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| 03 lug 2025 | 13:11

Il Brescia Calcio non esiste più. Antonio Filippini: "Baggio, Guardiola, Mazzone, Hubner, Corioni, Mero, io e mio fratello: i ricordi e l'amore non spariranno mai"

"Sparisce la matricola, ma non spariscono i ricordi e non spariscono Baggio, Guardiola, Mazzone, Pirlo, Hubner, i gemelli Filippini, il presidente Corioni, lo "sceriffo" Vittorio Mero e tutti gli altri. Quelli ci sono ancora e ci saranno sempre, i bellissimi momenti non svaniranno dalla mente di chi li ha vissuti in prima persona, sia all'interno che all'esterno del campo". Tra i tesserati svincolati ci sono anche il tecnico trentino Rolando Maran, il suo vice, il roveretano Christian Maraner e il 24enne l centrocampista offensivo moriano Giacomo Olzer

BRESCIA. Il Brescia Calcio Bsfc non esiste più.

 

La notizia ha assunto i crismi della ufficialità nella mattinata di oggi, giovedì 3 luglio, con il comunicato della Figc che sancisce l'estromissione della "Leonessa" dal calcio professionistico e, dunque, la fine di una storia iniziata nel lontano 1911.

 

Il Brescia di Baggio, Pirlo, Hubner, Guardiola, Toni, dei gemelli Filippini, di Carletto Mazzone non c'è più. Il calcio, probabilmente, non sparirà dalla città, visto che è ben avviato il progetto di "trasloco" della Feralpisalò nel capoluogo: il nuovo club potrebbe chiamarsi Feralpibrescia e utilizzerà la matricola del sodalizio salodiano.

 

Tifoseria e città sono divise: c'è chi è favorevole all'operazione e chi, invece, preferirebbe ripartire con il nome Brescia dall'Eccellenza. Intanto le operazioni sono già avanzate: il presidente del club gardesano Giuseppe Pasini, titolare del Gruppo Feralpi, uno dei maggiori e più qualificati produttori di acciaio a livello europeo, è pronto a spostarsi in città, avendo ottenuto anche l'appoggio della multinazionale dell'energia A2A.

 

Resta da sciogliere - e non è cosa di poco conto - il nodo legato all'utilizzo dello stadio "Rigamonti", per il quale c'è una partita ancora apertissima con l'ex presidente Massimo Cellino, che non si è presentato all'incontro con le autorità e gli incaricati del comune al termine del quale avrebbe dovuto riconsegnare le chiavi dell'impianto.

 

E, intanto, nella serata di mercoledì 2 luglio, lo stesso Cellino ha inviato una pec ai 13 dipendenti della società comunicando loro il licenziamento. Nella sede sono rimasti solamente gli amministrativi. I tesserati, tra cui il tecnico trentino Rolando Maran, il suo vice, il roveretano Christian Maraner e il 24enne l centrocampista offensivo moriano Giacomo Olzer (25 presenze e 1 gol nell'ultima stagione), saranno automaticamente svincolati e liberi di accasarsi immediatamente altrove.

 

Una "botta" terribile per Brescia e le migliaia di tifosi e per chi, in campo, è parte di una storia ultracentenaria e ha contribuito a scrivere pagine indelebili di una saga che è finita nel modo peggiore. Nel giorno, tra l'altro, del suo 52esimo compleanno.

 

Già ad inizio giugno Antonio Filippini, bresciano doc, 10 stagioni con la maglia biancazzurra tra serie A e serie B, uno dei due "gemelli del calcio italiano" (che vennero citati anche da Ronaldo Il Fenomeno che li definì "il mio incubo. Erano dappertutto, correvano tantissimo, sempre. Andavano a due mila all’ora e sembravano cinque fratelli. Ricordo bene le sfide contro di loro") aveva dedicato uno struggente post al Brescia.

 

Antonio, conosciuto e apprezzato anche a Trento, dove - nell'annata 2017 - 2018 - è stato allenatore della squadra gialloblù in serie D prima di un assurdo esonero (con gli aquilotti salvi in quel momento: una decisione mai capita) scriveva: "In questo giorno triste, pieno di rabbia, delusione e incredulità, dobbiamo essere forti come la Leonessa d’Italia ci ha sempre insegnato. Il Brescia non fallirà mai perché Brescia è una città di ferro, il Brescia non fallirà mai perché i bresciani sono il Brescia, il Brescia non fallirà mai perché è più di una squadra, è un popolo che suda e lotta per portare in alto i propri colori. Ci rialzeremo, come sempre nella storia di Brescia!".
 

"Oggi è arrivata l'ufficialità - aggiunge oggi Filippini -, ma la situazione era estremamente critica dal 6 giugno. Per fortuna, almeno in parte, l'amarezza per quanto è accaduto, la mitigherò con il concerto di Bruce Springsteen (di cui sia Antonio che il gemello Emanuele sono fans sfegatati da decenni) a Milano: mi tirerò su il morale il così. Per il resto mi astengo da qualsiasi commento, come ho fatto sino a questo momento, sino a quando non ci sarà il "nero su bianco" dell'approdo della Feralpi in città. Tra l'altro mio fratello è il "vice" di Aimo Diana, bresciano come noi, attuale allenatore della Feralpi e, dunque, sono doppiamente coinvolto. Aspettiamo e speriamo che tutto vada per il verso giusto".

 

Mister, la storia ultracentenaria del Brescia non c'è più. Un colpo al cuore.

"Fa male, certo, ma attenzione. Sparisce la matricola, ma non spariscono i ricordi e non spariscono Baggio, Guardiola, Mazzone, Pirlo, Hubner, i gemelli Filippini, il presidente Corioni, lo "sceriffo" Vittorio Mero e tutti gli altri. Quelli ci sono ancora, i bellissimi momenti non svaniranno dalla mente di chi li ha vissuti in prima persona, sia all'interno che all'esterno del campo. Burocraticamente il Brescia non c'è più, questo è vero, ma rimane e rimarrà per sempre nella testa e nel cuore di chi ha lottato per quei colori, per chi li ha amati e per chi li ama tutt'ora".

 

La piazza è divisa sul futuro.

"Come già accaduto in situazioni simili c'è chi vorrebbe ripartire dall'Eccellenza con una nuova matricola e il nome Brescia e chi, invece, vede di buon grado la ripartenza dalla serie C con la matricola della Feralpi e un nome diverso. Io, ripeto, sino a quando non vi sarà qualcosa di certo non mi esprimo. La situazione è delicata e creare ulteriore confusione non fa bene a nessuno".

 

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