Gli impianti abbandonati di Scanno (VIDEO). Il Comune: "Il fatto che potrebbe esserci poca neve non ci spaventa. L'obiettivo è la totale riapertura del comprensorio"

In seguito al nostro fotoreportage pubblicato nei giorni scorsi, Cesidio Giansante, consigliere comunale di Scanno con delega alla montagna, riferisce gli ultimi aggiornamenti sulla situazione e introduce i progetti per il futuro

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
In seguito al nostro fotoreportage pubblicato nei giorni scorsi (QUI l'articolo), siamo stati contattati dall’amministrazione comunale di Scanno per riferire gli ultimi aggiornamenti sulla situazione degli impianti e introdurre i progetti per il futuro. Abbiamo avuto modo di intervistare Cesidio Giansante, consigliere comunale di Scanno con delega alla montagna, che si sta occupando in prima persona della vicenda impianti.
In questi giorni hanno fatto discutere le nostre immagini che hanno immortalato gli impianti e le strutture in un totale stato di abbandono: qual è la situazione?
Possiamo dire che gli impianti sono tornati a essere tutti di proprietà del Comune di Scanno, che da qualche anno ha acquistato dalla società in fallimento Valle Orsara quelli a monte e i rispettivi rifugi, con tutte le attrezzature che riguardano anche l’innevamento artificiale e i gatti delle nevi. Quest’anno, poi, abbiamo ratificato l’accordo con la Provincia dell’Aquila, che era proprietaria dell’arroccamento, che ce l’ha ceduto gratuitamente dopo tanti anni e in più ci ha dato 150 mila euro per le sue eventuali manutenzioni.
Sapevamo che l’impianto di arroccamento sarebbe dovuto essere aperto questa estate, invece è chiuso. Come mai?
Noi avremmo già dato la gestione dell’impianto di arroccamento quest’anno, purtroppo ci sono stati problemi legati ad un avvicendamento tecnico all’interno del Comune, quindi abbiamo dovuto ricominciare l’iter delle manutenzioni alla seggiovia con una parte dei soldi che ci ha dato la Provincia. Ripartiremo dal 2026 con la seggiovia di arroccamento.
Qual è la situazione relativa agli altri impianti?
Abbiamo già presentato una scheda progetto alla Regione Abruzzo per un totale di circa 2 milioni di euro per rimettere in piedi tutto il bacino sciistico. L’obiettivo è di tornare, come dicevamo anche precedentemente, già dal 2026 con la seggiovia Scanno Colle Rotondo e nel 2026/2027 con la totale riapertura del comprensorio. Oltretutto più di un imprenditore ci ha contattato e sono tutti pronti a fare una proposta di gestione. Ho già fatto redigere il bando per dieci anni più ulteriori cinque, questi ultimi dovuti al fatto che nel 2036 la seggiovia di arroccamento tecnicamente scadrà.
L'offerta turistica sarà diversificata o dipenderà dalla presenza di neve?
Il fatto che potrebbe esserci poca neve non ci spaventa. Se c’è la neve per noi è un vantaggio, perché quando era attiva la possibilità di usufruire degli impianti registravamo circa il 70% in più delle presenze. Attualmente facciamo 32 mila presenze, ma siamo arrivai anche a 45 mila in passato. Rispetto a Roccaraso noi abbiamo la natura, i sentieri, il centro storico e la cultura. Possiamo mettere a sistema i nostri sentieri anche se non c’è la neve; io sono per l’idea che le seggiovie devono essere aperte anche in estate. Specialmente per chi non è un gran camminatore, ma ha la possibilità di essere in paradiso usufruendo degli impianti.
Intanto, a quanto pare su Scanno. avrebbero messo gli occhi anche delle cordate di imprenditori americani, pronti ad investire milioni di euro per sostituire le strutture abbandonate con dei resort. Seguiremo nei prossimi mesi gli sviluppi di questa situazione.













