Hockey, 8 "straniere" tra le convocate per la nazionale verso le Olimpiadi ed è polemica: "Situazione gravissima: basta 'baluba', si torni ad investire nelle giovanili"
Nazionale italiana femminile di hockey gonfiata dalle straniere (ben 8) verso le Olimpiadi: ma non è il vero livello del movimento italico. Il presidente nell’Usg Zoldo Femminile, Tito Meneghetti, è un fiume in piena e qualche giocatrice storce il naso per le tante italo convocate al primo raduno in vista dei Giochi olimpici di Milano Cortina 2026. A gennaio ci saranno nuovi tagli per arrivare a 20 giocatrici di movimento e 3 portieri

BOLZANO. Straniere sì o straniere no? Per decenni è stato uno dei dilemmi dell’hockey femminile italiano. In vista dei Giochi olimpici di Milano Cortina 2026 la federazione, appoggiandosi principalmente alla società di riferimento del settore in Italia, l’Ev Eagles Bolzano ha deciso di avviare un progetto per l’inserimento di qualche giocatrice nordamericana papabile per ottenere il passaporto italiano.
Perché? Per cercare di fare “bella figura”, ovvero non soccombere, al torneo olimpico (dove le azzurre sono ammesse semplicemente in quanto Paese ospitante) sperando anche in una vittoria. Per questo motivo due anni fa è stato rivoluzionato lo staff tecnico, via gli allenatori italiani dentro quelli canadesi coordinati da Stephanie Poirier.
Nel movimento italiano c’è, però, malumore nonostante la bella ed importante vittoria all’ultimo Mondiale di Prima Divisione-gruppo B con conseguente promozione nel gruppo A. Ovviamente la maglia azzurra ai Giochi olimpici fa gola a tutti e tutte. C’è il reale rischio che alcune giocatrici di quella squadra vincente – nessun goal subito in cinque incontri – dovranno restare a casa.
Alla convocazione del primo raduno stagionale – si terrà a fine agosto con due amichevoli contro il Giappone (23 e 25 a Torre Pellice) – una giocatrice di quel gruppo, la zoldana Mia Campo Bagatin, non è stata convocata. Con 203 partite disputate con la maglia azzurra, la giocatrice dell’Usg Zoldo e negli ultimi anni prestata all’Ev Eagles Bolzano per prendere parte al campionato transfrontaliere dell’European Hockey League (EWHL) dove possono essere schierate fino a tre straniere, preferisce non rilasciare dichiarazioni ufficiali.
La squadra bolzanina è l’unica a partecipare, anche con successo, all’EWHL ma negli ultimi anni sempre più con giocatrici ‘chieste in prestito’ ad altri club italiani.
A parlare a il Dolomiti è il presidente nell’Usg Zoldo Femminile, Tito Meneghetti, uno dei ‘sei fratelli Meneghetti’, tutti hockeisti.
“Il problema non è che Mia non sia stata convocata, certo dispiace, ma il problema sta a monte: perché la federazione italiana ha dato i soldi all’Ev Eagles Bolzano e non equamente alle altre squadre partecipanti al campionato italiano? – tuona Meneghetti –. Le Eagles non hanno attività giovanile, spendono 80.000 euro per andare a giocare all’estero, a noi restano le briciole. La federazione per ogni giocatrice in Nazionale versa alla società di appartenenza 10 mila euro”.
Parlando nello specifico della Nazionale italiana, Meneghetti afferma, “io preferisco vedere il figlio di Gios (presidente della federazione, ndr) in squadra nazionale e non i ‘baluba’ (intesi come gli italo): questa cosa accade con la squadra maschile e ora con le donne, per me è una cosa gravissima perché bisogna investire sul settore giovanile”. L’inserimento degli italo (ben 12 nell’ultima squadra maschile ai Mondiali di Prima Divisione-gruppo A in Romania), a discapito degli italiani di pari livello, è stato tema di forti discussioni e attrito tra i vertici della FISG.
Meneghetti è un fiume in piena e attacca anche l’unico tecnico italiano presente nello staff della Nazionale femminile, il trentino Stefano Daprà che è anche allenatore dell’Ev Eagles Bolzano: “c’è qualcuno che vuole andare in Nazionale con la cravatta, per un bisogno personale per far vedere che ha le Olimpiadi nel suo curriculum e preferisce lasciare a casa le sue atlete, Daprà non ha nessuna voce in capitolo”. Nello stesso ‘nido’ delle Eagles si era parlato diverse volte di sostituire Daprà – in cinque anni sulla panchina delle aquile non ha incrementato il livello tecnico delle giocatrici di scuola italiana – ma gli allenatori italiani abilitati latitano. Altro problema
Il presidente della società femminile dello Zoldo rivela: “Anche noi abbiamo ricevuto telefonate ed e-mail da giocatrici italo con la specifica richiesta, ci hanno esplicitamente richiesto che volevano venire per fare le Olimpiadi con l’Italia, ho detto di recarsi altrove”.
Ad oggi le convocate sono 28, il numero dovrà scendere a 23. Il prossimo taglio avverrà a novembre prima del lungo collegiale di quattro settimane a Montreal, l’ultimo a fine gennaio quando sarà battezzata la squadra olimpica.
Ad oggi sono convocate, i portieri (4 – ai Giochi andranno in 3) Elisa Biondi, Gabriella Francesca Durante (italo), Martina Fedel e Margherita Ostoni, i difensori (9 – dovranno essere ridotte ad almeno 7) Maddalena Bedont, Laura Fortino (italo), Kristen Guerriero (italo), Laura Lobis, Nadia Mattivi, Jacqueline Pierri (italo), Emma Rindone, Franziska Stocker e Amie Fielding Varano (italo), e le attaccanti 15 – dovranno scendere a 13 - Aurora Enrica Abatangelo, Eleonora Bonafini, Anna Caumo, Emma Cereghini, Kristin Della Rovere (italo), Matilde Fantin, Samantha Gius, Manuela Heidenberger, Sara Kaneppele, Marta Mazzocchi, Greta Niccolai, Justine Reyes (italo), Rebecca Roccella, Carola Saletta e Kayla Tutino (italo, in precedenti raduni è stata anche assistente dell’allenatrice).
L’Italia ai Giochi di Milano Cortina nella fase a gironi affronterà, il giorno prima della cerimonia d’apertura la Francia (5 febbraio 2026), due giorni dopo la Svezia, quindi il Giappone (lunedì 9) e la Germania (martedì 10).












