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Ambiente | 28 agosto 2025 | 19:00

"Sempre più nero, coperto da un mare di detriti, un mix di roccia, fango e ghiaccio": il ghiacciaio che si sta ritirando al ritmo di oltre venti metri ogni anno

Al ghiacciaio Solda, del gruppo Ortles-Cevedale, nel Parco Nazionale dello Stelvio, ha fatto tappa Carovana dei ghiacciai di Legambiente. Dal 1997 al 2023, stando ai dati dell’ufficio Idrologia e dighe Provincia Autonoma di Bolzano, la superficie dei ghiacciai in Alto Adige si è quasi dimezzata passando da 122, 2 a 72,2 chilometri quadrati. Risulta in diminuzione anche il numero dei ghiacciai: se nel 1997 erano 234, nel 2023 si è passati a 203, mentre nello stesso periodo aumentano le placche glaciali passate da 325 a 729 unità a causa della frammentazione dei ghiacciai

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.

Un paesaggio alpino che cambia repentinamente e un ghiacciaio in arretramento, sempre più di colore nero, coperto in larga parte da un mare di detriti, un mix di roccia, fango e ghiacciaio. Appare così il ghiacciaio Solda, del gruppo Ortles-Cevedale, in Alto Adige nel cuore del Parco Nazionale dello Stelvio, dove ha fatto tappa Carovana dei ghiacciai di Legambiente accompagnata dagli operatori del Servizio Glaciologico Cai Alto Adige (Sgaa). 

 

Nel 2025 la fronte del ghiacciaio, stando alle misurazioni appena fatte dagli operatori, è arretrata di 26 metri rispetto al 2024 confermando il trend medio decennale di 20 metri l’anno di ritiro. "Un dato preoccupante in prospettiva storica se si pensa che nella seconda metà dell’800 il ghiacciaio arrivava poco a monte del parcheggio della funivia Solda, mentre oggi si concentra solo nella parte alta della montagna, dove si alternano colate detritiche e lembi di ghiacciaio morto - rileva Legambiente -. Intorno, un paesaggio in continuo cambiamento: laghetti che si formano ad alta quota, un mare di detriti rocciosi che si estendono sopra e sotto la fronte del ghiacciaio, mentre bosco e nuovi ecosistemi si insediano dove prima c’era il ghiaccio". 

 

I dati sono frutto delle misurazioni effettuate lunedì scorso in quota dagli operatori del Servizio Glaciologico Cai Alto Adige, alle quali ha partecipato il team di Carovana dei ghiacciai, la campagna di Legambiente in collaborazione con Cipra Italia e con la partnership scientifica della Fondazione Glaciologica Italiana.

 

Durante la tappa sono stati anche osservati fenomeni geomorfologici connessi allo stato del ghiacciaio. "In particolare preoccupa l’instabilità della morena laterale destra connessa alla fusione di nuclei di ghiaccio posti all’interno dei depositi glaciali e la crescita di coperture detritiche nel settore soprastante la fronte, per effetto di crolli e di colate, soprattutto dal fianco destro del ghiacciaio", sottolinea Legambiente.

 

I ghiacciai in Alto Adige: il punto della situazione

La situazione dei ghiacciai in Alto Adige è allarmante. Dal 1997 al 2023, stando ai dati dell’ufficio Idrologia e dighe Provincia Autonoma di Bolzano, la superficie dei ghiacciai in Alto Adige si è quasi dimezzata passando da 122, 2 a 72,2 chilometri quadrati. Risulta in diminuzione anche il numero dei ghiacciai: se nel 1997 erano 234, nel 2023 si è passati a 203, mentre nello stesso periodo aumentano le placche glaciali passate da 325 a 729 unità a causa della frammentazione dei ghiacciai.

 

“Dal confronto fra le osservazioni fatte in questa tappa della Carovana e altri dati raccolti dagli operatori glaciologici Sgaa – commentano Marco Giardino, vicepresidente della Fondazione Glaciologica Italiana e docente dell’Università di Torino, e Pietro Bruschi presidente del Servizio Glaciologico CAI Alto Adige – emerge che la deglaciazione in Alto Adige prosegue in modo diseguale nello spazio e nel tempo. Se per il ghiacciaio della Vedretta Lunga nella Val Martello viene segnalato quest’anno un arretramento record di circa 240 metri (G. Benetton, SGAA), per il ghiacciaio Solda la deglaciazione degli ultimi anni prosegue stabilmente intorno a 20 metri di media all’anno come ritiro frontale. Queste differenze sono però accompagnate da una trasformazione del paesaggio alpino simile e molto intensa: si registrano colate detritiche che si sovrappongono al ghiacciaio stesso, emergono lembi di ghiaccio morto dalle morene, rock glacier si destabilizzano e dai versanti montuosi il materiale detritico viene trasportato rapidamente verso valle. In ogni caso il segnale che riceviamo è quello di una accelerazione del cambiamento del paesaggio alpino”.

 

“Sotto i nostri occhi - commenta Vanda Bonardo, responsabile nazionale Alpi di Legambiente e presidente di Cipra Italia - il paesaggio glaciale alpino cambia: i ghiacciai arretrano, spariscono servizi ecosistemici e ne emergono di nuovi. È quello che abbiamo contrastato anche in Alto Adige nella terza tappa di Carovana dei ghiacciai. Questa trasformazione porta rischi crescenti, in quota e a valle, e impone una maggiore attenzione e un monitoraggio sia per comprendere meglio gli eventuali rischi sia per ripensare un modello di fruizione turistica della montagna. Il turismo del futuro dovrà fondarsi su un rapporto sostenibile tra uomo e natura, come ricorda ogni anno il dossier Nevediversa di Legambiente. Ripensare la gestione di questi spazi significa, però, anche mettere al centro le comunità locali, ascoltarne i bisogni e garantire una buona qualità della vita, sia per chi abita stabilmente la montagna sia per chi la frequenta. Solo in questo modo i beni comuni delle terre alte potranno avere un futuro: non come risorse da esaurire, ma come patrimonio condiviso”.

 

Il tema dell’arretramento dei ghiacciai in Alto Adige e il focus sul cambiamento del paesaggio alpino sono stati affrontati da Carovana dei Ghiacciai insieme ad esperti e a rappresentati del Cai Alto Adige anche nel convegno dal titolo “Clima e ghiacciai. Le variazioni del paesaggio glaciale in Alto Adige” organizzato ieri pomeriggio presso la sede del Cai Alto Adige. L’iniziativa ha avuto il patrocinio del Cai Alto Adige e del Servizio Glaciologico Alto Adige. Con l’occasione è stato anche presentato il libro I ghiacciai dell’Alto Adige (Secchieri F. Bruschi P., edito da Cierre).

 

Le prossime tappe della Carovana dei ghiacciai 2025

Dopo le prime tappe in Svizzera, Lombardia e Alto Adige, Carovana dei ghiacciai si è spostata in Germania, per monitorare per la prima volta il ghiacciaio Zugspitze, dal 26 al 29 agosto. Poi tornerà in Italia, per l’ultima tappa in Piemonte, sui ghiacciai della Bessanese e della Ciamarella (dal 30 agosto al 2 settembre)

 

Obiettivo della campagna è valutare ghiacciai alpini, in Italia e anche oltre confine, portando in primo piano diversi temi: dagli effetti della crisi climatica in quota e a valle, agli eventi meteo estremi che stanno ridisegnando il profilo della montagna, dall’overtourism alla tutela della biodiversità, dalle politiche di adattamento ai cambiamenti climatici alle buone pratiche di sviluppo sostenibile.

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