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Nasce il Parco fluviale della Sarca. Un'unica rete di riserve e un grande progetto di valorizzazione e sostenibilità del territorio

Dopo un lungo iter, sta per nascere il nuovo Parco fluviale della Sarca. Sarà uno strumento gestionale in capo alle comunità locali. Il Parco si estende per gli 80 chilometri del corso del fiume. L'acqua, quindi, diventa il filo rosso che lega ambienti, storie, territori

Pubblicato il - 04 ottobre 2019 - 13:38

RIVA DEL GARDA. Dopo un lungo percorso, sta per nascere il Parco fluviale della Sarca. Al momento sono due le riserve dislocate lungo il corso del fiume (quella dell'alta Sarca e quella della bassa Sarca). A breve, quindi, nascerà ufficialmente un'unica rete di riserve con il nome di Parco fluviale della Sarca. Un grande progetto di valorizzazione e sostenibilità del territorio (QUI SITO).

 

La Sarca nasce dai ghiacciai dell'Adamello e sfocia nel Garda. Lungo la sua corsa percorre valli alpine, zone collinari, ambienti naturali intatti e paesaggi di rilevanza storico-culturale. Il Parco si estende per gli 80 chilometri del corso del fiume. L'acqua, quindi, diventa il filo rosso che lega ambienti, storie, territori. L'acqua diventa custode di una straordinaria biodiversità. L'alta Sarca, infatti, si snoda tra paesaggi alpini e campi coltivati; il basso corso del fiume, invece, porta a paesaggi quasi mediterranei. 

 

Gran parte degli enti territorialmente competenti (27 Comuni, 3 Comunità di Valle e 16 Asuc, Amministrazione separate dei beni frazionali di uso civico) hanno da poco approvato il piano di gestione unitario e il nuovo accordo di programma triennale, passaggio che, di fatto, sancisce la nascita del nuovo soggetto unitario di gestione del territorio. Il progetto aspetta poi l’approvazione conclusiva della Provincia, prevista entro il mese di novembre.

 

Il Parco fluviale della Sarca non sarà un nuovo ente, bensì uno strumento gestionale in capo alle comunità locali. Sarà compito e responsabilità di tutti (non solo amministratori, ma anche professionisti e attori economici e sociali) utilizzarlo al meglio, per renderlo sempre più efficace ed efficiente. Il Parco fluviale rappresenta un’occasione concreta per affrontare alcune delle urgenze contemporanee (cambiamenti climatici, perdita di biodiversità, consumo di suolo, fragilità dei sistemi economici locali – che inquietano le giovani generazioni e ci sollecitano a promuovere uno sviluppo sostenibile del territorio e la salvaguardia delle sue risorse naturali.

 

Il progetto valorizza le sinergie già esistenti e sostiene una gestione comune all'interno dello strumento unitario, il Parco fluviale del Sarca appunto. 

 

Elaborato in collaborazione con il Parco naturale Adamello Brenta, il progetto è suddiviso in tre parti:

 

- la prima si occupa della situazione socio-economica e della normativa di riferimento (riporta dati e informazioni sulla caratterizzazione ambientale e lo stato di conservazione delle aree protette, dieci siti Natura 2000 e 19 Riserve locali, delle Aree di integrazione ecologica e dei corpi fluviali e lacustri, con riferimenti anche a specie e habitat)

 

- la seconda parte si focalizza su obiettivi e strategie gestionali, definendo una prospettiva integrata tra le esigenze di tutela e quelle di sviluppo e valorizzazione (contiene anche le azioni specifiche per la tutela attiva di specie e habitat)

 

- la terza è un “Catalogo delle idee”, proposte di azioni e progetti nei vari ambiti territoriali, frutto anche di un lavoro di ascolto delle componenti socio-economiche attraverso gruppi e tavoli di lavoro.

 

Solo in seguito all’approvazione da parte di tutti gli enti coinvolti e, infine, della Giunta provinciale, il Piano entrerà in vigore a tutti gli effetti, per la durata di dodici anni. 

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