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Cultura | 15 aprile 2025 | 06:00

L’esperienza del doposcuola di Sutrio, offerto gratuitamente affinché le persone possano "vivere in montagna e mettere su famiglia"

"Ci siamo accorti che c’era necessità da parte delle famiglie di un servizio pomeridiano flessibile. Non un tempo pieno, ma un tempo scuola diverso, che aiutasse i genitori nella gestione pomeridiana dei bambini e, insieme, offrisse loro attività di qualità". Il doposcuola ai piedi del Monte Zoncolan: ecco come funziona

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
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Conoscere il proprio territorio e, insieme, aprirsi al mondo sviluppando spirito critico, empatia, capacità di stare in relazione con l’altro e con la natura. Nasce con le radici ben piantate nella montagna di casa, ma con una visione ampia, ispirata alle pratiche educative più avanzate, “Coltivare competenze”, il doposcuola gratuito e flessibile per i bambini della scuola primaria del Comune di Sutrio, paese ai piedi del Monte Zoncolan, a una settantina di chilometri da Udine, in Friuli- Venezia Giulia. Un’esperienza virtuosa in cui amministrazione, scuola, associazioni locali, professionisti e attività produttive si sono organizzati per dare vita a un’iniziativa che segue il modello della “comunità educante”, spiega l’assessora all’Istruzione e alla Cultura, Sara Morocutti. Un servizio scolastico che, in un paese di montagna che conta 1200 abitanti, è anche un presidio sociale fondamentale per chi decide di rimanere a viverci e mettere su famiglia.

 

“Ci siamo accorti che c’era necessità da parte delle famiglie di un servizio pomeridiano flessibile. Non un tempo pieno – racconta l’assessore – ma un tempo scuola diverso, che aiutasse i genitori nella gestione pomeridiana dei bambini e, insieme, offrisse loro attività di qualità”. Ed è così che lo scorso anno scolastico, per due pomeriggi a settimana – diventati poi tre quest’anno – è andato strutturandosi il doposcuola che, dalle 13 alle 17, accoglie 25 alunni dalla prima alla quinta elementare: la quasi totalità dei 35 studenti della primaria del paese. La particolarità del servizio, che è completamente gratuito per le famiglie, sta nella proposta educativa: “Abbiamo voluto offrire atelier pratici, che avessero un legame con il territorio: da qui il nome ‘Coltivare competenze’”. Ovvero, corsi con l’erborista, per imparare a riconoscere erbe e alberi, passeggiate con le guide del CAI, per scoprire le montagne della zona, anche attraverso l’uso della tecnologia, laboratori di ceramica con artigiani locali. E, ancora, corsi di musica e letture musicate con la banda e il coro di Sutrio. 


La scuola materna di Sutrio, che al momento ospita le attività del doposcuola in attesa della fine dei lavori di ristrutturazione della scuola primaria, un edificio di interesse architettonico progettato da Gino Valle

“La novità di quest’anno sono gli incontri di filosofia della montagna – racconta ancora Morocutti – per avvicinare i bambini al tema della sostenibilità, far sì che imparino a interrogarsi sull’ambiente e sviluppino senso critico”. A tenerli è una filosofa: come per tutte le proposte attivate, il doposcuola coinvolge professionisti specializzati nelle diverse discipline e associazioni locali. “Questo – sottolinea l’assessore – è un aspetto molto importante: le competenze sono di qualità e il coinvolgimento delle realtà del territorio rende il doposcuola un progetto di comunità: è la famosa ‘comunità educante’, che si mette al servizio dei più giovani per portare avanti il sapere”. 

 

Quello del territorio, ma non solo. Nel doposcuola c’è spazio anche per l’apprendimento delle lingue straniere, che “sono una finestra sul mondo. La nostra è storicamente una terra di bilinguismo: anche se viviamo in montagna e un po’ isolati – dice ancora Morocutti – la conoscenza delle lingue ci dà la possibilità di aprirci al mondo rimanendo consapevoli delle nostre radici”. Il laboratorio è condotto da un insegnante di inglese affiancata da una food blogger pasticcera: l’idea è che i bambini imparino facendo, secondo il metodo immersivo del learning by doing, che facilita l’apprendimento. 

 

E poi, ancora, il teatro, per sviluppare empatia e capacità relazionali, e lo sport, con la pallavolo e il calcio aperti indistintamente a maschi e femmine “perché ciascuno possa scegliere in base ai propri interessi e non in un’ottica di genere”, ci tiene specificare l’assessore. Infine, il gioco libero e l’accompagnamento allo studio, con il supporto di una psicologa dell’apprendimento per rispondere meglio ai bisogni di ciascuno.


Tra le attività manuali previste dal doposcuola, anche un laboratorio di ceramica tenuto da un’artigiana locale

Sembra il doposcuola dei sogni e, non a caso, i bambini sono entusiasti. Il merito è anche della specificità, tutta montana, del progetto. Se – al netto dei servizi che spesso mancano – c’è un vantaggio educativo che le piccole comunità scolastiche sono in grado di offrire è infatti l’attenzione a ogni bambino: “Un approccio nuovo come quello che stiamo proponendo è possibile perché si lavora con piccoli gruppi, nei quali il ‘fare’ vede fianco a fianco bambini di età diverse: una sorta di peer-to-peer. E poi – rimarca Morocutti – qui abbiamo una natura bellissima, che ci consente di fare tutto questo all’aperto”.

 

Lo sforzo organizzativo ed economico per garantire il doposcuola, che è un work in progress in continuo aggiornamento, è notevole per la struttura e le casse di un piccolo Comune, “ma la speranza – rimarca l’amministratrice – è che sia utile perché le persone scelgano di rimanere a vivere qui mettendo su famiglia, anche se siamo lontani dai centri più grandi”. A breve, termineranno i lavori di ristrutturazione ed efficientamento energetico della scuola primaria – un edificio di interesse architettonico progettato da Gino Valle – con la realizzazione di tre nuove aule specificatamente dedicate alle attività del doposcuola, ospitate finora dalla scuola materna, con le sue ampie vetrate affacciate sul verde dei prati. “La cosa più bella è vedere la grande curiosità dei bambini. Gli incontri di filosofia della montagna – conclude l’assessore – puntano a mantenere vivo in loro questo senso di stupore e di meraviglia per la natura, l’arte e le cose belle del mondo, dal quale la stessa filosofia si è originata. E in montagna è più facile, perché basta uscire dalla scuola e la meraviglia ce l’abbiamo qui, di fronte a noi”.

 

 

Immagine in apertura: il paese di Sutrio e un momento dell'attività "Una montagna di idee", a cura del CAI Sezione di Ravascletto

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