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Attualità | 23 giugno 2025 | 19:15

Prati di Tivo: il sit-in di protesta per riaprire gli impianti di risalita sul Gran Sasso teramano. Ancora incerto il futuro dell'area

C’è ancora tanta incertezza per le sorti del Gran Sasso teramano, dove ieri in località Prati di Tivo si è tenuta una manifestazione di protesta vista la situazione che al momento vede bloccati gli impianti di risalita sia in estate che in inverno. Si è presentato anche il gestore degli impianti, che si è reso disponibile ad anticipare i costi delle manutenzioni per favorire la fruizione turistica estiva

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Festival AltraMontagna

C’è ancora tanta incertezza per le sorti del Gran Sasso teramano, dove ieri in località Prati di Tivo si è tenuto un sit-in di protesta inerente alla situazione che al momento vede bloccati gli impianti di risalita sia in estate che in inverno. 

 

Il 6 giugno scorso il tribunale d’appello dell’Aquila ha emanato un’ordinanza di sospensiva della sentenza del 12 maggio 2025, che stabiliva il dissequestro degli impianti di risalita di Prati di Tivo e di Fano Adriano (TE) e la restituzione alla GST e alla provincia di Teramo. L’udienza di merito è inoltre stata fissata per settembre prossimo.

 

Questo provvedimento tuttavia impedisce ai comuni del Gran Sasso Teramano di effettuare una programmazione della stagione estiva. Dai Prati di Tivo, in estate, tanti escursionisti si recano al Rifugio Franchetti a 2433 metri, utilizzando la seggiovia e poi percorrendo un tragitto a piedi prima di arrivare alla meta.

 

Con questo sit-in - ha spiegato il Sindaco di Pietracamela, Antonio Villani - l’obiettivo era quello di tenere acceso un riflettore su questa paradossale vicenda.

 

Si vorrebbe portare il tribunale di merito dell’Aquila a pronunciarsi prima di settembre, in modo tale da salvare la stagione estiva, ma anche per cercare di capire quali saranno le sorti della stagione invernale che di fatto vede gli impianti chiusi da sei anni.

 

Durante il sit-in si è presentato un ospite inaspettato, Marco Finori, il gestore esautorato dalla sentenza del Tribunale che ha affidato la gestione degli impianti alla Provincia e che poi è stato reintegrato dal giudizio della Corte d’Appello che con la sospensiva gli ha restituito gli impianti in attesa della sentenza di settembre. Finori, dal canto suo, ha accusato l’Asbuc ribadendo di avergli richiesto l’uso del suolo e criticandolo di avergli fatto perdere almeno 18 giorni sulla tabella di marcia.

 

Tuttavia senza scendere in ulteriori dettagli burocratici la notizia principale risiede nel fatto che Finori si è reso disponibile ad anticipare tutte le somme della manutenzione degli impianti.

 

Di seguito la sua dichiarazione: “Se l’Asbuc mi rilascia l’uso del suolo, anticipo io le somme per le manutenzioni, basta che riapriamo. Abbiamo perso finora 18 giorni. Se sbloccano subito la situazione, per agosto forse riusciamo a salvare ancora qualche settimana estiva”, conclude il gestore degli impianti.

 

Nelle prossime ore potrebbero esserci ulteriori evoluzioni su questa vicenda.

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