Dopo la frana, camion e rimorchi non possono raggiungere l'azienda agricola. Si riparte dall'ospitalità, "in attesa di poter tornare quanto prima alla nostra attività a pieno regime"

"Siamo ancora qua". Ci vuole una canzone di Vasco Rossi per raccontare, con ironia e ostinazione, come non gettare la spugna e continuare a credere nella rinascita. A Boccassuolo, Appennino modenese, La Lissandra riparte dall'ospitalità, con l'alloggio prenotabile direttamente o tramite Booking

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
"Siamo ancora qua". Gioca, via social, con il refrain della celebre Eh già di Vasco Rossi. E lo fa con quell’ironia che, per chi conosce la sua incredibile, a tratti tragica, vicenda, aiuta a esorcizzare una situazione che avrebbe fiaccato chiunque.
Ma per Giulio Guigli, titolare de La Lissandra - l’azienda agricola di Boccassuolo messa in ginocchio dalla frana del monte Cantiere sull’Appennino modenese - quel ritornello è un modo per dire che esiste ancora, nonostante tutto.
Nonostante la perdita dell’attività principale, nonostante un lavoro nuovo come camionista, nonostante una burocrazia che ha rallentato ogni tentativo di ripartenza.
Della vicenda, come chi segue L'Altramontagna sa, ce ne siamo occupati in modo approfondito (prima qui, e poi qui). Siamo andati sul posto nella primavera del 2025, quando la frana, riattivatasi a inizio aprile e arrivata a smuovere circa 3,5 milioni di metri cubi di terra e fango, aveva diviso in due la frazione di Boccassuolo, isolato dodici case, tolto l’acqua potabile a trentacinque abitazioni e distrutto tre residenze.
Abbiamo documentato quello che abbiamo visto con i nostri occhi e raccolto, allora come oggi, abbiamo raccolto la testimonianza di Guigli. E proprio per questo sappiamo misurare cosa significhi, per lui e per la sua famiglia, il bilancio provvisorio abbozzato in questi giorni.
"Via Lissandra, l'accesso principale, l'unico in grado di reggere camion e rimorchi agricoli, non è ancora percorribile. Senza quel tratto, le condizioni attuali della viabilità non consentono di ripartire con l'allevamento e con la produzione di formaggio, le due attività che, prima della frana, costituivano il cuore della mia impresa", ci spiega.
La strada alternativa invece è stata asfaltata e messa in sicurezza. Ed è su questo varco che Guigli ha ricostruito il minimo indispensabile.

"Ripartiamo dall’ospitalità. L’alloggio è prenotabile direttamente o tramite Booking e ad agosto abbiamo in programma alcune serate con i nostri aperitivi agricoli. È una riconversione provvisoria, lo sappiamo bene, per ora è quello che possiamo fare. Ma restiamo qui, in attesa di poter tornare quanto prima alla nostra attività a pieno regime".
"Siamo ancora qua". E noi con voi, cara famiglia Guigli.












