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Dallo stadio alla Lega Pro: 20 domande al presidente del Trento

Intervista a Mauro Giacca sul futuro del Trento Calcio: "Quest'anno dobbiamo andare in serie D e poi via verso la Lega Pro. E per il 2021 ci sarà anche lo stadio nuovo. Pronti a pagarlo di tasca nostra"

Il Trento in campo al Briamasco per gli allenamenti
Pubblicato il - 01 settembre 2016 - 18:17

 

Presidente Giacca. Se le diciamo 2021, a cosa pensa?

Ai cento anni di vita dell’Ac Trento, ai miei cinquantanni, ai vent’anni della mia azienda che si occupa di costruzioni elettrice e ai dieci anni della mia carpenteria. Sarei felicissimo di festeggiare il tutto in… Lega Pro.

 

 

E’ quella la categoria che “appartiene” al Trento?

Sì, anche se il mio sogno è portare la società dove non è mai stata sino a questo momento.

 

Dica la verità: non vincere il campionato di Promozione nel 2015 è stata una grande delusione. Ha pensato, in quel momento, di smettere?

Manco per sogno. Non è stato bello non vincere, ma l’anno “in più” ci ha permesso di crescere consolidarci a livello societario.

 

Capitolo nuovo stadio: si farà?

La nostra intenzione è di realizzarlo. Ci stiamo “lavorando” e nelle “stanze dei bottoni” se ne sta parlando da tempo. Anzi, qualcosa già si muove.

 

Quanti posti dovrebbe avere il nuovo impianto?

E’ tutto ancora da decidere, ma si tratterà di un impianto in grado di ospitare altre manifestazioni sportive calcistiche di livello e concerti.

 

Ma Trento ha bisogno di un nuovo stadio, magari da 10 - 20 mila posti?

Direi proprio di sì. il "Briamasco" è fantastico e tutti i tifosi gialloblù lo porteranno per sempre nel cuore. Ma, allo stesso tempo, c’è bisogno di un’opera nuova e lontana dal centro cittadino.

 

Intanto avete tirato a “lucido” il “Briamasco”. Soddisfatto?

Molto, l’immagine è tutto per una società che, due anni fa, era fallita e stava per sparire.

 

Avete fatto tutto a vostre spese?

Assolutamente sì. Prima di “chiedere” bisogna dimostrare. Quando sarà il momento… domanderemo a chi di dovere, intanto dobbiamo solamente lavorare sodo. Le squadre e gli allenatori in campo, la società sul piano gestionale ed amministrativo.

 

Quanto è costato il tutto?

Più di 100 mila euro, ma sono stati soldi ottimamente spesi. E, soprattutto, spesi “con il cuore” da parte nostra.

 

Forza, elenchi i lavori svolti dal 2014 ad oggi al “Briamasco”. Li ricorda tutti?

Presto detto: abbiamo sistemato la cartellonistica con relativi supporti, rinnovato la sede, il bar e gli spogliatoi, costruito le nuove panchine, rifatto l’impianto di filodiffusione dello stadio. E poi la casetta del custode, che fino a qualche mese fa ospitava i profughi, oggi è diventata la foresteria dell’Ac Trento.

 

L’aspetto sportivo: quest’anno non ci sono “santi”. il Trento deve vincere il campionato d’Eccellenza e tornare in serie D, giusto?

(Ridendo) Anche la Coppa Italia provinciale e quella regionale, se possibile. E poi vorremmo fare strada anche nella fase nazionale. Scherzo: l’importante è salire di categoria per proseguire nel nostro percorso di crescita.

 

Una struttura professionista in un torneo dilettantistico: non c’è il rischio di passare per “megalomani”?

Forse sì, ma non m’interessa. Vogliamo essere professionali sin da ora e “anticipare” ogni salto di categoria a livello societario - organizzativo.

 

Ma il pullman marchiato Ac Trento non è eccessivo?

Per quale motivo? Abbiamo potuto fare quest’operazione e  non vedo perché il Trento non debba avere il suo pullman personalizzato.

 

I rapporti con le istituzioni sono ottimi, pare di capire. Conferma?

Certo che sì. Da Provincia, Comune e Asis ho sempre avuto parole chiare, promesse mantenute e collaborazione. Io e il resto della società ci siamo sempre comportati con chiarezza. Il risultato è un rapporto idilliaco.

 

Soddisfatto della rosa della prima squadra costruita dal neodirettore sportivo Claudio Rastelli?

Molto. Siamo ripartiti dallo “zoccolo duro” e abbiamo potenziato l’organico con innesti di qualità ed esperienza.

 

Tasto, forse, dolente: come  sono i rapporti con le altre società del territorio?

Perché dolente? Con queste realtà i rapporti sono perfetti: penso al Riva del Garda di Toccoli o al Fiemme di Consigliere, ma non sono le sole. 

 

L’inizio di stagione è stato positivo con la vittoria nell’Euregio Cup e due successi in Coppa Italia. Da domenica, però, si farà sul serio. Lo sa, vero, che il Trento non può sbagliare mai?

Non esageriamo. Siamo prontissimi per il campionato. Siamo partiti con il piede giusto, ma siamo al principio di una stagione impegnativa, affascinante e fondamentale.

 

Torni al mese di luglio del 2014. Giacca entra al “Briamasco” e…

Ed è tutto un vero schifo. La ricostruzione è partita dall’eliminazione di tutto quello che c’era. Prima è stata la volta della sede, poi è toccato a tutto il resto.

 

Anche per un solo momento, si è mai pentito di aver acquistato il Trento?

Mai e poi mai. E’ stato subito amore a prima vista.

 

Appuntamento, dunque, al 2021.

Anche prima. La data è indicativa, ma non è detto che non si riescano ad anticipare i tempi.

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