Il Vallone delle Cime Bianche insegna ad accontentarsi di una tecnologia antica, ma sempre più preziosa: gli scarponi

Quasi 300 persone si sono radunate per la sesta edizione della "Salita per il Vallone", con l'obiettivo di dire no a un nuovo impianto di risalita in una valle ancora libera da infrastrutture

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Si conferma molto sentito l'interesse per il Vallone delle Cime Bianche, solco laterale della Val d'Ayas (Valle d'Aosta) ancora libero da impianti di risalita.
Oggi quasi 300 persone si sono radunate per la sesta edizione della "Salita per il Vallone", una processione laica per dire no a un nuovo impianto di risalita in una valle priva di infrastrutture e ricca di peculiarità naturalistiche e culturali.
Il rischio è infatti quello che pure in questa valle venga realizzato un nuovo impianto di risalita, con l'obiettivo di collegare il comprensorio del Cervino a quello del Monte Rosa per dare vita a un imponente distretto sciistico.
"Ne sentiamo proprio la necessità?", si chiedono in molti, "non è sufficiente il patrimonio sciistico già esistente sulle Alpi (italiane e non), tutt'altro che indifferente?"
Così, alle 08:30 di questa mattina, il gruppo si è riunito a Saint Jacques per risalire il Vallone, in quel sano clima che porta al dialogo e alla condivisione di pareri/idee.
È sufficiente camminare una mattina tra i suggestivi pendii che incorniciano questa imponente valle per accorgersi che non abbiamo bisogno di aggiungere un'infrastruttura per aumentarne la carica attrattiva. Al contrario, è già affascinante così e, sembrano suggerirci le Cime Bianche, a volte sarebbe bello sapersi accontentare di una tecnologia antica, ma sempre più preziosa: gli scarponi.












