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Attualità | 16 marzo 2026 | 13:45

"Spiace ci sia chi pensa che l'alternativa agli skilift sia immergere i nostri bambini in una vasca piena di cloro". Marco Albino Ferrari replica alle affermazioni di Valeria Ghezzi, presidente Anef

"Valeria Ghezzi si riferisce all'ultimo report di Legambiente Nevediversa presentato la settimana scorsa a Milano in una tavola rotonda (che ho moderato) con esperti del settore, economisti, politici di tutti gli schieramenti; anche lei era invitata, ma all'ultimo ha declinato". Ferrari commenta le dichiarazioni della presidente dell'Associazione Nazionale Esercenti Funiviari: "No, signora Ghezzi, per avere 'il cielo aperto' sopra di noi non occorre comprare uno skipass, non occorre potenziare cannoni, posare tubi e ampliare bacini idrici chiedendo soldi allo Stato. Basta imboccare un sentiero o salire un pendio innevato"

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Festival AltraMontagna

"Legambiente preferisce chiudere i bambini in una piscina in città in una vasca piena di cloro, piuttosto che vederli in una palestra a cielo aperto?". Valeria Ghezzi, presidente ANEF, Associazione Nazionale Esercenti Funiviari, ha criticato l'ottavo report di Legambiente Nevediversavolto a tracciare una panoramica sull'attuale stato del turismo invernale. Alle parole di Ghezzi ha replicato lo scrittore, nonché membro del comitato scientifico de L'AltramontagnaMarco Albino Ferrari provando a sviluppare una riflessione indirizzata a superare la logica dello skipass come unica alternativa.

 

La replica di Marco Albino Ferrari

 

"È sempre la solita solfa: Legambiente fa copia e incolla dei suoi report negli anni". Così dichiara in un’intervista oggi su L’Adige Valeria Ghezzi, presidente ANEF, Associazione Nazionale Esercenti Funiviari. "Legambiente preferisce chiudere i bambini in una piscina in città in una vasca piena di cloro, piuttosto che vederli in una palestra a cielo aperto?". E ancora: "Legambiente si limita a condannare tout court, con valutazioni sulle quali mi permetto di dubitare".

 

Valeria Ghezzi si riferisce all’ultimo report di Legambiente Nevediversa presentato la settimana scorsa a Milano in una tavola rotonda (che ho moderato) con esperti del settore, economisti, politici di tutti gli schieramenti; anche lei era invitata, ma all’ultimo ha declinato.

 

L’ottavo report Nevediversa è uno studio accuratissimo di 363 pagine. Censisce tutti gli impianti agonizzanti per mancanza di neve o perché vinti dalla concorrenza dei grandi comprensori (quest’ultimi in effetti vanno a gonfie vele, ma sono in pochi). Legambiente, e con lei il sottoscritto, sostiene che prima di affrontare valutazioni e analisi, è opportuno partire dal dato di realtà, e dunque dai numeri verificati. Eccoli: 273 impianti sono stati dismessi, 106 sono chiusi temporaneamente, 98 alternano aperture a chiusure, mentre 231 sopravvivono in un vero e proprio "accanimento terapeutico" grazie al denaro pubblico.

 

Spiace vedere una signora distinta e garbata, rappresentante della borghesia produttiva del nostro Paese, ridursi a sostenere che l’alternativa agli skilift è immergere i nostri bambini in una vasca piena di cloro. No, signora Ghezzi, per avere "il cielo aperto" sopra di noi non occorre comprare uno skipass, non occorre potenziare cannoni, posare tubi e ampliare bacini idrici chiedendo soldi allo Stato. Basta imboccare un sentiero o salire un pendio innevato.

 

Per non immergere i nostri bambini in una vasca piena di cloro basta avere un po’ di fantasia, come si è visto durante la chiusura forzata degli impianti per il covid, quando comprare un paio di ciaspole era un’impresa. No, signora Ghezzi, copia e incolla non lo fa Legambiente, ma chi non riesce a vedere alternative a ciò che si è fatto fino ad ora.

 

 

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