"È arrivato a collezionare 300 tavole di legno". Un patrimonio da cui nasce il primo museo digitale della sostenibilità di questa preziosa materia prima

Dagli anni Cinquanta, Francesco Velo ha cominciato a collezionare tavole di legno nella sua azienda, azionata ancora oggi da un mulino ad acqua. Per conservare questo patrimonio, Confartigianato Imprese Marca Trevigiana aveva raccolto le preziose tavole in un museo dedicato, e, pochi giorni fa, è stata inaugurata la digitalizzazione completa dell'intera collezione. Oggi il sito web è a disposizione di professionisti, imprese, progettisti e studenti, per promuovere un approccio etico e consapevole all’utilizzo della materia prima

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
In provincia di Treviso è nato il primo Museo digitale della sostenibilità del legno: "Xiloteca.it". Promosso dalla comunità provinciale legno-arredo di Confartigianato Imprese Marca Trevigiana, il progetto intende proporsi come una piattaforma innovativa capace di valorizzare il legno come materiale naturale, rinnovabile e protagonista di un futuro più sostenibile. Realizzato con il contributo della Camera di Commercio di Treviso – Belluno/Dolomiti, il museo digitale è online dallo scorso 19 gennaio, a disposizione degli utenti.
Dal 2016, Confartigianato aveva iniziato a interessarsi e far valorizzare la collezione di tavole raccolte da Francesco Velo, proprietario di una storica segheria di Treviso azionata tutt’oggi da un mulino ad acqua.
"Dagli anni Cinquanta, il signor Velo ha cominciato a raccogliere tavole di legno provenienti da tutto il mondo, fino a collezionarne circa 300". Si tratta di pezzi interi, tavole che raggiungono anche i tre metri di lunghezza, "sono molto più grandi rispetto a quelli delle collezioni più comuni - spiega Luca Dal Pos, presidente della comunità trevigiana legno-arredo - cosa che rende la xiloteca trevigiana unica a livello europeo".
In tempi più recenti Confartigianato ha acquisito le tavole di Velo raccogliendole in un museo, ospitato dal centro di formazione professionale "Lepido Rocco" di Lancenigo, in modo da poterle valorizzare e conservare nel tempo. Lo scorso 19 gennaio è stata inaugurata la digitalizzazione completa della collezione in un sito web, promossa con il webinar "Xiloteca.it – Museo digitale della sostenibilità del legno", tenutasi nella sede di Confartigianato di Treviso.
"Oggi - commenta Armando Sartori, presidente di Confartigianato imprese Marca Trevigiana - unire la materia prima legno alla sostenibilità ambientale diventa un fattore distintivo e competitivo. Non a caso nasce a Treviso, primo polo in Italia della filiera del legno, forte delle 1.400 imprese con oltre 18 mila addetti e un export che vale 1,8 miliardi di euro".
Xiloteca.it raccoglie e organizza conoscenze, e intende rivolgersi a professionisti, imprese, progettisti e studenti, per promuovere un approccio etico e consapevole all’utilizzo della materia prima.
"Non solo alle imprese, ma anche proprio ai designer del prodotto", precisa Dal Pos. "Questi professionisti possono attingere da questo sito sia la parte normativa legata ad un certo materiale; sia la parte meccanica, per la scelta dei materiali più idonei a una certa opera".
"Prima di disegnare si dovrebbe pensare a che materiale usare, e bisognerebbe farlo anche in virtù dell’origine di un certo materiale, del processo di estrazione e dell’impatto che comporta laddove viene raccolto. È una sorta di biblioteca online che mira a diffondere la cultura della sostenibilità nella filiera del legno".
Oggi ci sono legni, molto richiesti dal mercato, che per questo rischiano di sparire. "A livello globale siamo capaci di grandi interventi di protezione, ma anche di riforestazione", sottolinea Gabriele Rinaldi, presidente dell’Orto Botanico di Bergamo, che ha collaborato al progetto. "Ma - continua - attenzione alle monoculture arboree, che generano danni importanti. La conoscenza del legno chiede di riconoscere il valore del bosco, che deve diventare un patrimonio comune".
Non solo: parlare di sostenibilità, significa anche affrontare il tema dell’economia circolare, dove progetto e innovazione si sposano. "Si stima che le fasi di progettazione possano incidere su circa l’80% degli impatti ambientali connessi al prodotti", conferma Laura Badalucco, professore ordinario di design presso Università Iuav di Venezia. Da qui il ruolo del design circolare che si occupa di progettare oggetti o servizi che allunghino la vita dei prodotti in modo che siano mantenuti in uso il più a lungo possibile. L’obiettivo è creare un ciclo chiuso nel quale tutto può essere condiviso, rigenerato, riparato, riutilizzato e, infine, riciclato.
"Ciò implica un cambiamento nei modelli di business", aggiunge Badalucco, "che privilegino l’utilizzo e il servizio al possesso dei beni. Si passa dalla valutazione dell’impatto del ciclo di vita del prodotto all’efficienza nell’utilizzo delle risorse nel tempo".
La xiloteca, insomma, oltre all’aspetto di conservazione storica offre le informazioni utili per saper riconoscere, oltre all’impatto estetico del materiale, la sua disponibilità e capacità di riproduzione su larga scala. "Ci sono molti legni belli, ma alcuni di questi sono protetti e dobbiamo lasciarli dove sono", ricorda Luca Dal Pos. "Esistono materiali che vanno protetti severamente e altri che si possono usare, sempre a patto di farlo in modo consapevole".
A venire promossa su xiloteca.it è proprio una cultura della consapevolezza. "Quando vai a fare un progetto, che non sarà interamente in legno ma anche di altri materiali, magari ti verrà voglia di informarti ulteriormente per capire da dove provengono questi materiali, l'impatto sociale, ambientale ed economico del loro mercato".













