Da territorio di transizione a destinazione turistica: dove un tempo gli sciatori passavano solo per raggiungere gli impianti, oggi qualcuno inizia a fermarsi

Quello del Pinerolese, con le sue valli Pellice, Germanasca e Chisone, è un territorio montano che per più di 60 anni è stato attraversato dal turismo dell’industria dello sci d’alta quota senza riuscire mai, o raramente, ad intercettarlo. Tutti in pista, nel caso del Pinerolese, al Colle di Sestriere, lungo le discese della Via Lattea, fermandosi raramente nei luoghi lungo la strada di risalita della valle. Oggi però qualcosa sta cambiando

Il Consorzio turistico Pinerolese e Valli, giovane realtà con oltre 80 soci impegnata nell’organizzazione, promozione e sviluppo dell’offerta di turismo sostenibile dell’area, ha ricevuto la bandiera verde 2025 da Legambiente Alpi per “la capacità di costruire una rete efficace tra operatori pubblici e privati, con l’obiettivo di valorizzare il territorio del Pinerolese”.
Con buona pace di chi pensa che se si lascia la pianificazione turistica del territorio a “una manica di albergatori” poi va tutto a rotoli. In realtà gli imprenditori locali, almeno nel caso del Pinerolese, sanno molto bene come muoversi, per il bene delle loro attività commerciali, certo, ma anche per quell’impegno alla gestione comune delle sorti di un territorio che amano, in cui vivono, che li accomuna e li spinge a condividere le sfide all’interno di un consorzio stesso.
Un territorio montano, quello del Pinerolese, con le sue valli Pellice, Germanasca e Chisone, che per più di 60 anni è stato attraversato dal turismo dell’industria dello sci d’alta quota senza riuscire mai, o raramente, ad intercettarlo. Tutti in pista, nel caso del Pinerolese, al Colle di Sestriere, lungo le discese della Via Lattea, fermandosi raramente nei luoghi lungo la strada di risalita della valle. Oggi però qualcosa sta cambiando, qualcuno comincia a fermarsi, lascia a casa gli sci e si ferma lungo la strada ad ammirare il contesto naturale, storico e culturale che attraversa, altri addirittura si avventurano per le strade laterali, secondarie, in cerca di produzioni locali di qualità come formaggi, salumi, vino. Si tratta di una nuova forma di turismo che possiamo definire dolce, una frequentazione attenta che rifugge i grandi numeri e la standardizzazione alla ricerca delle peculiarità locali. Un’opportunità da cogliere per fare fronte alla contemporanea crisi del turismo di massa legato allo sci da discesa che, purtroppo, avanza inesorabile a causa del cambiamento climatico.
Nel Pinerolese, come nel resto d’Italia, il prodotto-neve e la stagione invernale, da sempre colonna portante dell’intera offerta turistica montana, resta valido, ma con la penuria di neve causata dal diradamento delle precipitazioni e dall’innalzamento delle temperature e l’aumento dei costi non è più in grado, da sola, di “fare i numeri” di prima e sostenere le economie delle comunità locali. In suo aiuto arriva quindi questa rinnovata cultura turistica più attenta ai valori endogeni della montagna, destagionalizzata, e soprattutto con un’attenzione particolare alle opportunità turistiche offerte dal periodo estivo, che nei numeri in montagna supera ormai quello invernale.
Il Pinerolese d'altronde, come tutti i sistemi montani, ha le sue peculiarità uniche, che vanno dal Forte di Fenestrelle, che con i suoi cinque chilometri di mura è la più grande struttura fortificata d'Europa e la più estesa dopo la Muraglia cinese; Scopriminiera, museo sotterraneo che racconta del passato e presente minerario; i percorsi sulle tracce di Lidia Poet, la prima avvocata d’Italia nata e cresciuta proprio nel Pinerolese; e poi ancora i luoghi della cultura valdese, le dimore storiche della pianura, la scuola di cavalleria di Pinerolo, il vino eroico Ramie, con i suoi terrazzamenti sopra Pomaretto e Perosa Argentina, il formaggio Plaisentif, con la sua fiera che ogni anno richiama migliaia di persone da tutto il mondo. Insomma un territorio pieno di tesori, un’offerta territoriale che oggi però va pensata, organizzata e coordinata.
Questa è la sfida attuale del Consorzio turistico Pinerolese e valli, che grazie ad un lavoro di coinvolgimento di tutti gli attori locali, a partire dagli elù, come dicono in Francia, riuniti e ben 2 unioni montane, passando per l’associazionismo locale, spesso iscritto come socio al Consorzio stesso, cerca di fare squadra e mettere in campo progetti di sviluppo territoriale condivisi per affrontare le sfide del prossimo futuro: rendere il Pinerolese una destinazione turistica riconoscibile, mettere il sistema turistico a servizio della comunità, destagionalizzare i flussi e contrastare lo spopolamento delle valli.
Pronti, via. Gli operatori del consorzio sono oggi impegnati alla gestione di un coordinamento periodico tra attori sociali, alla realizzazione di un calendario programmatico comune e condiviso degli eventi del territorio, a proporre occasioni di formazione comuni agli operatori locali, a lavorare a un’immagine grafica condivisa tra gli operatori. Insomma a mettere in campo tutte quelle strategie comuni finalizzate a far pensare all’ospite che si avventura nel Pinerolese di essere capitato in una realtà organizzata e riconoscibile.
Esempi concreti? Partiamo dal progetto de “Le Strade dei forti” che il Consorzio porta vanti dal 2023, un cammino a tappe che unisce le tre valli nato dall’idea di valorizzare il paesaggio fortificato del Pinerolese: 224 km in 14 tappe da Villafranca a Bobbio Pellice passando per le valli Chisone, Germanasca e Pellice. Un progetto che il Consorzio sta portando in tournée presso tutte le amministrazioni comunale toccate dal percorso, in modo che sindaci e giunte possano coinvolgere direttamente non solo le strutture di ricezione e ristorazione, ma anche residenti, associazioni locali e commercianti di prossimità, fino al farmacista che deve farsi carico delle vesciche dell’escursionista che arriva in Paese, pensando al cammino come ad un bene comune da tutelare e promuovere a sevizio dell’intera comunità.
Poi c’è Upslowtour, un sistema di infrastrutturazione, manutenzione e promozione del territorio attraverso itinerari ciclistici che a partire dal 2021 ha permesso al Pinerolese di diventare interessante per gli appassionati della bicicletta. O ancora il progetto delle Delizie del Dahu, che dal 2023 lavora alla valorizzazione dei prodotti enogastronomici locali coinvolgendo i piccoli produttori impegnati nella promozione e valorizzazione dei loro prodotti di montagna.

