L'assenza di rete telefonica in montagna è da molti percepita come un'occasione per staccare dalla frenesia. Ma come la pensano i residenti? Il caso dalla Lunigiana

"Ritardi nel servizio pubblico, assenza di supporto sanitario agli anziani e impossibilità di soccorso in caso di emergenze". La lettera indirizzata a Telecom Italia dal sindaco del comune di Zeri (MS), in Lunigiana, rivela lo stato di isolamento a cui sono vincolati gli abitanti delle diverse frazioni. Tra il silenzio delle compagnie competenti, l’amministrazione cerca di far sentire la propria voce

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
L’assenza di copertura telefonica nelle aree interne, specie quelle montane, è ormai una dinamica diffusa. Talvolta persino idealizzata, soprattutto da chi sale dalla pianura e dalle grandi città metropolitane, nel nome di un distacco dall’iperconnessione e dalla frenesia di tutti i giorni.
Non così per chi queste zone le abita; per chi vive da sempre immerso in una serie di disservizi che, passando spesso in sordina, logorano lentamente il tessuto sociale locale e marginalizzano intere comunità. È quello che succede a Zeri, comune in Provincia di Massa e Carrara, che si estende intorno ai 700 metri di altitudine nel mezzo della Lunigiana.
A raccontarci lo stato della questione è il sindaco Cristian Petacchi: “Ci sono delle zone del nostro territorio che non sono ancora coperte da alcuna compagnia telefonica. Sono zone dove ci sono comunque delle abitazioni private, strutture pubbliche eccetera, e manca ancora il segnale, di nessuna compagnia. Poi, anche dove vi è il segnale di Telecom/Tim, è molto labile. Basta un niente per farlo saltare e si resta uno, due, tre giorni senza copertura telefonica. Tutti quelli che hanno l’abbonamento con loro rimangono senza la possibilità di comunicare con nessuno”.
L’accesso alla linea mobile dovrebbe ormai essere un diritto per tutti, specialmente per chi è regolarmente abbonato a una delle compagnie telefoniche principali nel nostro paese. “Con l’avvento degli smartphone, quasi tutti hanno levato il fisso, anche perché non lo usavano più. Si sono fidati del telefono mobile e Tim, che dovrebbe essere la compagnia primaria, e invece si è rivelata poi quella con più carenze”.
I disservizi, suggerisce il sindaco Petacchi, sono il risultato di un prolungato disinteresse, o superficialità, nelle opere di manutenzione. “È da qualche anno che purtroppo la linea presenta problematiche. Io credo manchi anche la manutenzione ordinaria, oltre a quella straordinaria. Le contromisure che hanno adottato si sono rivelate inadatte, tant’è che anche con nulla salta il segnale, se poi capita il temporale non se ne parla proprio”.
L’amministrazione locale non ha mancato di segnalare il problema a chi di dovere. È proprio tramite la lettera di reclamo rivolta a Telecom che è giunta la notizia in redazione.
“La situazione è un po’ questa, io ho scritto anche al prefetto, che a sua volta ha scritto a Telecom e ora aspettiamo delle risposte. Ci sono davvero dei problemi strutturali, hanno trascurato troppo le infrastrutture, i ripetitori eccetera. Probabilmente non hanno intenzione di investire, non lo so. Per ora non è arrivata alcuna risposta”.
Nel testo della lettera alla compagnia telefonica, sono delineati i pericoli e le conseguenze di questa carenza di comunicazioni. Paradossalmente, certi servizi presentano gravi lacune proprio laddove ve n’è maggiore necessità.
“Ne vengono penalizzate le comunicazioni della nostra struttura comunale, e questo causa notevoli ritardi nell'attività amministrativa svolta dagli uffici e nel servizio reso al pubblico. La nostra popolazione è fatta da molti anziani, che hanno nel servizio telefonico un supporto per la richiesta di servizi, nonché per la segnalazione di problemi di salute anche improvvisi, non potendo contare sulla regolarità di un segnale telefonico, grava sicuramente in una situazione di insicurezza. Il nostro territorio è inoltre meta di numerosi escursionisti che trovano nel segnale telefonico la possibilità di una tempestiva segnalazione in caso di pericolo o di smarrimento. L'estensione stessa del nostro comune e la sua distanza dal più vicino centro che offre servizi sanitari rende la possibilità di comunicare attraverso telefono quanto mai essenziale”.
“Le persone che restano isolate - ci racconta Petacchi per darci misura del problema - quando manca il segnale sono circa un migliaio; quelle che sono perennemente sguarnite di alcun segnale sono qualche centinaio”.
Il sindaco ammette anche la limitata capacità di azione delle amministrazioni in simili casi: “Queste persone si rivolgono al sindaco perché viene percepito come un ‘deus ex machina’ ma qua abbiamo a che fare con delle Spa, non è che possiamo proporre chissà che. Possiamo farci sentire, suggerire soluzioni, presentare un reclamo, ma non abbiamo il potere di obbligare”.
Ciononostante, il Comune non resta con le mani in mano: da qualche tempo, si è attivato per fornire delle soluzioni alternative. “Noi, tramite un bando della Regione Toscana, stiamo portando la fibra ovunque, ma ci vorrà ancora un anno per coprire tutto il territorio. Poi ci sarà un upgrade che, da questo punto di vista, spero funzionerà bene. Diciamo che filtra un po’ di ottimismo”.
In attesa della risposta di Telecom, non rimane che segnalare problemi come questi: tutt’altro che eccezionali, segnano strutturalmente le aree interne della nostra penisola. In mancanza di soluzioni, allora, se vogliamo parlare in futuro di neo-popolamento e de-marginalizzazione, potremmo iniziare agendo puntualmente su ciascuno di questi casi.













