale dei gialloblu. Un palmares che vede 5 mondiali per club, 4 scudetti, 3 Champions league, 3 coppa Italia e 2 supercoppa italiana. Manca solo la coppa Cev, che non sia l'anno buono a completare il quadro.

 

Ora è già tempo di voltare pagina, non c'è tempo di rifiatare perché la stagione continua a pieno ritmo, giovedì 6 dicembre alle 20.30 alla Blm Group Arena scocca già il tempo della gara di ritorno dei sedicesimi di finale di coppa Cev contro gli svizzeri del Losanna.

 

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