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Attualità | 17 aprile 2026 | 06:00

"Attenti al lupo: è sconsigliato lasciare le strade". Sulla Via Francigena spuntano cartelli intestati al Comune, ma si tratterebbe di avvisi falsi per tenere lontani pellegrini ed escursionisti

"I cartelli sono stati affissi abusivamente", ci informa la Polizia Locale di Monteriggioni. Si sospetta siano il trucco di un proprietario per allontanare turisti ed escursionisti dai loro campi/pascoli. L'esperto Duccio Berzi suggerisce, dietro al misterioso caso dei cartelli falsi, la presenza di una problematica più concreta: gli attacchi da parte dei cani da pastore

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.

"Si informano i frequentatori di questa zona di fare molta attenzione ai lupi. È sconsigliato abbandonare le strade, sostare e bivaccare".

 

Lungo la Via Francigena, che attraversa l’Italia dal Passo San Bernardo in Val d’Aosta fino a Roma, non è raro incontrare pannelli informativi sui percorsi e luoghi di interesse, dedicati a tutti i pellegrini, escursionisti e turisti che si trovano ad intraprendere qualche tratto del cammino. In uno dei tratti più apprezzati, quello del senese, davanti ai soliti pannelli informativi è comparso però un cartello insolito.

 

Siamo nella zona della Montagnola senese, nel Comune di Monteriggioni. Il cartello in questione altro non è che un foglio A4 contenuto in una busta forata per documenti e applicato con lo scotch. A nome "Regione Toscana – Provincia di Siena", e più sotto "Comune di Monteriggioni". Vi si leggono queste parole:

 

"Si informano i frequentatori di questa zona di fare molta attenzione ai lupi. È sconsigliato abbandonare le strade, sostare e bivaccare. Nel caso di avvistamenti chiamare il n. 0577 563718".

 

Rispetto a come noi la riportiamo, la frase appare piuttosto mal scritta, priva di punteggiatura e con le parole "fare molta attenzione ai lupi" evidenziate a mano. Inoltre, vi è riportato un numero di telefono dal quale, nonostante i ripetuti tentativi, non siamo riusciti a ricevere risposta (sebbene il telefono squillasse). 

Per quanto artigianale, però, il cartello ha portato a qualche risultato concreto. Tanto che la foto è stata postata in un gruppo Facebook di ciclisti, con osservazioni di preoccupazione da parte degli utenti.

 

Incuriositi dall’origine del cartello e insospettiti dallo stile piuttosto frettoloso, ci siamo rivolti al Comune di Monteriggioni, il cui nome campeggia in testa al foglio. Negli uffici del Comune, però, nessuno sembra essere al corrente dell’avviso. Così siamo stati invitati a rivolgerci alla Polizia Locale.

 

Qui, incontriamo la stessa reazione: "Questo ufficio di Polizia Locale non era a conoscenza di quegli avvisi. Sebbene riportino l'intestazione comune di Monteriggioni, Provincia di Siena, Regione Toscana, non ci risulta una simile origine e quella non è carta intestata, sebbene riporti il nome di queste istituzioni".

 

Stando alle testimonianze locali, i lupi sono una presenza conosciuta nella zona della Montagnola senese, dove si trova il cartello, e sarebbero stati avvistati anche nelle vicinanze di abitazioni isolate. Ciononostante non si sarebbero registrati casi di aggressioni o danni agli allevamenti particolarmente gravi di recente, dunque l’allarme non pare trovare giustificazione.

 

La Polizia Locale prometteva allora di proseguire con gli accertamenti. Passato qualche giorno, dopo aver interpellato gli enti competenti in zona, compresi referenti locali dell’Associazione Europea Vie Francigene, la Polizia ci ha ricontattati confermando che "i cartelli sono stati affissi abusivamente".

