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Trento
25 maggio | 17:44

Ancora Pogacar: sul Monte Grappa altro numero da circo della maglia rosa che stravince, inchinandosi al pubblico. Decine di migliaia di persone sul percorso

Nella tappa della doppia ascesa al Grappa scatta a 36 chilometri dalla fine, vola in solitaria e conquista il sesto successo. Con passerella finale, tra saluti, una borraccia regalata ad un bimbo e l'inchino sul traguardo. E' stato l'assoluto dominatore della corsa rosa

Il trionfo di Tadej Pogacar (foto Facebook Giro d'Italia - Lapresse)

BASSANO DEL GRAPPA. Braccia larghe e alzate, l'applauso al pubblico e l'inchino sul traguardo. Ma, in realtà, è il Giro d'Italia che, con enorme piacere, s'inchina a sua maestà Tadej Pogacar.

 

Lo sloveno, dominatore assoluto della corsa, l'aveva detto che avrebbe voluto lasciare il segno nella tappa del Monte Grappa. Detto e fatto, perché Pogacar è scattato a 36 chilometri dal traguardo, si è scrollato di dosso subito tutti gli altri, ha ripreso chi stava davanti (un immenso Pellizzari) e poi è stato protagonista di una passerella esaltante, volando verso la sesta vittoria personale.

 

Arrivando, da solo e con oltre due minuti di vantaggio, su tutti gli altri con il finale vissuto in parata davanti al pubblico entusiasta. Sì, perché i grandissimi campioni non hanno nazionalità, sono "di tutti" e osannati da tutti.

 

La tappa parte ad andatura sostenuta e un gruppetto di attaccanti si stacca quasi subito. Sulla prima ascesa del Monte Grappa, Giulio Pellizzari lascia il plotone e si lancia da solo all'inseguimento di chi sta davanti, li raggiunge e poi se ne va. Sanchez si accoda e poi riesce a rientrare anche Tonelli.

 

Il corridore di San Severino Marche riesce a staccare tutti sul secondo passaggio sul Monte Grappa, mentre dietro la Uae comincia a fare corsa durissima e il gruppo si screma lentamente. Majka piazza l'ultima "trainata" ai meno 37 dall'arrivo, restano in cinque e, dopo nemmeno un chilometro, è il momento di sua maestà Tadej Pogacar, che piazza uno scatto dei suoi, lasciando tutti sul posto e facendo letteralmente il vuoto nel giro di quindici secondi.

 

Nessuno prova nemmeno a rispondere alla stilettata della maglia rosa che raggiunge Pellizzari, che prova a restare a ruota dello sloveno e ci riesce per qualche chilometro, ma poi lo vede scappare inesorabilmente via.

 

Tra (troppe) pacche sulla spalle e sulla schiena da parte dei tifosi e il fastidio per i fumogeni che gli vengono sventolati davanti alla faccia, Pogacar attraversa un vero e proprio "muro" di tifosi, con tantissime bandiere slovene. E, tra una pedalata e l'altra trova anche il tempo per farsi passare la borraccia dal proprio massaggiatore e, contestualmente, la regala ad un giovanissimo tifoso che lo stava incitando.

 

In vetta arriva in solitaria, con due minuti di margine su Martinez, fuoriuscito dal gruppetto degli inseguitori, e poi giù in discesa, tra sorrisi alla moto di ripresa e saluti al pubblico che, al termine della picchiata, lo aspetta numerosissimo sulle strade di Bassano del Grappa.

 

"Forse non era necessario fare quest'impresa per la classifica - ha commentato divertito a fine gara - ma era giusto farlo per il pubblico. La borraccia passata al bimbo? Quindici anni fa, forse vent'anni fa, sarei potuto essere io e sarei stato in lacrime se fosse capitato a me. Ho visto il massaggiatore, ho capito che era possibile farlo e mi sono detto: perché no?".

 

Domani, domenica 26 maggio, ultima frazione dell'edizione 2024 del Giro d'Italia con la "passerella" di Roma, con circuito finale tra le vie del centro - da ripetersi 8 volte - della lunghezza di 9,5 chilometri con qualche tratto in pavè. Tappa per velocisti, brevissima (125 km) con tutte le celebrazioni possibili  per Pogacar e Jonathan Milan come favorito.

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