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Cultura | 16 dicembre 2025 | 20:00

Dalla scoperta dell’abisso del Laresot in Brenta, alla proliferazione dei cammini in Trentino. Dopo 94 anni rinasce l’annuario della Sat: la storica pubblicazione che racconta la montagna trentina

La pubblicazione ritorna nelle case dei soci e presto in libreria. Dal 1931 aveva ceduto il passo al Bollettino, oggi rinnova una tradizione che ha radici nella prima pubblicazione scientifica a cadenza periodica del Trentino, del primo gennaio 1874. "L'Annuario è stato per decenni una finestra sulle nostre terre alte e sulle loro tensioni culturali. Riprenderne il filo oggi significa riconoscere che abbiamo ancora bisogno di un luogo dove il pensiero possa rallentare, approfondire, raccontare"

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Festival AltraMontagna

L'Annuario Sat ritorna nelle case dei soci e presto in libreria, dopo 94 anni nei quali aveva ceduto il passo al Bollettino, rinnovando una tradizione che ha radici nella prima pubblicazione scientifica a cadenza periodica del Trentino, il primo gennaio 1874. Il volume, curato da Leonardo Bizzaro, Rodolfo Taiani e Bruno Zanon, raccoglie contributi di autori e studiosi della montagna e segna una nuova fase del percorso editoriale dell'associazione.

 

A partire dal titolo, "Sentieri", emerge la riflessione con cui il presidente della Società Alpinisti Tridentini, Cristian Ferrari, ha aperto la conferenza: "Il percorso della Sat, come un sentiero, ci ricorda da dove veniamo e segna la traccia verso dove vogliamo andare".

 

Ecco perché la scelta della carta. In anni in cui tutto passa attraverso web e social, in cui la comunicazione online è sempre più satura di informazioni, conservare traccia del pensiero tramite una pubblicazione cartacea significa lasciare un segno a chi viene dopo.

 

Leonardo Bizzaro, curatore della nuova edizione insieme a Rodolfo Taiani e Bruno Zanon, così introduce il ritorno di questa storica pubblicazione: "L'Annuario è stato per decenni una finestra sulla montagna trentina e sulle sue tensioni culturali. Riprenderne il filo oggi significa riconoscere che abbiamo ancora bisogno di un luogo dove il pensiero possa rallentare, approfondire, raccontare. Per questo primo numero, abbiamo voluto radunare firme diverse, competenze molteplici e sguardi non solo locali, affinché diventi un punto di riferimento per chiunque cerchi una lettura ampia, critica e appassionata del mondo della montagna."

 

La presentazione della pubblicazione ha avuto luogo in un incontro molto partecipato presso la Casa della Sat. Tra i presenti, l'assessore alla montagna Alberto Pedrotti, che ha premiato l’iniziativa parlando di "un segno di presenza e concretezza della Sat nel dibattito pubblico e culturale".

 

"Con il ritorno dell'Annuario - fa eco Cristian Ferrari - la Sat recupera un pezzo importante della propria storia editoriale e restituisce alla comunità della montagna uno strumento di riflessione, conoscenza e dialogo". L’attuale presidente Sat ha anche sottolineato come la montagna continui a rappresentare uno spazio di impegno, cultura e responsabilità condivisa.

 

L'Annuario ha fatto parte della storia della Sat sin dalla sua fondazione nel 1874, spiegano i relatori, continuando fino al 1931. Raccontava le vicende della montagna, i suoi problemi, le sue trasformazioni, le imprese alpinistiche e i dibattiti culturali dell'epoca. Tra i suoi collaboratori figuravano personaggi di spicco come l'abate Antonio Stoppani e Giovanni Canestrini, primo traduttore italiano di Darwin. Il valore della pubblicazione era tale che nel 1876 un numero venne persino sequestrato dal governo austriaco.

 

La nuova edizione si radica in questa lunga tradizione, ma è proiettata verso il presente. In questo primo numero, scrittori, giornalisti, docenti universitari e studiosi hanno contribuito con saggi storici, descrizioni di itinerari, monografie naturalistiche e resoconti di esplorazioni, tra cui le recenti scoperte degli speleologi nell'abisso del Laresot in Brenta, che, a seguito delle ultime rilevazioni, sembra si prenderà il podio come il più profondo d’Italia.

 

Ampio spazio è dedicato anche a discipline in evoluzione, come il trail running e l'arrampicata sportiva, che quest'anno celebra il suo quarantesimo anniversario. Inoltre, due focus tematici arricchiscono ulteriormente il volume: la proliferazione dei cammini lenti in Trentino - oggi sono tredici - e le Olimpiadi invernali, esaminando le loro opportunità e criticità a pochi mesi dal loro inizio.

 

Anche l'aspetto estetico ha un ruolo centrale nella nuova edizione: ogni numero sarà contraddistinto da un'opera d'arte realizzata appositamente per la pubblicazione. Per questa edizione, la copertina è stata firmata dall'artista genovese Corrado Zeni, che ha interpretato il tema dei cammini e la pluralità dei loro frequentatori, utilizzando come base una vecchia mappa degli anni Cinquanta.

 

Il ritorno dell'Annuario si inserisce in un percorso di rinnovamento editoriale più ampio. La Sat, infatti, ha avuto un'importante tradizione editoriale con il Bollettino, nato nel 1904 come voce viva dell'associazione e capace di accompagnarne la crescita per oltre un secolo. Il Bollettino ha continuato le pubblicazioni fino allo scorso settembre, lasciando ora spazio a una formula più ampia, letteraria e riflessiva, che guarda al futuro senza dimenticare le proprie radici.

 

"L'Annuario - conclude Bizzaro - nasce come un ponte tra passato e futuro, un invito alla lettura e al pensiero, ma soprattutto un luogo in cui le voci della montagna - nella loro pluralità - possano ritrovarsi e dialogare".

 

Molti degli autori dei vari articoli di questo primo numero, presenti in sala al momento della presentazione, su invito di Cristian Ferrari hanno autografato una prima copia perché venga conservata nello storico archivio della Società Alpinisti Tridentini.

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