 

"Si sospetta, ma senza riscontro di prove, - continua l’agente - che qualche proprietario dei boschi o dei terreni limitrofi alla via Francigena abbia in qualche modo messo questi cartelli per impaurire pellegrini ed escursionisti; per evitare che queste persone vadano all'interno della proprietà privata, a calpestare i campi o a bivaccare".

 

Insomma, parrebbe essere lo scherzo di qualche proprietario infastidito dal continuo via vai di turisti e camminatori: non certo una storia nuova. Ciò che però forse non si considera, in simili casi, è l’effetto che questo può avere sulla percezione del lupo, con i quali volenti o nolenti ci troviamo a convivere, creando allarmismi inutili e facendo saltare la possibilità di un dibattito costruttivo sulle forme di tale convivenza.

 

Per approfondire abbiamo interpellato Duccio Berzi, consulente della Regione Toscana per l’attività faunistica e tra i maggiori esperti di lupo nell’Appennino e in Italia. Anch’egli pare condividere l’ipotesi della polizia di Monteriggioni.

 

"È un episodio analogo a quello successo già da diversi anni in più occasioni sul Mugello, in cui certe persone, allevatori che non volevano persone sui loro pascoli, mettevano cartelli simili per fare in modo che le persone non attraversassero e stessero alla larga".

 

È la vecchia storia di "Al lupo! Al lupo!", che certo non è esente da una serie di valori simbolici che questo animale porta con sé. Ciò non toglie che l’esacerbazione di una simile visione non sia sempre priva di riscontro reale: "La provincia di Siena è una delle province che ha il patrimonio zootecnico più importante a livello regionale, ma anche nazionale. Gli attacchi sugli ovini sono all'ordine del giorno, ma questo dagli anni 80, quindi non è una novità".

 

Scatenare inutili allarmi, però, non può che generare un odio ingiustificato per queste specie. "Certi cartelli naturalmente creano allarmismo che è ingiustificato. Chiaro che in quelle zone bisogna avere delle attenzioni particolari, ma per le persone il rischio è assolutamente influente. Noi non abbiamo problemi di questo tipo".

 

Il pericolo per l’uomo, invece, riguarda in misura maggiore i cani da pastore. Si tratta di una questione piuttosto specifica e importante per queste zone, che però non fa che acuire il conflitto tra allevatori locali e turisti.

 

"Lungo la Francigena, siccome ci sono molte zone di pascolo per gli ovini, queste sono spesso sorvegliate da cani da guardiania. Come Regione Toscana abbiamo un sacco di problemi di interazione tra i cani che attaccano i turisti, soprattutto quelli che viaggiano in bicicletta. Alla fine è un continuo di interventi della polizia municipale che vanno a multare il pastore".

 

Proprio come reazione degli allevatori, forse, si potrebbero spiegare episodi come questi. "Secondo me è riconducibile una cosa di questo tipo, cioè le persone dicono ‘non venite perché ci sono lupi’ che almeno risolvono il problema e le persone stanno lontane dal pascolo".

 

Ad ogni modo, precisa Berzi, di certo non c'è bisogno di cartelli come quelli per proteggerci dai lupi (che peraltro si limitano a suggerire di non uscire dal percorso): "La presenza di questi animali non è una minaccia per l’uomo al punto da dover essere condizionati in termini di stili di vita. Nel senso che si può continuare tranquillamente a camminare, andare in bosco, fare le nostre attività, senza la preoccupazione di essere aggrediti".

 

Dopotutto, per quanto intenzionalmente ingannevole, questi cartelli offrono l'occasione di gettare il nostro sguardo su due questioni che sono oggi di stringente attualità: da un lato il peso simbolico e "minaccioso" che continua ad avere il lupo nel nostro immaginario (tanto da utilizzarlo per tenere lontane le persone dalle nostre proprietà); dall’altro, i molteplici conflitti cui è esposto il settore agropastorale al giorno d’oggi, che spesso non ha le risorse per fare fronte alle esigenze di tempi radicalmente mutati.

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