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| 15 dic 2025 | 18:19

Marco Odermatt shock: "Ero in un bar, una tifosa mi ha toccato il sedere: per lei è stato divertente, per me per nulla. Pensate cosa sarebbe successo a ruoli invertiti"

Il grande sciatore svizzero racconta alla rivista "Snow Active" un episodio avvenuto lo scorso marzo mentre si trovava a Sun Valley, negli Stati Uniti, per le gare di Coppa del mondo

(foto Wiki)
(foto Wiki)
di Redazione

ZURIGO. Non è facile essere una star internazionale: lo ha imparato a proprie spese quello che è forse il più grande fenomeno nella storia dello sci alpino internazionale, lo svizzero Marco Odermatt

 

Che in un articolo pubblicato sulla rivista "Snow Active" di Swiss Ski, ha raccontato di alcuni aneddoti tra l'inquietante e il disturbante vissuti con alcuni dei suoi tifosi

 

Certo, innegabile che nella vita degli atleti di alto livello ci siano tanti "pro" ma anche qualche fastidioso "contro" che per Odermatt passa anche attraverso il "contatto" con i suoi fan: "Qualche volta sono costretto a dire dei 'no' a richieste di selfie o autografi. E ogni bambino che riceve un no si sente frustrato. Avverto questa sensazione - ammette lo svizzero -. Non mi scivola addosso. Anzi, spesso mi turba perché va contro la mia natura". 

 

Ma poi ci sono le volte in cui i "tifosi" (mettiamo la parola tra virgolette) esagerano fino ad arrivare a gravi casi di mancanza di rispetto: è lo stesso campione elvetico a raccontare un aneddoto avvenuto in un locale di Sun Valley, negli Stati Uniti, località in cui si sono svolte le gare finali della Coppa del mondo di sci alpino nello scorso mese di marzo. "Ero in questo bar - racconta Odermatt - quando improvvisamente ricevo una pacca sul sedere da parte di una donna. Mi ha toccato il sedere per vincere una scommessa da 5.000 dollari, così si è giustificata. Ma al giorno d’oggi, queste sono cose che non si fanno. Provate un attimo a immaginare cosa sarebbe successo se fosse stato il contrario. Lei lo ha trovato divertente, io per niente".

 

"Siamo un po' tutti responsabili di quello che sta succedendo", ha aggiunto il 28enne riferendosi alla pericolosa perdita di ogni tipo di "filtro" e di privacy. "Mostriamo sempre di più la nostra vita privata sui social, condividiamo ogni cosa su Instagram. Ai suoi tempi Cuche era inaccessibile, sciava e basta. Oggi invece le persone sanno talmente tante cose su noi atleti che pensano di essere nostri amici".

 

Se questi sono i risultati, non ci si stupisce se alcuni atleti scelgano di trincerarsi dietro al "silenzio social".

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