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Otto ore di volo in parapendio dalla provincia di Verona fino a Lienz: il roveretano Parmesan centra l'impresa

Il 34enne pilota trentino è riuscito a completare un volo di oltre 200 chilometri attraverso le Alpi e le valle del Trentino e dell'Alto Adige. Un'impresa molto tecnica conclusasi con l'avventura finale: tornare a casa dopo il viaggio

Moreno Parmesan in volo sopra Dobbiaco e la Val Pusteria
Di Luca Pianesi - 01 aprile 2017 - 19:01

ROVERETO. Capriano Veronese - Lienz spinto solo dal vento con una vela a far da motore? Fatto. Moreno Parmesan è uno che vola alto, altissimo. Con la giusta corrente ascensionale sale senza problemi sopra i 4.000 per poi planare a distanze siderali. E questa volta l'impresa del 34enne di Rovereto è di quelle che praticamente nessuno era riuscito a compiere prima: oltre 200 chilometri in parapendio dalla provincia di Verona fino a Lienz in Austria su e giù per le Alpi e le vallate trentine e altotesine. "Una cosa che ogni anno provano a fare almeno un centinaio di piloti - ci spiega - ma che dagli anni '90 nessuno era riuscito a realizzare. E comunque prima erano partiti dal Biaena quindi noi ci abbiamo aggiunto una ventina di chilometri buoni". 

 


 

 

A partire da Colonei alle 10 sono stati in trenta. Trenta dei migliori parapendiisti del Triveneto. Ad arrivare fino a Lienz sono stati solo due e uno di loro era Moreno. "Sono atterrato perché ormai erano le 18 passate e cominciava a fare buio - prosegue il trentino - ma ce ne avrei avuto ancora e tra qualche settimana, con l'allungarsi delle giornate, voglio provare ad arrivare in Germania. Intanto giovedì mi sono tolto questa soddisfazione. In termini di distanza non è un record. Lo è perché il tracciato è davvero molto tecnico. E' stato un viaggio di quasi 8 ore (7 e 52 ndr) straordinario. Prima siamo passati sopra al Monte Baldo, l'Altissimo e il Biaena e già qui s'è creata la prima selezione. Sono punti molto tecnici che conosco bene vivendo a Rovereto. Altri piloti si sono lanciati a mille. Io ho cercato di prendere più quota possibile sopra l'Altissimo per poi sfruttare lo slancio. Dallo Stivo siamo andati sopra il Bondone e via sulla Marzola, la Panarotta, il Lagorai e il Cermis".

 

Il tutto salendo sfruttando le correnti ascensionali che si creano, soprattutto sopra le montagne, e poi scendendo in planata fino al successivo 'ascensore'. "Giovedì c'era un sole splendido - prosegue Parmesan - quindi tolti i problemi di stabilità che sempre si verificano in valle dove l'aria è 'mossa' come l'acqua in un ruscello, salendo in quota era uno spettacolo. Superato Predazzo i veri problemi li ho vissuti sul Col Rodella. Lì è servita molta tecnica. Le correnti erano molto forti e in meno di 3 minuti mi sono trovato a salire da quota 2.000 a 3.500-3.600 con la vela che ballava di continuo a causa delle turbolenze. Da lì in poi, però, sono arrivato in Badia e poi Pusteria. Uno spettacolo che mi sono goduto con un'unica planata. Ho raggiunto i 4.000 metri e mi è apparsa prima San Candido e poi Lienz".

 


 

Una volta in Austria è iniziata la seconda parte dell'avventura che sempre caratterizza le esperienze di questi assi del volo. Atterrare a centinaia di chilometri da casa in un punto non ben precisato e senza aver previsto la cosa prima comporta un rientro avventuroso tanto quanto la fase di volo. "Ormai l'impresa l'avevo fatta - completa Moreno - e quindi con il calare della luce ho cercato di avvicinarmi il più possibile a una stazione dei treni. Sono atterrato 4-5 chilometri fuori da Lienz, ho ripiegato la vela e recuperato tutto il mio materiale e ho preso l'ultimo treno diretto verso l'Alto Adige. Sono arrivato a Rovereto intorno a mezzanotte e per fortuna un amico è venuto a recuperami in stazione". Gli altri piloti? Tutti già rientrati a casa. Atterrati in ordine sparso lungo il percorso.Insomma andata e ritorno per Lienz: fatto. Adesso nel mirino c'è la Germania.

 


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