"Abbiamo costruito una casetta nel bosco in cui rilassarsi ascoltando il ronzio delle api (ma non solo)", storia di Alice e Simone e dalla loro 'BeeO Baita'
Nel cuore della valle del Mugello da qualche tempo cresce e matura il sogno di Alice Fietta e Simone Babbini, che insieme hanno dato vita alla BeeO Baita, un luogo in cui scoprire il mondo delle api: "Nel nostro apiario olistico ci si può rilassare, leggere un libro o meditare, traendo benefici di vario tipo"


C'è un luogo immerso fra boschi e verdeggianti colline in cui da qualche tempo cresce e matura il sogno di una coppia che ha scelto la natura, e una vita "più lenta", come nuovo inizio. La storia è quella dell'azienda agricola BeeO Baita e dei suoi titolari, Alice Fietta e Simone Babbini, compagni nel lavoro e nella vita.

L’azienda dei due sorge sulle colline toscane, al margine della catena degli Appennini nel cuore della valle del Mugello e si sviluppa su 6 ettari, fra ulivi, alberi da frutto, bosco, muretti a secco, ginestre, erbe aromatiche e fiori di ogni genere. Un sogno, quello di Alice e Simone, concretizzatosi dopo attente riflessioni: "Avevamo un file Word su cui annotavamo, in maniera estemporanea, le idee - esordiscono i due, intervistati da L'Altramontagna -. Non avevamo fretta e ci siamo mossi con calma e in maniera ragionata (dopo circa 3 anni), non appena ce n'è stata la possibilità".
Conosciutisi fra 2010 e 2011, negli anni dell'università (lei è trentina mentre lui toscano ndr), i due hanno vissuto un periodo in Trentino, lavorando "in ambito scientifico" fra la Fondazione Mach, il Muse di Trento e il Museo di scienze naturali di Bolzano. "Non eravamo però pienamente soddisfatti delle nostre esistenze - ammettono, ricordando quel periodo -. Trascorrevamo il tempo libero coltivando l'orto e quando non eravamo in mezzo al verde, la natura ci mancava".
"Da piccola Alice, nata e cresciuta in Trentino a quota 1.200, si svegliava con una vista mozzafiato e il canto degli uccellini - rivela Simone -. Lavorare e vivere in città non faceva né per lei né per me. E' stato così che abbiamo cominciato a maturare l'idea di trasferirci in Toscana, creando qualcosa di nostro".
Tutto è successo nel 2020, in piena pandemia, quando la coppia ha trovato il "posto perfetto": una vecchia cascina (da ripulire e sistemare) immersa nei boschi. "Non è stato affatto semplice cominciare - proseguono all'unisono -. Il Covid ha complicato tutto e per traslocare ci siamo dovuti arrangiare, perché in quel periodo nessuna ditta dava la disponibilità per farlo - ricordano -. In compenso, abbiamo avuto molto tempo da dedicare ai campi che cingono la struttura, per ripulire tutto e avviare l'attività".

Oltre a dedicarsi agli ulivi e agli alberi da frutto, Fietta e Babbini hanno deciso di cominciare ad allevare api: "Non volevamo 'soltanto' produrre miele (oggi producono miele di acacia, castagno, edera, millefiori e melata di bosco, per citarne alcuni) ma anche offrire qualcosa in più - fanno sapere -. Così abbiamo costruito, partendo da un prefabbricato, una casetta in legno che ora utilizziamo come apiario olistico, che ci consente non soltanto di diversificare la nostra proposta, ma anche di portare avanti le attività di didattica ed educazione ambientale di cui già ci occupavamo e che siamo contenti di continuare a proporre non soltanto a gruppi ma anche alle scuole e alle giovani generazioni".

Si tratta di una casetta "a cui abbiamo collegato alla parete finestrata nove arnie che comunicano con l'interno tramite una fitta grata che impedisce alle api di entrare, ma che lascia passare tutti gli aromi e i rilassanti rumori interni dell'alveare". I benefici, per chi vi trascorre del tempo all'interno sono molteplici: "Sono stati dimostrati benefici a livello respiratorio, ad esempio per chi soffre di asma o sinusite, ma anche benefici sul corpo in generale, grazie all'effetto rilassante che il ronzio delle api è in grado di donare".
All'interno dell'apiario olistico è possibile scegliere anche semplicemente "di meditare, leggere un libro o bere una tisana rilassante, cullati dal ronzio delle api, totalmente immersi nei profumi terapeutici di un alveare". In alternativa è possibile prenotare un'attività didattica per grandi e piccini "durante la quale apriamo le arnie dall'esterno, mostrando nel dettaglio la vita all'interno della famiglia di api, attraverso le grandi finestre della baita. L'attività è personalizzabile a seconda del target e della composizione del gruppo" (MAGGIORI DETTAGLI QUI).

Dopo un primo periodo non propriamente semplice (anche se le difficoltà, soprattutto per quanto riguarda la produzione del miele, non mancano ancora oggi ndr) la piccola azienda a conduzione familiare è decollata, facendosi conoscere sempre più: "Dall'anno scorso ospitiamo classi per fare lezioni sulle api, andiamo nelle scuole a raccontare questo straordinario mondo e organizziamo eventi, come addii al nubilato o celibato, sicuramente 'alternativi'", concludono entusiasti.
"Siamo felici di quello che abbiamo costruito, con non poca fatica: una piccola realtà che sorge nel bosco e che guarda alla tutela della biodiversità. Non sfalciamo o trattiamo i prati e cerchiamo di rispettare il più possibile flora e fauna. Amiamo ciò che facciamo e per il futuro i progetti (e l'entusiasmo) non mancano: non torneremmo mai indietro".

Nata a Trento come una startup, Melixa si pone l’obiettivo di essere un partner di eccellenza degli apicoltori e dei centri di ricerca che studiano il benessere delle api, offrendo strumenti di monitoraggio da remoto che permettono il miglioramento nella gestione degli apiari e delle condizioni delle colonie di api. Melixa si prende cura dell’ambiente e della biodiversità offrendo una tecnologia innovativa, che consente di monitorare e migliorare la gestione del suolo e la relazione tra l'apicoltura e le colture agricole.
Qui per approfondire: https://www.melixa.it












