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Ambiente | 30 luglio 2026 | 19:00

Il drammatico stato della Marmolada: "Affiorano le antiche linee di scorrimento del ghiacciaio, le fratture, i crepacci, persino i detriti del tragico crollo del 2022"

Un sopralluogo di verifica della rete escursionistica svela le condizioni della Regina delle Dolomiti. A riportarlo è la Commissione Glaciologica Sat per voce di Cristian Ferrari: "I ghiacciai non conoscono opinioni, raccontano soltanto ciò che sta accadendo. E oggi il loro messaggio è difficile da ignorare"

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.

"La regina è nuda. La Marmolada ha perso il suo mantello".

 

Alle porte dell'ennesima ondata di calore di quest'estate, arriva la notizia che in fondo aspettavamo: la Marmolada ha esaurito tutto l'accumulo nevoso. Le immagini, pubblicate dal presidente della Sat Cristian Ferrari sui suoi canali social, mostrano uno scenario tanto sublime quanto impietoso.


Credits: Cristian Ferrari

"La neve stagionale, che fino a pochi anni fa proteggeva il ghiaccio dai raggi del sole, è quasi scomparsa. E quella nudità racconta molto più di quanto vorremmo vedere".

 

In questi giorni, la Provincia di Trento ha avviato un'attività di verifica della rete sentieristica della Marmolada. L'obiettivo è ripristinare e riprogettare alcuni percorsi in seguito agli eventi che hanno interessato l'area negli ultimi anni, in particolare al crollo del seracco che nel 2022 ha causato 11 vittime. Attualmente, spiega Ferrari, stiamo valutando quali sentieri mantenere, quali spostare e quali eventualmente modificare.


Credits: Cristian Ferrari

"Oggi la situazione è cambiata anche per la chiusura di alcuni rifugi, che rende parte della rete sentieristica meno funzionale rispetto al passato. Tutto questo avviene nel rispetto delle aree di rischio, individuate dalla Protezione civile. In questa occasione abbiamo anche realizzato una serie di fotografie del ghiacciaio. Io, in realtà, mi trovavo su un'altra cima e sono riuscito a fotografare la porzione sottostante".

 

"Una volta - si legge nel post - immagini come questa appartenevano ai peggiori finali d'estate. Oggi le osserviamo nel cuore di luglio, nel pieno dell'ennesima ondata di caldo". A influire su questa situazione - aggiunge Ferrari a L'Altramontagna - è stata soprattutto la ridotta nevicata invernale: l'accumulo di neve è stato circa la metà rispetto agli anni precedenti.

 

 

 

 

 

 

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La situazione raccontata dal presidente della Sat è drammatica. "Affiorano le antiche linee di scorrimento del ghiacciaio, le fratture, i crepacci, i residui dell'inverno ormai consumati. Si distinguono la sabbia e le polveri trasportate dal vento che scuriscono la superficie, accelerandone la fusione. Restano impressi anche i detriti lasciati dal tragico crollo del 2022, una cicatrice che continua a ricordarci quanto fragile sia diventato questo ambiente".

 

Tutt'attorno, sempre più roccia.


Credits: Cristian Ferrari

Quanto ghiaccio abbiamo perso? Difficile dirlo. Qualsiasi valore stimato oggi sarebbe inevitabilmente provvisorio: "Una sola settimana di forte caldo – spiega Ferrari - può determinare la perdita di decine di centimetri di ghiaccio. Durante l'estate ci limitiamo ai rilievi fotografici, che saranno poi confrontati con quelli effettuati a fine stagione".

 

Dovremmo aspettare l'autunno per l'ardua sentenza, quando si sarà certi che la fusione si sia conclusa ed inizieranno le prime nevicate. Tuttavia, non servono i numeri per rendersi conto di quello che sta avvenendo.


Credits: Cristian Ferrari

"I ghiacciai non parlano, ma registrano ogni variazione del clima. Sono il termometro più sincero che abbiamo: non conoscono opinioni, raccontano soltanto ciò che sta accadendo.
E oggi il loro messaggio è difficile da ignorare
".

 

 

Foto di Cristian Ferrari

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