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Attualità | 24 settembre 2025 | 06:00

La pista sintetica più lunga d'Italia si vede a chilometri di distanza (VIDEO). L'impatto sul paesaggio verrà compensato da un ritorno economico?

Il rapporto tra sci e neve naturale si sta squagliando insieme all’aumento delle temperature. Se i primi, evidenti, indizi sono arrivati assieme alla neve programmata e agli ski dome (le cattedrali sottozero dello sci al coperto), segnali ancor più evidenti della "scissione relazionale", negli ultimi anni ce li stanno offrendo le piste sintetiche. Sul colle del Nevegal (Belluno) sta prendendo forma quella che, stando alle parole della pagina Facebook della società Newsnow, sarà la pista sintetica più lunga d’Italia

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Festival AltraMontagna

Il rapporto tra sci e neve naturale si sta squagliando insieme all’aumento delle temperature. Se i primi, evidenti, indizi sono arrivati assieme alla neve programmata e agli ski dome (le cattedrali sottozero dello sci al coperto), segnali ancor più evidenti della “scissione relazionale”, negli ultimi anni ce li stanno offrendo le piste sintetiche.

 

Oltre a svincolarsi dalle stagioni e dai nuovi scenari aperti dal clima che cambia, le piste sintetiche permettono a questo formidabile sport di sgattaiolare altrove, in contesti lontanissimi rispetto a quelli abituali dello sci (è celebre il caso della pista di Jesolo).

 

Sul colle del Nevegal (Belluno) sta prendendo forma quella che, stando alle parole della pagina Facebook della società Newsnow (alla quale sono stati affidati i lavori), sarà la pista sintetica più lunga d’Italia.

 

Lo scorso marzo, il comprensorio ha ottenuto 1.123.000 euro di finanziamento tramite un bando del Ministero del turismo per realizzare una serie di attrattive per il Nevegal. Di questi fondi pubblici, come riportava Sandy Fiabane su Il Dolomiti433 mila euro sono stati destinati proprio al tracciato sintetico.

 

Sui social, come da consuetudine, è nato un dibattito caratterizzato da opinioni divergenti. C’è chi, con grande entusiasmo, vede nell’iniziativa “un’ottima idea per rilanciare il turismo sul Nevegal” e chi invece si interroga sull’effettiva efficacia dello sci senza neve, sul suo impatto ambientale (in particolar modo riferendosi alle microplastiche), su come potrebbe convivere con la presenza della neve che, pur essendo sempre meno frequente, scende ancora.

 

C’è infine chi, pur dichiarando di comprendere lo sforzo di dare nuova linfa all’economia della montagna bellunese, non può fare a meno di osservare l’impatto paesaggistico della pista che, come dimostra un video inviato alla nostra redazione, nonostante il colore verde emerge vistosamente dal monte, anche a diversi chilometri di distanza (il video è stato girato nei pressi del monte Pizzocco, dalla parte opposta della Valbelluna).

Lo slogan della società Newsnow è No snow? Newsnow. Per sciare, anche quando la neve non c’è.

 

Rimane un dubbio, che solo il tempo riuscirà a dissolvere: lo sci, così intrinsecamente connesso alla neve e al freddo, riuscirà a spogliarsi dell’immaginario di cui nel tempo è stato rivestito e attorno al quale si è strutturata la sua narrazione? In altri termini: il colore verde-sintetico riuscirà a sostituire il bianco-neve con la stessa efficacia? Non rimane che aspettare e osservare il monte Nevegal con curiosità.

 

 

Fotografie in copertina dalla pagina Facebook Dolomiti Ski Line Nevegal

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