La stazione sciistica che sembra beneficiare degli effetti dei cambiamenti climatici

Se molte stazioni del centro-nord Italia, che una volta erano abituate a vedere la neve già dai 1500 metri, nelle ultime annate sembrano faticare anche con l’ausilio della neve programmata, a Campo Imperatore dove si scia dai 2000 metri di quota queste problematiche non sembrerebbero esserci

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Anche a Campo Imperatore la stagione è ormai quasi giunta al termine. Il Centro Turistico Gran Sasso ha fatto sapere che il 27 aprile sarà l’ultima giornata per poter sciare.
Solitamente è consuetudine terminare la stagione sciistica con l’arrivo del primo maggio, ma quest’anno ci sarà una vera e propria corsa contro il tempo perché, una volta chiusi gli impianti, inizierà il cantiere per i lavori che vedranno entro la fine dell’estate la sostituzione delle funi della “Funivia del Gran Sasso”.
Un’operazione ormai non più derogabile, che farà sì che l’infrastruttura nel corso della prossima estate non sarà aperta al pubblico esercizio.
Sono quindi partiti i lavori di riapertura della strada per Campo Imperatore, che in inverno come di consuetudine viene chiusa per la presenza abbondante della neve ma anche per via delle condizioni meteorologiche particolarmente avverse che interessano la zona.
Le turbine della Provincia e del Comune dell’Aquila, sono al lavoro e al momento sono giunte nei pressi della seggiovia delle “Fontari”.
La strada attualmente è ancora chiusa ai turisti e riaprirà soltanto dopo il 27 di aprile, quando gli impianti saranno ufficialmente chiusi.
Le frese nelle prossime ore affronteranno i curvoni della salita “Marco Pantani”, anche se per pulire quei tornanti ci vorranno alcuni giorni. Questo in virtù del fatto che la neve spesso cade a vento e viene ammucchiata in grandissime quantità.
Una volta riaperta la strada migliaia di turisti sono soliti percorrere la statale del Gran Sasso, per scattarsi una immagine tra questi imperiosi muri di neve che accompagnano i visitatori negli ultimi chilometri del tracciato prima di arrivare a quota 2100.
Come visibile dalle immagini delle webcam anche sulla piana di Campo Imperatore è iniziato il processo di fusione del manto nevoso, tanto che le distese del Gran Sasso si sono colorate di fucsia e di lilla.
È l’effetto dei crocus, questi fiori a falde larghe che a cavallo tra i mesi di aprile e di maggio ammantano tutte le praterie dei nostri altipiani dando vita ad un colpo d’occhio non indifferente.
STAGIONE POSITIVA PER CAMPO IMPERATORE
Per Campo Imperatore e per il Gran Sasso è stata una stagione sciistica molto positiva, in quanto dal 22 di dicembre al 27 di aprile si è sciato solo ed esclusivamente su neve naturale.
La stazione sciistica più alta dell’Appennino sta probabilmente beneficiando in questi ultimi anni degli effetti del cambiamento climatico, che vedono un concreto innalzamento della quota neve rispetto al passato.
Se molte stazioni del centro-nord Italia che una volta erano abituate a vedere la neve già dai 1500 metri, nelle ultime annate sembrano faticare anche con l’ausilio della neve programmata, a Campo Imperatore dove si scia dai 2000 metri di quota queste problematiche non sembrerebbero esserci.
Anche per questo motivo, ogni fine settimana migliaia di persone hanno scelto la neve del Gran Sasso.













