Fauner, escluso dai tedofori olimpici perché vicesindaco di Sappada, replica: "È stato scelto un consigliere comunale di Siracusa. Per lui la regola non vale e per me sì?"

"Io non ho parlato solo a nome mio. Mi sono fatto portavoce di almeno 15 atleti che hanno vinto una medaglia olimpica negli sport invernali, campioni che hanno scritto la storia dello sport italiano e che oggi si sentono messi da parte". Fauner oggi interviene nuovamente per chiarire: "Se la Fondazione avesse semplicemente ammesso l’errore e chiesto scusa per una gestione sbagliata, i toni sarebbero stati diversi. Ma cercare scusanti infondate, dopo una debacle evidente, non è accettabile"

Non è una questione personale, ma una battaglia per difendere un pezzo importante della storia sportiva italiana. Silvio Fauner, leggenda dello sci di fondo e oggi vicesindaco di Sappada, torna ad esporsi sulla polemica che lo vede escluso dal ruolo di tedoforo per i prossimi Giochi Olimpici di Milano-Cortina 2026. Una riflessione nata sulle pagine de La Gazzetta dello Sport e proseguita sui social, che punta il dito contro le scelte effettuate dall'organizzazione per sollevare una dinamica più generale.
"Il mio non è uno sfogo personale ma è un atto dovuto per rispetto delle medaglie olimpiche della storia del fondo italiano, per chi ha dato tutto a questo sport e per chi ama davvero gli sport invernali. Ho espresso un pensiero che nasce da un sentimento profondo, non da polemica né da protagonismo", aveva affermato ieri l'ex campione.
La Fondazione Milano Cortina, che gestisce le scelte con Coca Cola e Eni (tra i tedofori si sono visti finora molti nomi del mondo dello spettacolo) ha replicato così: "È importante ricordare che, pur nel massimo rispetto della sua straordinaria storia sportiva, Fauner non è stato invitato a prendere parte alla staffetta in quanto attualmente ricopre una carica politica (vice sindaco del Comune di Sappada): una condizione che rientra tra i requisiti preliminari di esclusione previsti e perfettamente specificati sul regolamento pubblicato sul sito di Milano Cortina 2026) (QUI L'ARTICOLO).
Fauner oggi ha pubblicato un nuovo post nel quale chiarisce che la sua non è una ricerca di protagonismo o uno sfogo individuale. Al contrario, l'ex campione intende farsi portavoce di un malessere diffuso.
"A questo punto è doveroso chiarire. Io non ho parlato solo a nome mio. Mi sono fatto portavoce di almeno 15 atleti che hanno vinto una medaglia olimpica negli sport invernali, campioni che hanno scritto la storia dello sport italiano e che oggi si sentono messi da parte - afferma l'atleta -. "La Fondazione Milano Cortina ha cercato di giustificare questa esclusione sostenendo che non sarei stato chiamato perché "politico". Parliamo dei fatti: sono vicesindaco con una lista civica di un paese di 1300 abitanti, Sappada. Una carica amministrativa locale che nulla ha a che vedere con la politica nazionale o con logiche di rappresentanza istituzionale. E soprattutto: questa motivazione non riguarda gli altri campioni olimpici esclusi, che non hanno alcun ruolo politico".
"Ancora più grave: tra i tedofori è stato scelto un consigliere comunale di Siracusa (Ivan Scimonelli) - fa notare Fauner -. Quindi mi chiedo: per lui la regola non vale e per me sì?"
"Anche ammettendo, per assurdo, che una carica amministrativa locale fosse considerata incompatibile con il ruolo di tedoforo, i campioni olimpici avrebbero potuto e dovuto essere coinvolti come Ambassador delle Olimpiadi, promotori dei loro valori e delle discipline invernali, soprattutto attraverso iniziative nelle scuole e progetti dedicati. Se la Fondazione avesse semplicemente ammesso l’errore e chiesto scusa per una gestione sbagliata, i toni sarebbero stati diversi. Ma cercare scusanti infondate, dopo una debacle evidente, non è accettabile".
"Perché qui non c’è solo il danno. C’è anche la beffa. Le Olimpiadi meritano rispetto. E il rispetto passa anche dal saper riconoscere quando si sbaglia".
Nel pubblicare il post, Silvio Fauner ha scelto una foto che lo vede ritratto "con l'amico Pietro Piller Cottrer, anche lui snobbato dalla Fondazione Milano Cortina".
Come rifletteva Pietro Lacasella in questo editoriale, "in alcuni casi, come questo, portare la fiamma olimpica non dovrebbe essere una concessione, ma un diritto acquisito". Le regole sono regole ma se il meccanismo che dovrebbe individuare le persone degne di portare la fiaccola (simbolo dei Giochi) arriva a premiare personaggi dello show business e a escludere i volti più emblematici del cosiddetto spirito olimpico e dello sport internazionale, si può capire come anche tra il grande pubblico possa serpeggiare una certa perplessità.

Le Olimpiadi invernali Milano-Cortina raccontate da L'Altramontagna














