Contenuto sponsorizzato
Attualità | 14 aprile 2026 | 12:04

Divelte le assi del pavimento del rifugio per accendere un falò: "Rischio altissimo di mandare a fuoco l'edificio: complimenti alle persone che danneggiano strutture fatte per accogliere in caso di difficoltà"

È successo al Rifugio Alpino Giacomo di Brazzà, a 1660 metri sopra l’Altopiano del Montasio, in Friuli Venezia Giulia. A dare la notizia, riportando le foto dei danni, è la pagina Facebook del Rifugio, che manifesta tutto il rammarico di chi vive e lavora in quel luogo e lo sente come casa propria. Tra i commenti l'immediato sostegno alla gestrice della struttura e indignazione per questo ennesimo atto di vandalismo

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.

"E come ogni anno, passato l’inverno, troviamo una spiacevole sorpresa che ci porta molta amarezza. Ecco le foto della bella novità".

 

Sebbene ancora non si possa definire una dinamica sistemica, è sempre più frequente la notizia di comportamenti scorretti in alta quota, che vanno talvolta a danneggiare le strutture e i sentieri, mettendo in pericolo anche la sicurezza di altre persone. Forse veicolati dall'idea che la montagna sia un luogo franco e privo di regole, nel quale ognuno può agire in completa libertà e spensieratezza, questi comportamenti sono la naturale conseguenza di un'idea impropria e individualista della montagna, che rischia di andare a discapito di tutti.

 

L'ultimo di questi episodi si è verificato al Rifugio Alpino Giacomo di Brazzà, a 1660 metri sopra l’Altopiano del Montasio, e raggiungibile da Sella Nevea, nel Comune di Chiusaforte in Friuli Venezia Giulia.

 

Stando al post Facebook del rifugio, raggiunta la struttura dopo la chiusura di gennaio, la rifugista si sarebbe trovata di fronte alle tracce di un falò. I vandali, secondo la ricostruzione del post, avrebbero divelto le assi del pavimento della parte dedicata al ricovero invernale, per poi accendervi un fuoco. In questo modo, oltre a danneggiare la struttura, il loro comportamento avrebbe rischiato di scatenare un incendio capace di coinvolgere l'intera struttura.

La notizia, come c'era da aspettarsi, ha scatenato l'indignazione tra i commenti social. Tra questi, alcuni sottolineano il fatto che il percorso che scende dal rifugio sarebbe piuttosto semplice e percorribile nel giro di un'ora, ragion per cui - secondo i commentatori - non vi sarebbe motivo di allestire un riparo di emergenza in quella zona.

 

Di seguito il post del Rifugio Alpino G. di Brazzà:

 

E come ogni anno, passato l’inverno, troviamo una spiacevole sorpresa che ci porta molta amarezza.

Ecco le foto della bella novità.

Certo, è normale fare un bel fuoco fuori dal ricovero invernale togliendo il pavimento, con un rischio altissimo di mandare a fuoco il rifugio.

Complimenti, come sempre, alle persone che danneggiano le strutture di proprietà altrui…strutture che sono fatte per accogliere chi ha bisogno in caso di difficoltà. Tanto paga sempre pantalone e ci rimette chi si fa il mazzo per portare avanti queste attività.

Agli imbecilli che hanno fatto questo porgo i miei migliori complimenti e auguro che qualcuno faccia lo stesso fuori da casa loro… perché il rifugio per noi è UNA CASA a tutti gli effetti.

SOSTIENICI CON
UNA DONAZIONE
Contenuto sponsorizzato
recenti
Cultura
| 24 giugno | 06:00
"Tutto è partito da un'immagine, quella di mio nonno che tagliava il fieno con la falce". Da qui si sviluppa il [...]
Attualità
| 23 giugno | 19:00
La sperimentazione avviata nel 2025 ha ottenuto gli esiti sperati, ragion per cui verrà riproposta per la stagione [...]
Ambiente
| 23 giugno | 18:00
Pascolo libero o pascolo guidato? Quali sono le ricadute sulla salute dei pascoli e degli animali? Gli animali da [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato