Uno dei grandi scandali a cielo aperto dell’Appennino modenese (FOTO): la stazione d'alpeggio estesa come 78 campi da calcio, in completo abbandono da quasi quarant'anni

La stazione d’alpeggio dell'istituto sperimentale di zootecnia a Piandelagotti, nel comune di Frassinoro, è un complesso con case coloniche, stalle, fienili, boschi, pascoli e seminativi. Da metà anni Ottanta, il buio completo

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Crea-Za-Az-Fra. Può sembrare una sciarada o il classico rompicapo da Settimana enigmistica, ma non è niente di tutto ciò. Si tratta, molto più semplicemente, del codice con cui il Crea, l'organismo nazionale di ricerca vigilato dal Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, identifica uno dei grandi scandali a cielo aperto dell’Appennino modenese: la stazione d’alpeggio dell'istituto sperimentale di zootecnia a Piandelagotti, nel comune di Frassinoro.
Una superficie grande come 78 campi di calcio, divisa tra case coloniche, stalle, fienili, boschi, pascoli e seminativi, è completamente abbandonata da quasi 40 anni. Voluta nel 1925 dall'istituto sperimentale di zootecnia di Modena, con lo scopo di studiare e selezionare gruppi di riproduttori bovini, ovini e suini ha mantenuto la sua ragion d’essere fino alla fine degli anni Settanta. Dopo, una piccola parentesi di gestione privata. E da metà anni Ottanta il buio completo.

Percorrendo la strada provinciale 486 di Montefiorino in direzione del Passo delle Radici, il fondo rimane sulla destra, poco prima di entrare nell'abitato di Piandelagotti. Dalla provinciale vi si accede tramite una strada sterrata di 200 metri.
Oggi l’intera proprietà è nelle mani del Crea, dunque dello Stato e nostre.

Sul caso nel 2012 e nel 2013 ci fu una battaglia da parte dell’allora Pdl: prima sui banchi della Camera con la deputata Isabella Bertolini e poi su quelli dell'assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna con il consigliere Andrea Leoni. Erano gli anni del governo Monti e del commissario alla spending review Enrico Bondi. La stazione d’alpeggio di Piandelagotti, al pari di altri beni improduttivi in pancia allo Stato, sembrava dovesse vendersi da un giorno all’altro. E invece, anche in quella stagione politica non se ne fece nulla. La proposta di vendita da parte dello Stato, quotata sul milione di euro, non collimò mai con le offerte private del territorio, che si attestavano su meno della metà di quanto richiesto.

A questo mosaico già abbastanza complicato va aggiunto l’incontro che a settembre 2021, Oreste Capelli, all’epoca sindaco di Frassinoro, fece a Roma con i vertici di Crea. Da parte dell’ente sembrava esserci, di nuovo, la volontà di vendere.
L’ente statale richiese una stima aggiornata a valori di mercato attuali. L’ultima perizia giurata in loro possesso risaliva infatti al 2014, quando ancora si chiamava Cra (Crea nasce nel 2015 di fusione tra Cra e Inea). Questa perizia redatta da un tecnico forestale fissava il valore dell’intero lotto a 770mila euro.
Alla finestra, nell’immediatezza del vis a vis tra sindaco e funzionari del Crea, sembrava ci fossero un paio di imprenditori reggiani dell’industria agroalimentare. Tuttavia, scavallato l’anno, anche quelle due manifestazioni di interesse svanirono come neve al sole.
Oggi, l’intera vicenda sembra essersi parcheggiata nuovamente su un binario morto. È vox populi che il Crea vorrebbe vendere ma nessun privato sia più interessato ad accollarsi le ingenti spese di riqualificazione.
“Vedere lo stato di incuria e abbandono in cui versa il fondo è un tuffo al cuore ogni volta”, racconta Ferdinando Lunardi, albergatore e memoria storica di Piandelagotti. “Nei suoi anni migliori dava reddito a tante famiglie della zona e, ancora oggi, potrebbe generare ricchezza e sviluppo per la nostra comunità. Basterebbe sforzarsi di guardare oltre il proprio piccolo orticello e fare sistema, tutti insieme. L’auspicio è che la nuova amministrazione comunale possa trovare insieme allo Stato un compromesso onorevole per uscire da questo snervante immobilismo”.














