Caso Schwazer, si attende la nuova perizia: le provette sarebbero stato manomesse
Un'anticipazione dei risultati della perizia dei Ris di Parma sul campione di urine, pubblicata da Tuttosport a firma del direttore Xavier Jacobelli, farebbe emergere che le provette sarebbero state manomesse. E quindi l'altoatesino sarebbe innocente

VIPITENO. Nel giorno del matrimonio con Kathrin Freund, Alex Schwazer aspetta novità sull'inchiesta che riguarda la vicenda doping che l'ha coinvolto nel 2016 e l'ha escluso dalle Olimpiadi di Rio de Janeiro. Un'anticipazione dei risultati della perizia dei Ris di Parma sul campione di urine, pubblicata da Tuttosport a firma del direttore Xavier Jacobelli, farebbe emergere che le provette sarebbero state manomesse. E quindi l'altoatesino sarebbe innocente.
Potrebbe aprirsi così un nuovo capitolo nella vicenda dell'altoatesino Alex Schwazer dopo tre anni e otto mesi dal quel controllo del 1 gennaio 2016, quando è risultato positivo al testosterone, non negatività che gli costò la squalifica prima delle Olimpiadi.
Secondo quanto ha riportato oggi, sabato 7 settembre, il quotidiano sportivo di Torino, la perizia del Ris dei carabinieri proverebbe che le analisi che hanno portato alla condanna di Schwazer per doping sarebbero state "manomesse" e i campioni biologici sarebbero "non compatibili con il suo Dna". Questa nuova perizia sarà presentata ufficialmente al tribunale di Bolzano giovedì 12 settembre, quando il gip Walter Pelino la discuterà con le parti in udienza.
Interpellato dalla Rai a margine del matrimonio, l'avvocato Gerhard Brandstätter, legale del marciatore, avrebbe confermato che il Reparto investigazioni scientifiche dei carabinieri ha riscontrato nelle urine delle discordanze non compatibili con la fisiologia dell'atleta.
Dopo l'oro a Pechino 2008, il marciatore era stato fermato per doping alla vigilia di Londra 2012, in quel caso aveva ammesso l'assunzione di sostanze per migliorare le prestazioni. Dopo la squalifica era rientrato e si candidava a recitare un ruolo da protagonista ai giochi londinese, prima di tutta la vicenda che l'aveva travolto con la squalifica di 8 anni e l'addio alle competizioni.













