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Storie | 14 maggio 2025 | 06:00

Negli anni Settanta era la "Cortina d’Abruzzo", oggi è vittima di vandali e abbandono (VIDEO e FOTO): storia di Marsia

Su una delle piane più fredde dell’intero Appennino, nelle vicinanze di una delle faggete vetuste patrimonio Unesco, sorge Marsia, una piccola stazione turistica (e sciistica) che si è sviluppata negli anni Sessanta e che oggi versa in uno stato di generale abbandono. In questo primo articolo di approfondimento, anche in vista del passaggio della settima tappa del Giro d’Italia il prossimo 16 di maggio, scopriamo la località e la sua storia

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
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Alle pendici del Monte Midia e su una delle piane più fredde dell’intero Appennino sorge Marsia, una stazione turistica che si è sviluppata negli anni Sessanta e che oggi versa in uno stato di generale abbandono.

 

Marsia fa parte del Comune di Tagliacozzo, nel cuore del Parco dei Monti Simbruini, estesa in una tra le faggete vetuste patrimonio Unesco. In questo primo articolo di approfondimento, anche in vista dell’arrivo della settima tappa del Giro D’Italia il prossimo 16 di maggio, parleremo della località e della sua storia.

Gli sviluppi e il boom del turismo

Negli anni del boom economico, tra il 1960 e il 1980, tra i 1420 e i 1450 metri sopra il livello del mare, furono costruiti tre impianti di risalita: una seggiovia monoposto e due skilift. La piccola stazione sciistica misurava un totale di 6,1 chilometri di piste adatte a tutte le tipologie di sciatori, dai principianti ai più esperti.

La località era facilmente raggiungibile da Roma, tanto che in meno di un’ora e mezza i romani potevano godersi qualche ora di relax e di sport a contatto con uno tra i panorami più suggestivi dell’intero Appennino.

A Marsia non veniva praticato soltanto lo sci alpino, ma anche le ciaspolate e lo sci di fondo. Per far fronte alle tantissime richieste turistiche, specialmente nei periodi invernali, dalla stazione Termini di Roma erano stati messi a disposizione dei treni che arrivavano direttamente a Tagliacozzo e da lì delle corriere che portavano alla stazione turistica.

 

La bellezza di questo territorio, grazie ai tanti servizi offerti, aveva portato a definire Marsia la “Cortina d’Abruzzo”.

Cosa troviamo oggi

Di quello che poco fa abbiamo raccontato, oggi troviamo soltanto quel che ne rimane. All’ingresso della piana per Marsia c’è un cartello con su scritto “Benvenuti nella stazione Turistica di Marsia”.

Poco più avanti sulla destra c’è una vecchia sciovia, definitivamente abbandonata dal 2009 e dalla parte opposta della strada ci sono i resti di quello che una volta era un ristorante e affitta camere. Poche centinaia di metri più avanti ce n'è un’altra e difronte ad essa quel che ne rimane di un vecchio nolo sci ormai abbandonato.

 

Camminando ancora qualche altro centinaio di metri c’è un bivio e una salita che porta verso quello che era l’impianto principe della località. Parliamo della seggiovia “La Piccionara” che partiva da quota 1450 metri e arrivata fino a 1680 di altitudine e serviva una pista nera.

La struttura dell’impianto è ancora esistente, totalmente abbandonata e vandalizzata nel corso degli anni. Su di essa e sul suo tracciato sono cresciuti anche degli alberi, quasi a ricoprirla nella sua totalità. Ruggine, staccionate rotte, vetri, strutture totalmente abbandonate e fatiscenti.

Oggi pensare di poter sciare in Appennino a 1500 metri senza l’ausilio della neve programmata è pura utopia.

 

Nella prossima puntata discuteremo i motivi dell’abbandono avvenuto in particolare tra gli anni Ottanta e Novanta, quando prendevano vita altri comprensori sciistici ancora oggi blasonati.

Video e fotografie di Emanuele Valeri

Per maggiori informazioni sul programma e per partecipare gratuitamente: EVENTO
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