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Attualità | 03 agosto 2025 | 13:00

Il ghiacciaio più grande delle Alpi arretra di 127 metri in un anno. E' allarme per l'Adamello, la crisi climatica sta consumando il gigante bianco: al via la mobilitazione europea

Con un’azione simbolica di forte impatto visivo e politico, Legambiente ha dato il via all’edizione 2025 della sua storica Carovana dei Ghiacciai. A migliaia di metri d’altitudine, una catena umana composta da attivisti, ricercatori e rappresentanti di ONG ha circondato uno striscione srotolato sul ghiaccio. Il messaggio è per l'Europa: "Il tempo di agire è ora"

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Festival AltraMontagna

Un messaggio chiaro e urgente si è levato dalle vette dell’Adamello: i ghiacciai alpini sono in sofferenza estrema e la risposta dell’Europa non può più tardare. Con un’azione simbolica di forte impatto visivo e politico, Legambiente ha dato il via all’edizione 2025 della sua storica Carovana dei Ghiacciai. A migliaia di metri d’altitudine, una catena umana composta da attivisti, ricercatori e rappresentanti di ONG di tutta Europa ha circondato uno striscione srotolato sul ghiaccio per chiedere a gran voce una governance europea per i ghiacciai.

 

Un’azione collettiva e internazionale che ha unito le voci di chi da anni lavora per la tutela della criosfera. Al centro della protesta c’è lo stato critico del ghiacciaio dell’Adamello, che anche nel 2024 ha subito una nuova drastica riduzione: -127 metri di fronte glaciale in soli dodici mesi, un valore che conferma la traiettoria sempre più preoccupante dell’arretramento, già documentata negli anni precedenti.

“Il ghiacciaio dell’Adamello perde anno dopo anno massa e superficie - ha spiegato Valter Maggi, presidente della Fondazione Glaciologica Italiana -. Una situazione che accomuna tutti i ghiacciai dell’arco alpino e su cui è fondamentale mantenere l’attenzione attraverso studi, ricerche, monitoraggi”. Non a caso, è proprio dall’Adamello che parte la richiesta condivisa di istituire una governance europea dei ghiacciai, capace di coordinare conoscenze, azioni e politiche per arginare gli effetti del cambiamento climatico.

 

La giornata ha visto la partecipazione di oltre ottanta realtà firmatarie del Manifesto europeo dei ghiacciai, tra cui enti scientifici, ONG, amministrazioni locali e progetti europei, riuniti da un intento comune: trasformare i ghiacciai da indicatori del disastro in motori del cambiamento. “Serve una transizione ecologica sistemica e culturale, non solo tecnica - ha affermato Vanda Bonardo di CIPRA Italia -. Il Manifesto propone una visione partecipativa, multilivello e solidale, in cui la speranza diventa azione concreta, dialogo e costruzione di un futuro diverso.

Anche il Club Alpino Italiano ha rinnovato il proprio impegno, sottolineando come la fusione dei ghiacciai sia un campanello d’allarme che riguarda tutti. “Fondamentale è il coinvolgimento delle comunità locali, veri conoscitori del territorio, delle risorse idriche e delle esigenze specifiche legate a questi ambienti”, ha dichiarato Mario Vaccarella, del Comitato Direttivo CAI.

 

La Carovana dei Ghiacciai proseguirà ufficialmente dal 17 agosto al 2 settembre, con cinque tappe distribuite tra Svizzera, Lombardia, Alto Adige, Germania e Piemonte. In ognuna di queste località verranno effettuati monitoraggi scientifici, incontri con esperti e momenti di sensibilizzazione pubblica, per continuare a raccontare come la crisi climatica sta cambiando irreversibilmente i paesaggi glaciali e minacciando risorse fondamentali come l’acqua.

Il viaggio dei ricercatori e dei volontari toccherà alcune delle aree più simboliche delle Alpi: dal ghiacciaio Aletsch in Svizzera, il più esteso del continente, fino alle vette del Piemonte, passando per l'Ortles-Cevedale e lo Zugspitze tedesco. Ogni tappa sarà occasione per rilanciare le otto priorità del Manifesto europeo: dalla creazione di un sistema comune di monitoraggio alla formazione di nuove competenze, dalla cooperazione scientifica alla protezione giuridica dei ghiacciai.

 

"Non si può più restare indifferenti rispetto a quanto sta accadendo ad alta quota e agli effetti che la fusione dei ghiacciai sta generando a valle" ammonisce Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente, tornando a ribadire l'importanza delle azioni segnalate dal Manifesto europeo.

 

Nel cuore dell’Anno internazionale dei ghiacciai, la Carovana torna a essere un laboratorio di impegno collettivo, ricerca scientifica e partecipazione. Un’esperienza che chiama in causa le istituzioni europee, ma anche cittadini e comunità locali, perché, come affermano gli stessi protagonisti, il destino dei ghiacciai è il destino di tutti.

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