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| 22 apr 2017 | 18:39

Dal quinto posto alla Parigi-Rubaix al pranzo a base di salmone (vinto in Norvegia) offerto a Livo, l'intervista a Gianni Moscon

Ciclismo. Il portacolori del Team Sky è partito forte nella classiche del nord. Dalle gare all'università: "Poco tempo per studiare, ma la laurea è un traguardo nel mirino in futuro"

La vittoria di Gianni Moscon nella terza tappa della Arctic Race of Norway 2016 - foto di Pauline Ballet

TRENTO. Digerisce bene il pavé, si destreggia bene nelle corse a tappe, talento cristallino, testa sulle spalle e a soli 22 anni è reduce dalla quindicesima piazza al Fiandre e dal quinto posto nell'ultima Parigi-Rubaix. Questa la carta d'identità di Gianni Moscon, portacolori del team Sky.

 

Cresciuto tra l'Uc Rallo e l'Uc Val di Non, Moscon ha bruciato le tappe mettendosi in mostra nel Team Zalf Fior (campione italiano nel 2015, ndr) e nella nazionale italiana under 23, prima di passare in forza alla corazzata team Sky.

 

Apprendista alla corte di Chris FroomeMikel Landa si è tolto già le prime soddisfazioni in carriera durante il primo anno da pro, quando si è imposto nella classifica generale nella gara a tappe della Arctic Race of Norway. 

 

Nonostante la giovanissima età, la tempra lascia ben sperare per il futuro delle corse in salsa trentina e il Trattore della Val di Non in questa stagione ha ulteriormente confermato un grande feeling con la pietra e i muri che caratterizzano le classiche del nord.

 

Gare a tappe o classiche? Cosa farai da grande?

Sono gare diverse e mi sono cimentato in ogni tipo di percorso e clima. Onestamente, mi trovo bene sia nei giri più lunghi che nella corse da un giorno. Questi risultati mi danno comunque fiducia. In questo momento vivo alla giornata e cerco di dare il massimo in ogni evento. E'ancora presto per fare la scelta definitiva, deciderò in base ai risultati più avanti. Una scelta che sarà presa in comune accordo dopo un confronto con la squadra.

 

Sei molto legato alle tue radici. A Livo hai un fan club sempre agguerrito e recentemente hai contraccambiato il sostegno offrendo il salmone vinto in Norvegia.  

E' molto importante il tifo degli amici e dei compaesani, una parte importante della mia vita. Sono felice di poter condividere con la loro parte della gioia e della soddisfazione per le vittorie. Spero ci possano essere altre occasioni. Sono cresciuto a Livo e questo senza dubbio influenza il mio modo di essere. L'educazione ricevuta da bambino contribuisce alla mia carriera e influisce sulla mia personalità. Sono spesso in giro tra allenamenti e gare, ma sono sempre contento di ritorna a casa in famiglia. 

 

Oltre alla carriera da professionista, sei anche uno studente universitario, a caccia della laurea in ingegneria gestionale all'Università di Padova. Hai tempismo e spesso sei nel posto giusto al momento opportuno: oltre all'esperienza racimolata in questi anni, quanto ti aiuta nell'analizzare la gara

A livello giovanile la gestione attività sportiva di alto livello e formazione scolastica è certamente più semplice, in quanto tutto è abbastanza scandito dalla scuola. Ora la mia priorità è ovviamente la carriera ciclistica e cercare di giocare al meglio le mie carte da professionista. Questo però non vuole dire che sono intenzionato a rinunciare alla laurea, riesco a dare pochi esami durante l'anno accademico, ma prima o poi taglierò anche quel traguardo: la cultura in generale è importante e studiare apre gli orizzonti e la mente.

 

Tutti ti riconoscono doti tecniche e mentali importantiCome ti avvicini alla gara? Sei scaramantico come quasi tutti gli atleti?

Non compio un gesto in particolare, anche se effettivamente cerco di ripetere una sequenza particolari di azioni per preparami al meglio alla corsa. Per il resto cerco di restare concentrato e lavorare duramente per farmi trovare pronto in ogni occasione.  

 

Un ultimo pensiero è a quanto avvenuto oggi a Filottrano. Purtroppo questa mattina il ciclismo si è svegliato senza Michele Scarponi, vincitore del Giro d'Italia del 2011 e della prima tappa dell'ultimo Tour of the Alps, investito da un camion mentre era in allenamento. Vuoi esprimere un pensiero?

Ho avuto l'onore di conoscerlo, ma più che qualche parola, penso che sia meglio spendere una preghiera per lui, accendere un cero in chiesa oppure semplicemente fare ciò che si crede giusto per ricordarlo.

 

 

 

 

 

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