Salire le quattro vette più alte del Friuli Venezia Giulia spostandosi solo a piedi o in bicicletta: 245 chilometri, 8650 metri di dislivello positivo e un intento solidale

Il primo agosto Marco Del Missier intende raggiungere le quattro vette più alte del Friuli Venezia Giulia, solo con le proprie forze, concatenando in giornata le quattro vie normali che conducono a Cima dei Preti, Jôf di Montasio, Creta delle Chianevate e Monte Coglians. Oltre all'opportunità per dimostrare che la montagna può essere una passione da vivere con grande rispetto, l'iniziativa è l’occasione per raccogliere fondi per l'Associazione Luca che supporta le famiglie con bambini oncologici

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Serviranno solo muscoli, fiato e determinazione a Marco Del Missier il primo agosto. L’obiettivo è salire, in giornata, le quattro montagne più alte del Friuli Venezia Giulia, solo con le proprie forze. Quindi, in sequenza, Cima dei Preti (2706 metri), Jôf di Montasio (2754 metri), Creta delle Chianevate (2769 metri) e Monte Coglians (2780 metri). Una concatenazione delle quattro vie normali con avvicinamento in bicicletta per un totale di 245 chilometri e 8650 metri di dislivello positivo.
Marco è carnico, ha 43 anni, un lavoro da artigiano, l’impegno come allenatore del team giovanile di sci alpinismo friulano-giuliano e un’immensa passione per lo sport. Nel ciclocross ha vinto 5 titoli italiani di categoria, nello sci alpinismo, tra i master, un oro e un bronzo mondiali. "Quest’inverno ho iniziato ad allenare, ho avuto poco tempo per le gare, così ho pensato a questa sfida. Mi piace mettermi alla prova, cercare sempre di raggiungere i miei limiti", racconta. Ma la sua sfida è anche altro. È l’occasione per raccogliere fondi per l’Associazione Luca (www.associazioneluca.it), che supporta le famiglie con bambini oncologici. Ed è un’opportunità per dimostrare che la montagna può essere una passione da vivere con grande rispetto, sposandosi solo con le proprie forze, senza inquinare.
"Avevo pensato questa sfida come l’ascesa alle montagne friulane sopra i 2700 metri e immaginavo Coglians, Montasio e Chianevate, finché, facendo un po’ di ricerca, mi sono reso conto che sopra i 2700 metri c’era anche la Cima dei Preti", spiega Del Missier. E sarà proprio la Cima dei Preti la vetta più impegnativa: "Sono circa 2000 metri di dislivello, con un canalino di secondo grado, non attrezzato", aggiunge.

Sarà la prima ascesa, Marco inizierà a salirla verso le 3 del mattino. "Lì, come a Montasio, avrò l’aiuto del Soccorso Alpino e Speleologico del Friuli Venezia Giulia", aggiunge. "Sono colleghi e amici, hanno voluto supportarmi, e, per sicurezza, metteranno delle corde fisse in alcuni tratti più esposti. Saranno utili soprattutto per la discesa", spiega. Dopo la discesa Marco troverà ad attenderlo la sua bici. Un veloce cambio di assetto, supportato dalla sua compagna, Elisa Scarsini, e inizierà a pedalare verso i Piani di Montasio. Da lì partirà verso il Montasio, 1500 metri di dislivello con alcuni tratti attrezzati. "Anche qui ci sarà qualcuno del Soccorso Alpino a darmi una mano, soprattutto per la Scala Pipan e per mantenere alta la sicurezza nei tratti dove c’è più possibilità di scaricare sassi", spiega. Rientrato, sempre lungo la Via Normale, Del Missier salirà di nuovo in bici per raggiungere il passo Monte Croce Carnico, in vista dell’Austria. "Qui salirò in quota per affrontare prima la Creta della Chianevate e poi raggiungendo il rifugio Marinelli salirò sul Coglians", afferma con entusiasmo.
Alla campana del Coglians l’impresa sarà conclusa. "Potrei farcela in 16 ore, ma tanto dipende soprattutto dalle discese dalle cime. Se ci sarà gente in quota, se ci saranno tratti umidi o scivolosi ovviamente rallenterò. Voglio che sia una giornata di festa, non devo battere record, la sicurezza sarà fondamentale. E se ci sarà pioggia sposteremo tutto al sabato successivo ", commenta. "Per quanto riguarda i 215 chilometri in bici sono super tranquillo. Conosco salite e discese a memoria, ho percorso quelle strade decine di volte, vado davvero sul sicuro. Sono nato in bici, pedalo da sempre, non posso essere preoccupato", aggiunge Del Missier.