Ricapitolando, oltre 80 realtà locali tra imprese e associazioni del territorio riunite in un consorzio privato si sono sedute a un tavolo con le amministrazioni locali, rappresentate dalla due unioni montane, quella del Pinerolese (cui afferiscono i comuni montani di Angrogna, Bibiana, Bobbio Pellice, Bricherasio, Luserna San Giovanni, Lusernetta, Prarostino, Roletto, Rorà, San Pietro Val Lemina, San Secondo di Pinerolo, Torre Pellice, Villar Pellice) e quella delle Valli Chisone e Germanasca (cui afferiscono i comuni montani di Fenestrelle, Inverso Pinasca, Massello, Perosa Argentina, Perrero, Pinasca, Pomaretto, Porte, Prali, Pramollo, Roure, Salza di Pinerolo, San Germano Chisone, Villar Perosa), con l’obiettivo condiviso di favorire un turismo dolce, che valorizzi il territorio ponendo al centro la comunità e la questione ambientale come bene comune da tutelare e valorizzare a servizio della comunità.
Non un turismo monoculturale e fine a sé stesso ma un’attività il più possibile professionale e organizzata a servizio delle comunità di montagna che possa affiancare tutti i settori economici esistenti, dalle attività industriali e artigianali, a quelle agricole e della trasformazione, a quelle culturali ecc. Inaugurando l’inizio di una nova era nella gestione e fruizione del turismo di montagna.
Info: www.turismopinerolese.it, https://lestradedeiforti.it/, www.upslowtour.it, www.deliziedeldahu.it

Siamo ancora abituati a pensare alla montagna come luogo di svago delle città e della pianura che, bontà loro, sostengono le economie d’alta quota attraverso il turismo di massa e la frequentazione. Ma così non è più, si sbagliano e di grosso giornali e riviste, e noi de L’Altramontagna vogliamo raccontarvelo per primi, dando il via ad una vera e propria contro-narrazione che si appoggia sull’approfondimento dei tanti esempi emblematici presenti nei Dossier delle Bandiere Verdi di Legambiente. Una rubrica a cura di Maurizio Dematteis














