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Alpinismo

Secondo il Nepal potrebbero esserci altre 6 vette oltre gli 8000 metri. La Uiaa mette fine a un dibattito che va avanti da tempo

Il tema del numero di vette di ottomila metri crea da tempo dibattito all'interno della comunità di alpinisti, e si declina anche in una discussione su cosa si intenda per "montagna" e per "vetta". Dopo anni di analisi e discussioni, la Federazione Internazionale di Alpinismo e Arrampicata (Uiaa) presenta la sua posizione ufficiale

Di Sofia Farina | 13 aprile | 18:00
Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.

In molti riconoscono 14 cime di 8000 metri situate nelle regioni dell'Himalaya e del Karakorum, scalate tutte per la prima volta da Reinhold Messner. Queste sono: Everest (Sagarmāthā), K2, Kangchenjunga, Lhotse, Makalu, Cho Oyu, Dhaulagiri I, Manaslu, Nanga Parbat, Annapurna I, Gasherbrum I, Broad Peak, Gasherbrum II, Shishapangma.

 

Il tema delle vette di 8000 metri crea da tempo dibattito all’interno della comunità degli alpinisti. In particolare, è attualmente in corso una discussione su cosa si intende per "montagna" e su cosa si intende per "vetta" separata rispetto a una "cima", una vetta secondaria o solo un piccolo dosso lungo una cresta, che si riflette sulla determinazione del numero corretto di 8000 sul pianeta.

 

La Nepal Mountaineering Association e il governo del Nepal hanno sollevato questo problema, rendendo noto che, secondo le loro indagini, potrebbero esserci ben altri sei punti oltre gli 8000 metri, cosa che, chiaramente, cambierebbe non poco il panorama della ricerca degli "ottomila". 

 

Come riporta il Kathmandu Post, Ang Tshiring Sherpa, ex presidente della Nepal Mountaineering Association, ha raccontato di aver fatto "pressioni per il riconoscimento internazionale di queste altre sei vette per più di un decennio". E’ stato tra le persone che hanno chiesto al Nepal di portare questa istanza nella Federazione Internazionale di Alpinismo e Arrampicata (Uiaa), un organo di governo riconosciuto dal Comitato Olimpico Internazionale.

 

E così, una decina di anni fa, l'Uiaa ha avviato il Progetto Agura con il mandato primario di identificare e riconoscere le cime minori sopra gli 8.000 metri (in passato era stata coinvolta nella definizione dei 4000 delle Alpi), senza portare però al risultato sperato dalla comunità di alpinisti nepalesi.

Il parere dell'Uiaa sulla questione potrebbe avere delle ripercussioni economiche, oltre a rappresentare un indicatore di definizione nazionale per la nazione nepalese: "Abbiamo esercitato pressioni sul governo per ottenere il riconoscimento internazionale di queste sei montagne, in modo da incrementare il nostro turismo. Il governo, però, non si preoccupa. Continueremo a impegnarci", ha dichiarato Sherpa al Kathmandu Post.

 

La federazione internazionale, dopo anni di lavori, ha preso la parola e fatto chiarezza sui risultati delle proprie ricerche.

 

La risposta parte dal fatto che i "nuovi" punti sono associati alle montagne di 8000 metri attualmente conosciute e, in passato, sono stati considerati come cime secondarie dei massicci principali coinvolti. Inoltre, viene detto che la Uiaa “ha resistito alla tentazione di essere dogmatica in questa materia e ha quindi contattato l'Unione Geografica Internazionale per stabilire se esistesse una definizione generalmente accettata di montagna o vetta”. La commissione di studi della montana dell’Igu ha quindi incaricato degli esperti marcatori di montagna di rispondere a questo quesito. 

 

Sebbene manchi un consenso completo, è stato stabilito che non esiste una definizione univoca di "montagna" o "vetta" o "cima" o "punto" in termini topografici. In effetti, la domanda dei nepalesi (e dell'Uiaa) ha suscitato un interessante dibattito tra gli esperti, che sono molto desiderosi di continuare fino a quando non si raggiungerà una definizione. 

Per giungere alla propria posizione, l'Uiaa ha dichiarato di aver preso in considerazione tutti gli aspetti pertinenti alla discussione, come i dettagli topografici, i fatti storici, gli interessi delle comunità locali e del governo nepalese, la precedente esperienza dell'associazione nella definizione delle cime alpine oltre i 4000 metri e gli aspetti "spirituali" nei singoli casi. 

 

Riguardo i dettagli topografici dei singoli casi, l’Uiaa ha ribadito, in accordo con il parere dell’Igu, che non esiste una definizione univoca di vetta, perchè tutti i tentativi "falliscono" dato che la situazione è diversa a seconda delle catene montuose, ovvero una definizione che potrebbe funzionare nelle Alpi non funzionerà in Himalaya, dove la scala è completamente diversa. 

 

L’associazione ha poi evidenziato come gli interessi spirituali e quelli della comunità locale spesso tendono a coincidere. Un esempio è costituito dal caso del Kanchenjunga, dove si misurano altre quattro "cime" che superano gli 8000 metri: si potrebbero considerare vette separate, tuttavia, se si considera il significato del nome "Kanchenjunga", che vuol dire "Cinque Tesori della Grande Neve", si comprende che la popolazione locale considera le cinque cime come un'unica montagna.

 

Secondo l’Uiaa questo ragionamento può essere applicato anche ad altre cime di 8000 metri recentemente definite, in quanto sono tutte considerate come parte di una massa montuosa più grande, ad esempio il Lhotse, il Lhotse Shar, il Lhotse Sud. 

Infine, come emerge dal comunicato ufficiale: “Anche la storia dell'alpinismo conferma il riconoscimento delle principali vette oltre gli 8000 metri: 14 sono universalmente riconosciute. Questo dato storico, pur non essendo definitivo, è generalmente riconosciuto dalla comunità alpinistica mondiale. E poiché è proprio questa comunità, insieme alla popolazione locale, ad avere il maggior interesse per queste montagne, è forse opportuno utilizzare questa definizione”.

 

Per questo motivo la Commissione per l'alpinismo ha raccomandato vivamente che, sebbene questa discussione sia di continuo interesse, gli alpinisti di tutto il mondo sono più interessati al "viaggio" che alla vetta - "è meglio viaggiare sperando che arrivare". 

 

L'Uiaa, in conclusione, ritiene che “il numero di montagne superiori agli 8000 metri sia riconosciuto come le "classiche" 14 cime. Se il governo nepalese, per ragioni amministrative o di altro tipo, decidesse di riconoscere un numero maggiore di cime, ne avrebbe ovviamente il pieno diritto”.

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