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Il Wwf contro i cani nei boschi: "Spaventano gli orsi. I Comuni facciano apposite aree recintate per farli sgambare"

L'associazione ambientalista ha richiesto l'analisi dei filmati delle fototrappole posizionate nella zona dei Laghi di Lamar che evidenziano come solo in 50 casi su 250 i cani passeggiavano nel bosco al guinzaglio. "Ciò potrebbe aver concorso al disturbo di orse con cuccioli nel periodo estivo"

Pubblicato il - 09 marzo 2018 - 20:42

TRENTO. "E' emersa la preoccupante presenza di numerosi cani padronali. A fronte di una cinquantina di casi in cui erano correttamente portati al guinzaglio, in quasi 200 casi erano slegati". Questo il Wwf nazionale a commento del rapporto grandi carnivori redatto dalla Provincia in collaborazione del Muse. Un commento che è più una riflessione perché quella dei cani lasciati liberi nei boschi, a detta dell'associazione ambientalista, potrebbe essere una delle cause che "avrebbero concorso al disturbo di orse con cuccioli nel periodo estivo - spiega il Wwf - rendendole più sensibili e quindi maggiormente aggressive verso gli stessi cani e, purtroppo, anche verso i proprietari". 

 

Il tutto dopo aver richiesto analisi sui filmati delle fototrappole posizionate nella zona dei Laghi di Lamar, l'area dove era avvenuta l'aggressione di Kj2 a un uomo e al suo cane. "Si tratta di comportamenti scorretti (oltre che illeciti) che potrebbero mettere a repentaglio sia la sicurezza di altri cittadini, dei loro cani e degli stessi orsi", spiega ancora il Wwf e chiede ai Comuni l’istituzione di aree recintate per la sgambatura dei cani e al contempo maggiori controlli per chi non rispetta le regole, affinché non si ripetano più episodi come quello di Kj2, in cui a perderci sono sia gli orsi che gli uomini.

 

Certo a questo punto vanno ad essere sacrificati terribilmente i nostri amici a quattro zampe, costretti a una "sgambata" (come scrive il Wwf) solo nelle tristissime aree cani circondati da cemento e automobili, ma tant'è.

"Per quanto riguarda l’orso bruno - aggiunge l'associazione ambientalista commentando il rapporto della Pat - la stima della popolazione complessiva, esclusi i cuccioli, rimane stabile nel 2017 con un intervallo tra i 43 e i 53 esemplari stimati, mentre il numero minimo certo di adulti e giovani è in lieve calo (43 rispetto ai 45 del 2016), mentre è buono il dato relativo al numero di nuovi nati sopravvissuti fino all'autunno: tra i 9 e gli 11, provenienti da 8 cucciolate diverse. Tra questi figurano fortunatamente anche i cuccioli di Kj2, la femmina abbattuta nell’agosto scorso per motivi di pubblica sicurezza".

"Bene - conclude - le misure di prevenzione e di indennizzo dei danni all'allevamento messe in campo dalla Provincia, anche per quanto riguarda il lupo, che quest’anno ha visto una significativa espansione con ben 6 branchi ed una coppia stabile nel territorio trentino: presenza che fa ben sperare per il futuro della popolazione sulle Alpi, ma che richiederà sforzi ulteriori di comunicazione e prevenzione dei conflitti, anche con l'ausilio dei cani da guardiania. Un’ottima occasione di confronto sarà il convegno finale del progetto LIFE WolfAlps, che si svolgerà a Trento dal 18 al 20 marzo, a cui il WWF parteciperà con i propri esperti".

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