"Non andrò a Sanremo, sarò già ad allenarmi e farò il tifo da casa". Le giornate romane di Sinner, tra palazzo Chigi, conferenze stampa e Quirinale. "Ragazzi, attenti ai social"
"A Montecarlo mi sento poter trascorrere una vita serena - ha spiegato durante la conferenza stampa -, mi sento a casa. Non ho pressioni, posso uscire, fare le cose di tutti i giorni, come andare al supermercato. Sul fronte sportivo è una situazione perfetta, con tantissimi altri tennisti che vivono lì: posso allenarsi alla perfezione e quindi sono felice di questa mia scelta"

ROMA. Martedì era a palazzo Chigi per incontrare la premier Giorgia Meloni, oggi è stato "one man show" nella conferenza stampa tenutasi presso la nuovissima sede della FederTennis a Roma davanti a tantissimi giornalisti (roba che nemmeno quando la Nazionale di calcio vinse i Mondiali) e domani, giovedì, assieme alla squadra di Coppa Davis, sarà ospite al Quirinale del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
La "full immersion" romana di Jannik Sinner prosegue senza soluzione di continuità: tra un impegno e l'altro il fuoriclasse azzurro si allena nella palestra dell'hotel che lo ospita e non vede l'ora di poter tornare a fare a tempo pieno quello che più gli piace e meglio gli riesce: giocare a tennis.
Ecco perché il 22enne di Sesto, rispondendo ad una domanda, ha spiegato, una volta per tutte, che no, al Festival di Sanremo non andrà, nonostante il "trabocchetto" che gli aveva teso Amadeus: il direttore artistico e conduttore della kermesse sanremese aveva scelto la via dell'invito pubblico durante il TG1, dando totale "carta bianca" all'altoatesino ("non devi cantare, non devi ballare, vieni quando vuoi, non c'è problema" è stato il succo il messaggio), salvo poi - dopo numerose critiche per la modalità con cui era stato posto - cercare di rimettere le cose a posto dicendo "che il Festival deve unire e non dividere, se non vieni lo capiremo e fai il tifo per noi da casa".
"Faccio il tifo da casa - è stata la risposta di Sinner durante la conferenza stampa, scatenando l'ilarità generale -. E' un evento bello, però già sto facendo due giorni qui. L'Australia è finita, io guardo avanti: quando dovrei andare a Sanremo sarò già a lavorare, a fare quello quello che mi piace. Non andrò a Sanremo".
Discorso, dunque, chiuso, praticamente ancora prima d'iniziare: Sinner tornerà ad allenarsi in vista del prossimo impegno ufficiale. Dopo aver "disdetto" la propria partecipazione all'Atp 250 di Marsiglia, che prenderà il via il 5 febbraio, dal 12 al 18 febbraio Jannik sarà infatti in campo all'Atp 500 di Rotterdam (che mette in palio tanti punti per il ranking), dove potrebbe ritrovare il russo Medvedev, sconfitto nella finale degli Australian Open.
Tantissime le domande pervenute a Sinner durante la conferenza stampa, dalla sua scelta di vivere a Montecarlo (in questi giorni anche chi, probabilmente, sino a qualche giorno fa sapeva a malapena della sua esistenza, ha deciso d'esprimere un parere), agli obiettivi del 2024, dal "ti senti un modello e se sì perché, secondo te?" al "che consiglio ti senti di dare ai giovani tennisti e a chi pratica sport?".
Montecarlo.
"Lì mi sento di poter trascorrere una vita serena - ha spiegato -, mi sento a casa. Non ho pressioni, posso uscire, fare le cose di tutti i giorni, come andare al supermercato. Sul fronte sportivo è una situazione perfetta, con tantissimi altri tennisti che vivono lì: posso allenarsi alla perfezione e quindi sono felice di questa mia scelta".
Perché piaci a tutti in maniera trasversale?
"Credo di essere apprezzato perché mi comporto da persona normale: ho 22 anni, mi piace giocare al computer, qualche volta mi piace mangiare qualcosa da solo in camera. Cose normali, insomma. E poi penso che le persone valutino i tuoi comportamenti, ovvero come reagisci ad un successo, come uno si comporta quando perde una partita, anche importante e come gestisce le persone che ha intorno, che è la parte più importante del mio lavoro".
Il consiglio ai ragazzi che praticano sport e l' "attenzione ai social".
"Di allenarsi tanto ma sempre con il sorriso e divertendosi. Se già si riesce a fare quello si ha già vinto. I risultati, poi, sono un altro discorso. Ai ragazzi dico di stare attenti ai social. Ci sono persone che magari sono a casa che piangono e poi postano una foto in cui fanno finta di essere contenti. Io li uso il meno possibile e continuerò a farlo. Vivo meglio così La pressione? Sono contento di averla, è una pressione positiva, la vivo con serenità".
La dedica ai genitori e l'augurio che tutti possano avere genitori con i tuoi. Era un discorso più ampio?
"Beh, ho fatto un po' di casino - ha commentato ridendo - perché adesso fuori dalla casa dei miei a Sesto ci sono un po' di persone e non eravamo abituati. Il mio messaggio era generale, auspicando che tutti possano avere la libertà di scelta che ho avuto io. Ci sono genitori che mettono tanta pressione: qualche volta funziona e qualche volta no. Ma io conosco la mia di situazione e non quella degli altri. Non giudico, ma spero che tutti possano essere fortunati in tal senso come lo sono stato io".
Gli obiettivi, a questo punto, per il 2024.
"Dopo gli Australian Open non mi sono confrontato ancora con il team. Il primo obiettivo per il nuovo anno era quello di giocare un po' meglio i Grandi Slam e in Australia non poteva andare meglio di così. Ma la stagione non è finita, anzi appena iniziata. Abbiamo lavorato tanto, ma adesso dovremo lavorare ancora di più. Come avevo già detto puntiamo ad andare "a caccia" in tutti i tornei. Con il team la confidenza è aumentata e migliorata".


















