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S'infiamma la corsa alla presidenza della Figc trentina: Grassi non parla (se non con una lettera), De Laurentis conquista consensi tra le società e crede nella vittoria

Il candidato del Consiglio Direttivo non partecipa attivamente alla competizione elettorale, mentre l'attuale numero uno dell'Arco 1895 - supportato dai consiglieri Micheletti e Rosà - si sta dimostrando molto più forte di quanto si pensava alla vigilia. Riuscirà a raggiungere le 50 firme necessarie per accedere all'Assemblea?

A sinistra l'avvocato Stefano Grassi, a destra Roberto De Laurentis. Sarà lui a contendere all'attuale Consigliere la Presidenza del Cpa di Trento?
Di Daniele Loss - 30 marzo 2021 - 19:06

TRENTO. Il D-Day sarà sabato 17 aprile quando le società del Comitato Provinciale Autonomo di Trento saranno chiamate ad esprimersi e dovranno eleggere il numero presidente della Figc trentina.

 

Sarà corsa a due, confronto "face to face" e votazione, oppure uno dei due pretendenti riuscirà ad estromettere l'altro raccogliendo 85 nomination ancora prima dell'Assemblea? Diciamolo subito: quasi sicuramente - a meno di clamorosi colpi di scena - né Grassi, il candidato "di bandiera" dell'attuale Consiglio Direttivo, né la "new entry" De Laurentis riusciranno ad ottenere un numero di firme sufficiente a chiudere il discorso ancora prima dell' "election day". 134 sono le società aventi diritto, quindi con 85 nomination la corsa sarebbe automaticamente chiusa, ma in questo momento nessuno dei due pretendenti al ruolo di numero uno di via Trener ha i numeri per vincere la partita dopo la "fase di qualificazione".

 

Sicuramente, e questo è un dato di fatto, De Laurentis si sta dimostrando un candidato più forte del previsto e, pur partendo da una situazione d'inferiorità, sta dando vita ad un'intensa campagna elettorale sul territorio e recuperando velocemente terreno. L'attuale presidente dell'Arco 1895 rappresenta il cambiamento: qualche mese fa Melone aveva provato a rompere l'egemonia di Pellizzari, poi rinunciando alla corsa per mancanza di numeri (e qui bisognerebbe aprire un capitolo riguardo le modifiche d'accesso in assemblea approvate in extremis lo scorso dicembre in Consiglio Federale) in primis, ma anche a causa di alcuni errori strategici commessi durante la campagna elettorale.

 

Adesso, con Pellizzari promosso a Roma quale vice presidente vicario della Lega Nazionale Dilettanti, la situazione è cambiata completamente: il Consiglio Direttivo si è "spaccato" al momento d'individuare il sostituto (5 a 2, ma nel gruppo più numeroso c'è anche chi non era e non è tutt'ora del tutto convinto), visto che il "reggente" Giorgio Barbacovi si è immediatamente chiamato fuori dalla corsa. Senza unità d'intenti la maggioranza ha individuato in Stefano Grassi il candidato alla presidenza, dopo che lo stesso avvocato, consigliere del Cpa di Trento dal 2008.

 

E Grassi, almeno sino a questo momento, non si è rivelato il candidato forte che gli altri consiglieri si aspettavano. Il gradimento da parte delle società non è quello auspicato alla vigilia della partenza della campagna elettorale e, soprattutto, eccezion fatta per una lettera indirizzata alle società, ma non ai media, con i quali De Laurentis si sta dimostrando decisamente più abile, il candidato presidente non ha mai fatto sentire la propria voce, nemmeno a fronte delle polemiche e della spaccatura creatasi all'interno del Consiglio Direttivo.

 

E poi, aspetto questo impossibile da smentire, nel programma di Grassi vi sono contenute alcune proposte avanzate da suo tempo da Marco Melone e bollate, all'epoca, da Pellizzari e dal suo gruppo di consiglieri (autoribattezzatosi "Gruppo Storico"), come idee campate in aria e inattuabili.

 

Su quali punti nevralgici si giocherà la partita del 17 aprile? La ripresa dell'attività ufficiale ad agosto, il nodo riguardante le quote d'iscrizione e la capacità di essere uomo forte al comando di un movimento in enorme difficoltà a causa dell'emergenza Covid-19: chi riuscirà ad essere più convincente riguardo questi temi vincerà senza "se" e senza "ma".

L'eventuale elezione di De Laurentis porterebbe anche allo stravolgimento delle cariche all'interno del Consiglio Direttivo: sì perché i ruoli di vicepresidente vicario e vicepresidente sono di nomina presidenziale e, a quel punto, Renzo Rosà e Ida Micheletti prenderebbero automaticamente il posto di Giorgio Barbacovi e Marco Rinaldi.

 

I due vicepresidenti si stanno spendendo in lungo e in largo per supportare la candidatura di Grassi che, lo ripetiamo, sembra quasi essere "estraneo" ai giochi e poco presente nella "bagarre" elettorale. Entro le ore 18 del prossimo 14 aprile i due candidati dovranno presentare le firme: sarà il momento della conta, della conferma o della grande sorpresa.

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