Ogni anno in Italia circa 20 persone muoiono a causa dei fulmini: cosa fare in caso di temporale in montagna?

Vere e proprie tempeste di fulmini stanno interessando la dorsale appenninica in questi pomeriggi di agosto. Sono molti gli incidenti per il maltempo, troppo spesso sottovalutato anche se una tra le cause più frequenti di morte in montagna

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
La settimana di Ferragosto è risultata piuttosto movimentata dal punto di vista meteorologico, specialmente per via dell’instabilità pomeridiana che ha causato e sta continuando a causare numerosi ed intensi temporali. Dai dati che quotidianamente sta fornendo il Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico, ci si accorge che spesso l’ipotesi maltempo è una tra le più sottovalutate dagli escursionisti.
Sono stati molti gli incidenti dovuti ai temporali: l’ultimo nella giornata di domenica, quando un ragazzo di 15 anni è stato colpito da un fulmine nei pressi del lago di Campotosto. Il giovane è in condizioni critiche ed è attualmente ricoverato all’ospedale dell’Aquila.
Nella giornata di ferragosto, quattro persone sono state invece scaraventate al suolo dall’onda d’urto di una scarica elettrica, mentre facevano un picnic, ma fortunatamente non riportando alcun danno dato che il fulmine si era abbattuto su un albero nelle vicinanze.
Perché tutti questi incidenti per via del maltempo?
Secondo una stima datata 2024, ogni anno in Italia muoiono per via dei fulmini circa 20 persone.
Negli ultimi anni c’è stato un netto incremento delle presenze turistiche in montagna, accompagnato ad una netta sottovalutazione del rischio. Ad esempio, i temporali pomeridiani tra i rilievi sono generalmente accompagnati da frequente attività elettrica ed episodi di grandine anche molto intensi. Questo è proprio quello che è accaduto nel giorno di Ferragosto a Rovere, Rocca di Mezzo (AQ).
Cosa fare in caso di temporale in montagna?
Se ci troviamo nel bel mezzo di un’escursione e ci rendiamo conto che il maltempo sta per arrivare, è necessario scendere di quota e tornare indietro.
Se invece siamo impossibilitati a scendere perché il temporale è ormai alle porte, bisogna allontanarsi dalla vetta. È necessario evitare canaloni, fessure, camini e ripari quali cavità, grotte, grossi massi isolati e alberi.
In definitiva, è sempre necessario tentare di trovare un riparo prima del temporale, tenendo in considerazione il fatto che questo deve essere suggerito dall’intelligenza e dall’intuito di ognuno.
In QUESTO ARTICOLO, i consigli del Soccorso Alpino.
In apertura: fotografia scattata a Rovere, Rocca di Mezzo durante un violento temporale













