Tragica morte di un 21enne in un laghetto di montagna: ecco perché in quota servono ancora più attenzioni

Fare il bagno in un lago non è come farlo al mare. I rischi aumentano e soprattutto in contesti di grande caldo è sempre meglio osservare valide precauzioni

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Un ragazzo di 21 anni è annegato, negli scorsi giorni, nel Lago di Sinizzo (Aquila), nel comune di San Demetrio Né Vestini. Il bacino presenta una lunghezza di circa 120 metri e una profondità di 10. Un laghetto di montagna apparentemente innocuo, ma che in realtà presenta molte insidie a partire dal suo fondale dove sono presenti molte alghe. Un po' come in tutti i laghi. Nelle acque del lago di Sinizzo, pure essendo di piccole dimensioni, non è la prima volta che si verificano tragedie simili.
COSA E’ SUCCESSO?
Il giovane di origine pakistana Rahmat Hussain si era recato al lago con i suoi amici, dove avevano passato la giornata con un picnic all’aperto. Il ragazzo ha poi deciso di farsi il bagno, sebbene nei dintorni del lago è specificato che vige il divieto di balneazione. Poco dopo essere entrato in acqua i suoi amici lo hanno visto in difficoltà. Nemmeno il tempo di raggiungerlo, che il corpo di Rahmat era sprofondato negli abissi del lago di Sinizzo.
Allertati immediatamente i soccorsi, i Vigili del Fuoco hanno operato nella zona utilizzando i corpi specializzati dei SAF VVF, ma ricorrendo anche a strumentazioni particolari come i droni con termocamera e i sonar. Le operazioni di recupero del corpo sono risultate piuttosto difficoltose, proprio perché le acque dei laghi nei loro fondali hanno le alghe che rendono la visuale torbida. Solo dopo due giorni di ricerche, nella tarda serata di ieri, il corpo del 21enne è stato recuperato.
FARE IL BAGNO AL LAGO NON E’ COME FARE IL BAGNO AL MARE
La stagione estiva è entrata nel vivo e le bollenti temperature spingono i turisti a cercare refrigerio, talvolta anche nei laghetti di montagna. Fare il bagno nel lago tuttavia non è come farlo al mare e presenta delle insidie molto importanti, che in molti casi possono risultare fatali.
La principale differenza rispetto alle acque marine, è dovuta dalla minore galleggiabilità per via di una salinità nettamente inferiore rispetto a quella del mare. Per fare il bagno al lago gli sforzi sono superiori per rimanere a galla, e non sapere nuotare per bene può risultare molto pericoloso.
Le acque dei laghi di montagna sono inoltre più fredde rispetto a quelle del mare, tendono a fare aumentare anche nella calda stagione il rischio di ipotermia, crampi muscolari e spasmi. Fare il bagno dopo aver mangiato è pericoloso anche al mare, ma al lago lo è ancora di più proprio per quanto detto qui sopra. Infine la presenza delle alghe nei fondali rende l’ambiente imprevedibile e pericoloso.
PREVENIRE EVENTUALI PROBLEMATICHE
Per contrastare il freddo o eventuali problematiche legate al galleggiamento si può valutare l’utilizzo di tutine particolari in neoprene. Si consiglia di non effettuare dei tuffi improvvisi dopo avere trascorso, ad esempio, tanto tempo al sole, per evitare possibili shock termici una volta entrati in acqua. Inoltre i fondali complessi del lago possono intrappolare il nuotatore e complicare i soccorsi.













