"Per i territori montani nessun investimento aggiuntivo, eppure forniscono acqua, energia e servizi ecosistemici a tutto il Paese: il parlamento modifichi la manovra"

Marco Bussone (presidente nazionale di Uncem): "Occorre sostenere i servizi essenziali, la sanità territoriale, le scuole, i trasporti, le infrastrutture digitali, la gestione forestale, le Green Communities e le filiere produttive. Non sono capitoli separati. Sono le condizioni per garantire il diritto a vivere e lavorare nei territori montani"

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
"Pochissime nuove risorse per gli Enti locali, nessun incremento del Fondo per lo sviluppo delle montagne italiane, nessuna risposta strutturale alle necessità dei Comuni montani e delle aggregazioni sovracomunali".
Non usa mezze misure Marco Bussone, presidente nazionale di Uncem, per descrivere il quadro che emerge dall'analisi condotta dall'associazione sul disegno di Legge di Bilancio 2027, ora all'esame del Parlamento.
"La manovra - si legge - contiene alcuni interventi circoscritti. Sono previsti 200 milioni di euro nel 2027 per il Fondo per l'assistenza ai minori, 45 milioni annui dal 2027 per le assunzioni nella polizia locale, 200 milioni nel 2028 e altrettanti nel 2029 per gli enti in difficoltà finanziaria. Vengono inoltre introdotte modifiche alla gestione degli avanzi di amministrazione e alle modalità del concorso degli enti territoriali alla finanza pubblica. Misure che Uncem considera utili, ma del tutto insufficienti rispetto alle necessità dei Comuni. Manca soprattutto un rafforzamento delle risorse per gli investimenti territoriali, per la gestione associata delle funzioni, per il personale dei piccoli Comuni, per i servizi pubblici locali e per la capacità amministrativa degli enti".
"La legge di Bilancio non può occuparsi dei Comuni soltanto quando sono in difficoltà finanziaria - precisa Bussone -. Deve mettere tutti gli Enti locali nelle condizioni di investire, programmare, gestire servizi e costruire sviluppo. I Comuni non chiedono interventi straordinari una tantum. Chiedono certezze, risorse stabili, strumenti per lavorare insieme. Senza enti locali forti non c'è una politica nazionale capace di affrontare le trasformazioni demografiche, climatiche ed economiche del Paese".
Particolarmente grave secondo l'organizzazione è l'assenza di un incremento del Fondo per lo sviluppo delle montagne italiane (Fosmit), che dispone di una dotazione di riferimento di circa 200 milioni di euro annui. Uncem e Regioni hanno chiesto con forza un aumento delle risorse per dare concreta attuazione alle politiche per la montagna. Nel disegno di legge non emerge alcuna risposta a questa richiesta.
Uncem evidenzia inoltre la necessità di rafforzare le Unioni montane e le Comunità montane, sostenendo concretamente l'esercizio associato delle funzioni comunali. Una priorità che riguarda migliaia di amministrazioni, alle quali vengono richiesti nuovi adempimenti e maggiori capacità progettuali senza un corrispondente rafforzamento di personale e risorse. La conclusione del Pnrr rende ancora più urgente una politica nazionale degli investimenti territoriali. Non è sufficiente finanziare nuove opere se poi i Comuni non dispongono delle risorse necessarie per gestirle, mantenerle e garantire continuità ai servizi.
"Chiediamo al Parlamento di modificare la manovra, aumentando il Fondo per lo sviluppo delle montagne, rafforzando i trasferimenti per gli investimenti e prevedendo strumenti specifici per i piccoli Comuni e per le Unioni montane. Occorre sostenere i servizi essenziali, la sanità territoriale, le scuole, i trasporti, le infrastrutture digitali, la gestione forestale, le Green Communities e le filiere produttive. Non sono capitoli separati. Sono le condizioni per garantire il diritto a vivere e lavorare nei territori montani", precisa Bussone.
"Le risorse destinate alla montagna non sono una spesa aggiuntiva da concedere quando avanzano fondi. Sono un investimento nazionale. Le aree montane garantiscono acqua, energia, foreste, biodiversità e servizi ecosistemici a tutto il Paese. È necessario che questo valore sia riconosciuto anche nelle scelte di bilancio dello Stato. Non chiediamo assistenza alla montagna. Chiediamo una politica nazionale che riconosca il ruolo dei territori e dia ai Comuni gli strumenti per esercitarlo", conclude la nota.












